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Ucraina: ex consigliere dell'Ufficio del Presidente condannato a 8 anni per frode a Ukrzaliznytsia

Il Tribunale anticorruzione (ВАКС) ha approvato un patteggiamento con Artem Shylo, ex consigliere dell'Ufficio del Presidente, nell'ambito del caso per l'appropriazione di fondi di Ukrzaliznytsia attraverso acquisti di trasformatori a prezzi gonfiati. Shylo è stato condannato a 8 anni di carcere (con sospensione della pena e 3 anni di libertà vigilata), a una multa di 204 milioni di grivnie e alla confisca speciale di oltre 325 milioni di grivnie e tre appartamenti a Kiev.

Punti chiave

  • Il ВАКС ha approvato il 13 ottobre il patteggiamento con Artem Shylo, ex consigliere dell'Ufficio del Presidente.
  • Shylo è stato riconosciuto colpevole ai sensi dell'art. 27 cp. 3, art. 191 cp. 5 e art. 209 cp. 3 del Codice penale ucraino.
  • Condanna a 8 anni di carcere, con pena sospesa e 3 anni di libertà vigilata (art. 75 del Codice penale).
  • Multa di 204 milioni di grivnie, pagabile a rate in un anno (51 milioni a trimestre).
  • Confisca speciale di circa 325,7 milioni di grivnie e di tre appartamenti a Kiev (rispettivamente 183,5 m², 102,3 m² e 102,3 m², per un totale di 388,1 m²).
  • Il caso riguarda acquisti di trasformatori elettrici effettuati tra giugno e dicembre 2022 a prezzi quasi raddoppiati tramite una società di comodo registrata in Bulgaria.
  • È il terzo patteggiamento nell'ambito dell'inchiesta sul "back office" di Ukrzaliznytsia; un quarto co-organizzatore, Kostiantyn Melnyk, ha espresso la volontà di patteggiare ma la sua intesa non è ancora stata approvata.

Perché è importante

Il caso è politicamente delicato perché l'imputato era un consigliere all'interno dell'Ufficio del Presidente sotto l'amministrazione Zelensky. La sottrazione di circa 95 milioni di grivnie a Ukrzaliznytsia — le ferrovie statali che operano in tempo di guerra — rende la vicienda rilevante sia sul piano economico sia su quello della sicurezza. La confisca di oltre 325 milioni di grivnie e di tre appartamenti a Kiev rappresenta uno dei sequestri patrimoniali più consistenti in un procedimento anticorruzione ucraino. L'accordo prevede inoltre la collaborazione processuale dell'imputato e una donazione a una fondazione che sostiene le forze armate ucraine, collocando il patteggiamento nel quadro di un'azione anticorruzione più ampia. Infine, trattandosi del terzo patteggiamento sullo stesso episodio, emerge l'esistenza di un gruppo organizzato sottoposto a indagini parallele.

Che cosa è successo

Il 13 ottobre il Tribunale anticorruzione ucraino (ВАКС) ha approvato un patteggiamento con Artem Shylo, ex consigliere dell'Ufficio del Presidente, riconoscendolo colpevole di organizzazione di appropriazione di beni in misura particolarmente rilevante e di riciclaggio di proventi criminali (art. 27 cp. 3, art. 191 cp. 5 e art. 209 cp. 3 del Codice penale). La pena è di 8 anni di carcere, commutata in 3 anni di libertà vigilata ai sensi dell'art. 75, con divieto per 3 anni di ricoprire incarichi con poteri organizzativo-gestionali o amministrativo-economici nelle formazioni militari e negli organi di forza dell'ordine. Shylo dovrà inoltre pagare una multa di 204 milioni di grivnie, rateizzabile in un anno con rate trimestrali da 51 milioni. Il tribunale ha disposto la confisca speciale di circa 325,7 milioni di grivnie e di tre appartamenti a Kiev (uno di 183,5 m² e due di 102,3 m², per 388,1 m² complessivi) e ha invece revocato il sequestro sulla sua Mercedes-Benz personale. Il caso ruota attorno a una presunta "back office" che, tra giugno e dicembre 2022, avrebbe indirizzato Ukrzaliznytsia all'acquisto di trasformatori da un fornitore predeterminato, controllato da un cittadino bielorusso con legami con la Russia, che li avrebbe rivenduti a prezzo quasi raddoppiato tramite una società di comodo in Bulgaria. Nell'ambito dell'intesa, Shylo si è impegnato a risarcire 60 milioni di grivnie di danni, a trasferire 80 milioni di grivnie alla fondazione "Come Back Alive" (Повернись живим) e a rendere testimonianze incriminanti su altri soggetti. È il terzo patteggiamento nello stesso procedimento; altri due imputati — il mediatore Oleksandr Liskovatsky e il dipendente dell'SBU Oleksandr Kovaluk — avevano già concluso accordi, e un quarto co-organizzatore, Kostiantyn Melnyk, ha dichiarato la disponibilità a patteggiare ma la sua intesa non è ancora stata approvata.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine non concordano sull'entità precisa dei danni subìti da Ukrzaliznytsia: i valori riportati variano tra 94,7 milioni di grivnie, 94,8 milioni, circa 95 milioni e quasi 100 milioni di grivnie (secondo NABU e SAP al 10 marzo 2025). Un'analoga divergenza riguarda la cifra esatta della confisca speciale: la maggior parte delle fonti indica 325,7 milioni di grivnie, mentre Babel riporta 325,78 milioni.

Contesto

L'inchiesta riguarda fatti del 2021–2022, quando un gruppo organizzato avrebbe condizionato funzionari di Ukrzaliznytsia per favorire un fornitore predeterminato di trasformatori elettrici, a prezzi gonfiati. Il fornitore vincente sarebbe stato controllato da un cittadino bielorusso con legami con la Russia e avrebbe rivenduto i trasformatori — provenienti da un produttore uzbeko tramite una società di comodo bulgara — a Ukrzaliznytsia a un prezzo quasi raddoppiato. Il 2 aprile 2024 NABU e SAP hanno annunciato lo smantellamento del gruppo; Shylo era stato fermato il 4 aprile 2024 e liberato dietro cauzione di 30 milioni di grivnie, versata in poche ore. Shylo aveva prestato servizio nell'SBU dal 2012 prima di diventare consigliere fuori organico dell'Ufficio del Presidente; secondo un'inchiesta di Bihus.Info del novembre 2022 avrebbe accumulato quasi 4 milioni di dollari di patrimonio in dieci anni di servizio pubblico, ed era descritto come vicino al vice capo dell'Ufficio del Presidente Oleh Tatarov. Altri due sospettati — il mediatore Oleksandr Liskovatsky e il dipendente dell'SBU Oleksandr Kovaluk — avevano già concluso patteggiamenti nello stesso procedimento, mentre un quarto co-organizzatore, Kostiantyn Melnyk, ha espresso la disponibilità a patteggiare ma la sua intesa non è ancora stata approvata.