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L'ex procuratore generale Kravchenko non rientra in Ucraina dopo la revoca

Il 21 settembre l'ex procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko non si è presentato al lavoro dopo la fine del suo viaggio di servizio all'estero, scaduto il 18 settembre. Sospeso il 14 settembre dal presidente Zelensky e formalmente destituito il 15 dalla Verkhovna Rada, è stato infine rimosso dall'organico della Procura lo stesso 21 settembre su sua richiesta, mentre la sua posizione resta sconosciuta.

Punti chiave

  • Il viaggio di servizio all'estero di Kravchenko, ordinato da lui stesso per 5 giorni dal 13 settembre a Parigi, è scaduto il 18 settembre senza che l'ex procuratore rientrasse.
  • Il 14 settembre il presidente Zelensky lo ha sospeso dall'incarico ai sensi della parte 2 dell'articolo 11 della legge sul regime legale della legge marziale; il 15 settembre la Verkhovna Rada ne ha approvato la destituzione.
  • Il 21 settembre Kravchenko ha presentato domanda di dimissioni dall'organico della Procura e il procuratore generale ad interim Anton Kovalsky ha firmato il provvedimento di revoca.
  • La portavoce dell'Ufficio del procuratore generale, Mariana Hajovs'ka, ha dichiarato di non sapere dove si trovi Kravchenko né se sia rientrato in Ucraina.
  • Il 14 settembre Kravchenko aveva annunciato la firma di comunicazioni di sospetto nei confronti del direttore NABU Semen Kryvonos e di una persona vicina al capo della SAPO Oleksandr Klymenko; l'Ufficio del procuratore generale ha smentito che esistessero basi giuridiche per la notifica a Kryvonos.
  • Secondo fonti di Ukrajins'ka pravda, al 21 settembre Kravchenko non risultava aver attraversato la frontiera ucraina in entrata; il Centro anticorruzione (TsPK) ha dichiarato che la sua uscita dal Paese sarebbe stata possibile solo con il consenso del presidente Zelensky.

Perché è importante

L'episodio rappresenta una rottura pubblica senza precedenti all'interno dell'Ufficio del procuratore generale ucraino: un ex capo della Procura resta all'estero dopo la fine del suo viaggio di servizio mentre le istituzioni anticorruzione e la presidenza agiscono contro di lui. Il caso solleva interrogativi sull'indipendenza di NABU e SAPO, poiché Kravchenko ha firmato comunicazioni di sospetto nei confronti dei loro dirigenti poco prima della sua rimozione. Negli atti dell'operazione "Cartagine" compare la figura di "Šef", che per NABU/SAPO corrisponde a un ex capo del Servizio fiscale statale i cui dati biografici coincidono con quelli di Kravchenko, pur non essendo egli formalmente indagato. Infine, la vicenda mostra l'uso dei meccanismi previsti dalla legge marziale: Zelensky ha sospeso un procuratore generale in carica con decreto presidenziale.

Che cosa è successo

Il 13 settembre l'allora procuratore generale Ruslan Kravchenko ha firmato autonomamente un ordine di missione di cinque giorni a Parigi, ufficialmente per partecipare a un'audizione della rete parlamentare della PACE sulla situazione dei bambini ucraini. Nella notte tra il 13 e il 14 settembre ha attraversato la frontiera attraverso il valico di Šehyni, rifiutando intorno all'01:00 la protezione statale, secondo quanto ricostruito dal Centro anticorruzione (TsPK), che ha aggiunto che la sua uscita dal Paese sarebbe stata possibile solo con il consenso del presidente Zelensky.

Il mattino del 14 settembre Kravchenko ha annunciato di aver firmato una comunicazione di sospetto nei confronti del direttore del NABU Semen Kryvonos, accusandolo di falsificazione di documenti ufficiali e di adozione fittizia, e una seconda nei confronti di una persona vicina al capo della SAPO Oleksandr Klymenko, con accuse di influenza su giudici, offerta di benefici illeciti e agevolazione dell'evasione dalla mobilitazione. Lo stesso 14 settembre Zelensky ha firmato un decreto di sospensione dall'incarico ai sensi della parte 2 dell'articolo 11 della legge sul regime legale della legge marziale e ha dichiarato che per Kravchenko vi era un'unica via, le dimissioni. Il 15 settembre la Verkhovna Rada ne ha approvato la destituzione e il presidente ha firmato il relativo decreto; procuratore generale ad interim è stato nominato Anton Kovals'kyj.

L'Ufficio del procuratore generale ha smentito l'esistenza di basi giuridiche per la notifica di sospetto a Kryvonos, e Kryvonos stesso ha dichiarato di non aver ricevuto alcun documento. La portavoce della PACE Natalie Bardellini ha comunicato che Kravchenko non figurava tra i partecipanti all'audizione citata.

Il viaggio di servizio è scaduto il 18 settembre senza che Kravchenko rientrasse. Al 21 settembre, secondo fonti di Ukrajins'ka pravda nelle forze dell'ordine, l'ex procuratore non aveva attraversato la frontiera ucraina in entrata; la portavoce dell'Ufficio del procuratore generale, Mariana Hajovs'ka, ha dichiarato di non sapere dove si trovasse. Lo stesso 21 settembre Kravchenko ha presentato domanda di dimissioni dall'organico della Procura e Kovals'kyj ha firmato il provvedimento di revoca.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine divergono sul mezzo con cui Kravchenko ha attraversato la frontiera nella notte tra il 13 e il 14 settembre: le prime ricostruzioni di Ukrajins'ka pravda indicavano un'autovettura di servizio dell'Ufficio del procuratore generale, mentre successivamente hromadske, Babel' e ZN.UA hanno riferito che si trattava di un taxi premium Mercedes-Benz V-Class (un minivan della LLC "Andreoli"), benché l'ordine di missione prevedesse l'uso di un veicolo ufficiale. Una seconda divergenza riguarda proprio l'effettivo utilizzo di veicoli dell'Ufficio: una fonte interna all'Ufficio citata da Ukrinform ha escluso che auto del procuratore fossero state impiegate, in contrasto con la stessa formulazione dell'ordine di missione e con le prime ricostruzioni giornalistiche.

Contesto

Kravchenko è stato procuratore generale dal giugno 2025; in precedenza aveva diretto il Servizio fiscale statale da dicembre 2024 a giugno 2025. Il 4 settembre NABU e SAPO hanno condotto perquisizioni negli uffici del procuratore, della sua vice Marija Vdovyčenko e del capo dell'amministrazione regionale di Odessa Oleh Kiper, e il 5 settembre hanno annunciato l'operazione "Cartagine", individuando in Serhij Kropyva, vice capo del Dipartimento di cooperazione giuridica internazionale dell'Ufficio del procuratore generale, il presunto vertice di un'organizzazione criminale dedita al "tetto" di call center fraudolenti; il 6 settembre il tribunale anticorruzione (HACC) ha disposto per Kropyva la custodia cautelare con cauzione alternativa di 120 milioni di grivnie. Il 7 settembre Kravchenko aveva presentato una lettera di dimissioni dalla carica di procuratore generale nel quadro dell'inchiesta "Cartagine".