Ucraina, inchiesta Nabu e Sap: 54,18 milioni di grivne sottratti al bilancio statale con una falsa causa alla Cedu
La Procura anticorruzione ucraina (Sap) e la Nabu hanno inviato al tribunale il caso «Zolotoy Mandarin Oyl», che riguarda il sequestro e il riciclaggio di 54,18 milioni di grivne di fondi pubblici. Secondo le indagini, un ex deputato ucraino, indicato dai media come Georgy Lohvynsky (ex membro della fazzione Fronte Popolare), avrebbe ideato tra il 2013 e il 2016 un meccanismo per ottenere dallo Stato somme dovute — secondo la versione fornita alla Cedu — a una società privata in una controversia commerciale con Kyïvenergo. Sei nuovi indagati sono stati raggiunti da avvisi di garanzia, portando a 12 il numero complessivo dei sospettati.
Punti chiave
- Nabu e Sap hanno trasmesso al tribunale il procedimento per l'appropriazione e il riciclaggio di 54,18 milioni di grivne del bilancio statale ucraino.
- Lo schema, secondo l'accusa, è stato ideato tra il 2013 e il 2016 da un ex deputato del parlamento ucraino (Verkhovna Rada).
- Nel settembre 2013 una società controllata dagli indagati ha presentato alla Cedu una richiesta di 54,18 milioni di grivne a carico del bilancio statale, spacciandola per un debito di Kyïvenergo rimasto insoddisfatto dal 2009.
- Il diritto di credito verso Kyïvenergo era già stato ceduto a un'altra impresa, che ne aveva ottenuto il pagamento prima del ricorso alla Cedu.
- Secondo l'inchiesta, l'ex deputato si sarebbe accordato con l'allora guida del Ministero della Giustizia per far preparare al commissario governativo per la Cedu una dichiarazione di transazione amichevole, con cui lo Stato ha di fatto riconosciuto la responsabilità per la mancata esecuzione di una decisione in una controversia tra due società private.
- I fondi ottenuti dal bilancio sono stati riciclati attraverso centri di conversione valutaria.
- Sei nuove persone sono state raggiunte da avvisi di garanzia nel caso.
- La comunicazione ufficiale della Nabu non nomina il principale sospettato; i media indicano l'ex deputato Georgy Lohvynsky come organizzatore dello schema.
- Lohvynsky ha lasciato l'Ucraina ed è ricercato dalla Nabu dall'agosto 2023; nel giugno 2024 la Camera d'appello del Tribunale anticorruzione (VAKS) ha annullato il rifiuto di disporne l'arresto in contumacia.
- Le indagini sono state chiuse nel gennaio 2026.
Perché è importante
Il procedimento riguarda il presunto saccheggio di decine di milioni di grivne del bilancio pubblico ottenuti sfruttando il procedimento dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) a copertura di una controversia commerciale privata. Le accuse coinvolgono un ex deputato della Verkhovna Rada, ex alti funzionari del Ministero della Giustizia e l'allora commissario governativo per le cause alla Cedu, sollevando interrogativi sull'uso di istituzioni statali per fini privati. Il presunto organizzatore si trova all'estero ed è ricercato dalla Nabu, e i passaggi procedurali precedenti — compreso l'annullamento del rifiuto di disporre la detenzione in contumacia da parte della Camera d'appello del Tribunale anticorruzione — mostrano come il caso sia già passato attraverso le fasi giudiziarie chiave.
Che cosa è successo
Nabu e Sap hanno trasmesso al Tribunale anticorruzione ucraenziale (VAKS) il procedimento relativo all'appropriazione e al riciclaggio di 54,18 milioni di grivne di fondi del bilancio statale. Secondo l'inchiesta, tra il 2013 e il 2016 un ex deputato ucraino avrebbe ideato uno schema per dirottare fondi pubblici inducendo in errore la Corte europea dei diritti dell'uomo su una controversia tra la società controllata «Zolotoy Mandarin Oyl» e Kyïvenergo. Nel settembre 2013 un rappresentante di «Zolotoy Mandarin Oyl», su istruzione degli indagati, ha presentato alla Cedu una richiesta di 54,18 milioni di grivne dal bilancio statale, presentandola come un debito di Kyïvenergo non eseguito dal 2009. L'inchiesta sostiene che, al momento del ricorso, l'impresa non avesse preso misure concrete per riscuotere il credito, che i suoi beni e conti fossero sequestrati a garanzia di obblighi verso Rodovid Bank per oltre 70 milioni di grivne, e che il diritto di credito verso Kyïvenergo fosse già stato ceduto a un'altra società, che ne aveva ricevuto il pagamento. L'ex deputato, indicato dai media come Georgy Lohvynsky, si sarebbe accordato con l'allora guida del Ministero della Giustizia per far preparare al commissario governativo per le cause alla Cedu una dichiarazione di transazione amichevole che di fatto riconosceva la responsabilità dello Stato per la mancata esecuzione di una decisione in una controversia tra due società private. Sulla base di quella dichiarazione, 54,18 milioni di grivne sono stati trasferiti dal bilancio alla società controllata dagli indagati, e i proventi sono stati riciclati attraverso centri di conversione valutaria. Le indagini sono state chiuse nel gennaio 2026; sei nuovi indagati sono stati raggiunti da avvisi di garanzia. La comunicazione ufficiale della Nabu non nomina il principale sospettato; i media indicano come organizzatore l'ex deputato del Fronte Popolare Georgy Lohvynsky, che ha lasciato l'Ucraina ed è ricercato dalla Nabu dall'agosto 2023. Nel giugno 2024 la Camera d'appello del VAKS ha annullato il rifiuto di disporne l'arresto in contumacia. Tra i primi sei indagati figurano l'ex commissario governativo per le cause alla Cedu Borys Babin e l'ex prima viceministra della Giustizia Natalia Bernatska.
Dove le versioni divergono
La comunicazione ufficiale della Nabu sul caso non nomina il principale sospettato. Le testate ucraine LIGA.net e LB.ua e ZN.UA identificano invece come organizzatore dello schema l'ex deputato della Verkhovna Rada Georgy Lohvynsky, già membro della fazzione Fronte Popolare.
Contesto
Secondo l'inchiesta, lo schema è stato attuato tra il 2013 e il 2016 e si è basato su una pretesa della società «Zolotoy Mandarin Oyl» di 54,18 milioni di grivne da Kyïvenergo in base a una decisione giudiziaria rimasta insoddisfatta. Gli investigatori affermano che i beni e i conti della società erano sequestrati a garanzia di obblighi verso Rodovid Bank per oltre 70 milioni di grivne e che il diritto di credito verso Kyïvenergo era già stato ceduto a un'altra impresa, che aveva ricevuto i 54,18 milioni di grivne prima del ricorso alla Cedu. I media collegano il caso all'ex deputato Georgy Lohvynsky, indicato come ex esponente del Fronte Popolare; la Nabu non ne fa il nome nelle proprie comunicazioni. L'indagine è stata chiusa nel gennaio 2026. Tra i primi indagati figurano l'ex commissario governativo per le cause alla Cedu Borys Babin e l'ex prima viceministra della Giustizia Natalia Bernatska.