Servitore del Popolo
Servitore del Popolo è un partito politico ucraino fondato nel 2017 dal comico e attore Volodymyr Zelensky, legato alla casa di produzione comica Kvartal 95 e all'omonima serie televisiva. Ha conquistato la maggioranza parlamentare alle elezioni del 2019, rendendo possibile la vittoria presidenziale di Zelensky e la formazione del suo governo. Da allora opera come la principale forza filo-presidenziale nella Verkhovna Rada.
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Rubio: fine diplomatica della guerra in Ucraina al momento "irraggiungibile"; Zelensky annuncia una delegazione a Washington il 9-10 ottobre
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato in un'intervista al giornale greco Kathimerini che la guerra tra Russia e Ucraina è in un "vicolo cieco strategico" e che una sua fine diplomatica è attualmente irraggiungibile, perché la Russia pretende il pieno controllo del Donbas, condizione che l'Ucraina giudica inaccettabile. Il giorno stesso, in visita a Pryluky, il presidente Volodymyr Zelenskyy ha respinto la definizione di "stallo diplomatico" e annunciato l'invio di una delegazione ucraina negli Stati Uniti il 9 e 10 ottobre per colloqui con gli inviati speciali Jared Kushner e Steve Witkoff, con la partecipazione attesa di rappresentanti europei. Il viaggio avviene all'indomani di un missile russo che ha colpito un edificio residenziale a Pryluky.
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Zelensky a New York: cessate il fuoco in energia, grano e mare, ma Mosca rifiuta
Il 22 settembre, a margine dell'Assemblea generale dell'ONU, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il presidente statunitense Donald Trump per discutere una possibile de-escalation della guerra con la Russia. Zelensky ha dichiarato la disponibilità dell'Ucraina a cessate il fuoco limitati e reciproci nei settori energetico, del grano e marittimo, ma il Cremlino, tramite il portavoce Dmitry Peskov e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, ha di fatto respinto la proposta energetica. Gli Stati Uniti hanno ufficialmente invitato Vladimir Putin al vertice G20 di Miami del 14-15 dicembre, ma la sua partecipazione resta incerta.
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Ucraina, il Parlamento revoca il Procuratore generale Kravchenko: 317 voti a favore
La Verkhovna Rada ucraina ha votato il 15 settembre 2026 con 317 voti favorevoli e nessun voto contrario o astensione la revoca del Procuratore generale Ruslan Kravchenko. Lo stesso giorno il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato il decreto n. 932/2026 che formalizza la rimozione. La revoca giunge dopo che Kravchenko aveva annunciato una comunicazione di sospetto nei confronti del direttore del NABU Semen Kryvonos, negata dall'Ufficio del Procuratore generale, e dopo la sua partenza dall'Ucraina la notte tra il 13 e il 14 settembre.
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Кравченко firma un avviso di sospetto per il direttore della NABU, Zelensky chiede la sua rimozione
Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko, che il 7 settembre si era dimesso dopo lo scandalo dell'operazione «Cartagine», ha annunciato il 14 settembre in un video di aver firmato un avviso di sospetto nei confronti del direttore della NABU Semen Kryvonos. Nella stessa notte Kravchenko ha lasciato l'Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky ha risposto chiedendo pubblicamente alla Verkhovna Rada di votare la sua rimozione, ha presentato la relativa richiesta e ha firmato il decreto n. 905/2026 che lo sospende dalla carica. La Commissione europea ha ribadito il proprio sostegno all'indipendenza degli organi anticorruzione ucraini.
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Il procuratore generale ucraino Kravchenko si dimette dopo lo scandalo dei call center truffa
Il procuratore generale dell'Ucraina Ruslan Kravchenko ha presentato le dimissioni la sera del 7 settembre, dopo gli arresti e le perquisizioni effettuate nell'ambito dell'operazione «Cartagine» di NABU e SAP, che ha smascherato una presunta rete di protezione di call center fraudolenti all'interno dell'Ufficio del procuratore generale. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato che la richiesta di revoca sarà inviata alla Verkhovna Rada.
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Witkoff e Kushner a Kiev: nuovo formato Usa-Ucraina-Europa, ma nessuna svolta con Mosca
Gli inviati speciali di Donald Trump Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato il presidente Volodymyr Zelensky a Kiev il 6 settembre, dopo una visita di oltre tre ore a Vladimir Putin al Cremlino il 5 settembre. I colloqui si sono svolti in tre round, con la partecipazione al secondo dei consiglieri per la sicurezza nazionale di Francia, Germania e Regno Unito. Zelensky e Witkoff hanno definito i negoziati "sostanziali", ma non è stato annunciato alcun progresso concreto: Mosca, secondo il Cremlino e le valutazioni dell'ISW citate dai media, continua a ribadire le sue rivendicazioni massimaliste e i "root causes" della guerra.