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Il Parlamento convocca il sindaco di Kiev Klitschko per riferire sulla preparazione all'inverno

La Verkhovna Rada ucraina ha votato il 13 ottobre per convocare il sindaco di Kiev Vitalij Klicsko per una relazione in Aula sulla preparazione della capitale alla stagione di riscaldamento e all'inverno. La mozione, presentata dalla deputata del partito "Servitore del Popolo" Marjana Bezuhla, è passata con 151 voti favorevoli, 8 contrari e 9 astensioni. Klicsko si è presentato il giorno seguente e ha pronunciato un discorso di cinque minuti senza rispondere a domande, respingendo le accuse di aver sabotato la preparazione all'inverno come "infondate" e denunciandole come una campagna orchestrata da risorse legate alle autorità centrali.

Punti chiave

  • 151 deputati hanno votato a favore della convocazione di Klicsko, 8 contro, 9 astenuti; soglia regolamentare di 150 voti.
  • La mozione è stata presentata dalla deputata del "Servitore del Popolo" Marjana Bezuhla, che ha sostenuto che il Parlamento non aveva mai ascoltato prima una relazione del sindaco.
  • Il 14 ottobre Klicsko ha tenuto in Aula un discorso di 5 minuti senza domande; una proposta di estenderlo di altri 5 minuti (di Jaroslav Zheleznyak) è stata respinta.
  • Klicsko ha definito "infondate" le accuse di sabotaggio della stagione di riscaldamento e ha sostenuto che il sindaco non è responsabile della difesa aerea.
  • Il sindaco ha dichiarato che la generazione elettrica propria della città è stata distrutta e che Kiev dipende interamente dalla rete nazionale.
  • Il 9 ottobre il presidente Volodymyr Zelensky aveva criticato le autorità cittadine per il "quasi completo" mancato rispetto delle scadenze del Piano di Resilienza; il 13 ottobre ha ribadito che è la regione meno pronta per l'inverno.
  • Un attacco russo nella notte del 14 ottobre ha colpito più impianti energetici chiave a Kiev e nella regione, causando danni gravi e lasciando almeno 600.000 persone senza elettricità.

Perché è importante

La convocazione segna uno scontro politico formale tra le autorità centrali e il sindaco di Kiev, sullo sfondo dell'intensificazione degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche della capitale alla vigilia dell'inverno. Klicsko ha usato la tribuna parlamentare per respingere le accuse e denunciare quella che ha descritto come una campagna per rimuoverlo e smantellare il governo locale. Il Parlamento ha limitato il suo intervento a cinque minuti senza domande — una scelta procedurale che ha attirato critiche — e il presidente Zelensky ha pubblicamente criticato la città come la meno preparata per l'inverno.

Che cosa è successo

Il 13 ottobre la Verkhovna Rada ha votato la convocazione del sindaco di Kiev Vitalij Klicsko per una relazione sulla preparazione della capitale alla stagione di riscaldamento e all'inverno. La mozione è stata presentata dalla deputata del "Servitore del Popolo" Marjana Bezuhla, che ha sostenuto che il Parlamento non aveva mai ascoltato prima una relazione di Klicsko. Il voto è passato con 151 favorevoli, 8 contrari e 9 astensioni — appena sopra la soglia regolamentare di 150 voti. Il presidente della Rada Ruslan Stefanchuk ha incaricato il personale di informare Klicsko che il Parlamento lo attendeva.

Il giorno seguente Klicsko si è presentato in Aula e ha pronunciato un discorso di cinque minuti senza domande dei deputati; una proposta di prolungare l'intervento di altri cinque minuti, avanzata da Jaroslav Zheleznyak, è stata respinta. Nel merito, ha definito "infondate" le accuse di sabotaggio della stagione di riscaldamento e ha affermato che la città è pienamente preparata. Ha sostenuto che il sindaco non è responsabile della difesa aerea, che la generazione elettrica propria della città è stata distrutta dagli attacchi russi e che Kiev dipende interamente dalla rete nazionale. Ha inoltre denunciato una campagna, portata avanti da risorse legate alle autorità centrali, per accusarlo di una cattiva preparazione a una stagione di riscaldamento che non è ancora iniziata, e ha affermato che il governo locale in Ucraina viene smantellato sostituendo i capi eletti delle comunità con capi delle amministrazioni militari nominati dall'alto. Ha consigliato ai residenti di Kiev con familiari o amici fuori città di valutare un trasferimento temporaneo, pur chiarendo che non chiederà un'evacuazione completa.

Il contesto immediato è segnato dal fatto che il 9 ottobre il presidente Volodymyr Zelensky aveva criticato le autorità cittadine per il "quasi completo" mancato rispetto delle scadenze del Piano di Resilienza, e il 13 ottobre ha ribadito che Kiev è la regione meno pronta per l'inverno, preannunciando decisioni amministrative e di sicurezza imminenti. Nella notte del 14 ottobre le forze russe hanno lanciato un massiccio attacco combinato con 128 droni d'attacco e 39 missili di vario tipo, colpendo più impianti energetici chiave a Kiev e nella regione e causando, secondo Zelensky, danni tangibili al complesso elettrico e a quello petrolifero e del gas, con almeno 600.000 persone rimaste senza elettricità.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti fornite sono tutte ucraine e in lingua ucraina, e sottolineano lo scontro diretto tra la Verkhovna Rada e il sindaco di Kiev: il conteggio del voto, la durata di cinque minuti del discorso senza domande, la procedura parlamentare e la risposta politica di Klicsko. La maggior parte delle fonti dà ampio spazio alla sua confutazione — accuse infondate, difesa aerea fuori dalla responsabilità del sindaco, erosione dello stato/local government — insieme alle critiche preventive di Zelensky e al quadro degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche della capitale. Diverse testate ospitano commenti analitici, tra cui quello del politologo Volodymyr Fesenko, secondo cui l'Ufficio del Presidente cercherebbe di rimuovere Klicsko dalla guida della KMDA pur mantenendolo sindaco, vista l'impossibilità di elezioni o referendum sotto la legge marziale. Un commento critico definisce la procedura stessa una "messa in scena" politicamente motivata.

Dove le versioni divergono

Due divergenze principali emergono tra le fonti. La prima riguarda l'invito formale: la portavoce di Klicsko Oksana Zinovieva inizialmente ha detto che al momento del voto non era ancora arrivato alcun invito ufficiale, per poi confermare che il sindaco intendeva comunque presentarsi. La seconda, più sostanziale, riguarda l'interpretazione della convocazione: Klicsko l'ha descritta come un tentativo, da parte di risorse legate alle autorità centrali, di rimuoverlo e come un segnale dello smantellamento dello stato/local government, mentre la promotrice Bezuhla e la maggioranza parlamentare l'hanno inquadrata come una procedura di responsabilità ordinaria e apartitica sulla preparazione alla stagione di riscaldamento.

Contesto

Il discorso di Klicsko al Parlamento si è inserito in un contesto di ripetuti attacchi russi alle infrastrutture energetiche di Kiev, inclusi attacchi ai suoi impianti di cogenerazione (TEC) che hanno costretto la città a dipendere interamente dalla rete nazionale dopo la distruzione della propria capacità di generazione. Secondo il politologo Volodymyr Fesenko, l'Ufficio del Presidente vorrebbe usare le critiche al lavoro di Klicsko per rimuoverlo, ma lo scenario più probabile è la sua rimozione dalla testa della KMDA piuttosto che da sindaco, data la maggioranza pro-Klicsko in consiglio comunale e l'impossibilità di elezioni o referendum sotto la legge marziale. La più ampia strategia invernale del Cremlino, riportata dal New York Times e analizzata dall'Institute for the Study of War, prevede massicci attacchi alle infrastrutture ucraine di energia, acqua e fognature per rendere le condizioni di vita insostenibili e forzare concessioni politiche. Il 9 ottobre lo Stato ha sbloccato i pagamenti per alcuni progetti di preparazione alla stagione di riscaldamento a Kiev, dopo le lamentele pubbliche di Klicsko sull'esborso di 8 miliardi di hryvnia dal bilancio cittadino del 2025. Un veterano, Dmytro Koziatynsky, ha annunciato una manifestazione per chiedere le dimissioni di Klicsko per il 17 ottobre in via Khreshchatyk.