Droni ucraini colpiscono l'aerodromo militare di Rostov e la raffineria Slavneft-YANOS a Jaroslavl'
Nella notte tra il 16 e il 17 settembre 2026, le forze ucraine hanno colpito con droni l'aerodromo militare di Rostov e la raffineria di petrolio Slavneft-YANOS a Jaroslavl'. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato entrambi gli attacchi, annunciando la distruzione di un aereo An-12, due An-26 e tre elicotteri a Rostov e l'operazione congiunta contro l'impianto petrolifero, condotta da SBU, Forze dei sistemi senza pilota, GUR e SZR.
Punti chiave
- A Rostov colpiti un aereo An-12, due An-26 e tre elicotteri presso l'aerodromo militare
- La SBU ucraina ha condotto l'attacco all'aerodromo
- La raffineria Slavneft-YANOS di Jaroslavl' è stata colpita nell'ambito di un'operazione congiunta di SBU, SBS, GUR e SZR
- Il governatore di Rostov ha segnalato quattro distretti senza elettricità a causa di detriti e l'assenza di vittime
- Il governatore di Jaroslavl' ha confermato danni alla raffineria e un incendio, senza vittime
- Slavneft-YANOS lavora circa 15 milioni di tonnellate di petrolio l'anno ed è uno dei più grandi impianti della Russia
- Zelensky ha collegato gli attacchi a 'risultati positivi' nel Mar Nero
Perché è importante
Gli attacchi dimostrano la capacità dell'Ucraina di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo, prendendo di mira sia asset dell'aviazione militare sia un'infrastruttura energetica di primaria importanza. Slavneft-YANOS è uno dei più grandi impianti di raffinazione della Russia, con una capacità di circa 15 milioni di tonnellate di petrolio l'anno. La conferma pubblica da parte del presidente Zelensky segnala il riconoscimento, al più alto livello, delle operazioni a lungo raggio.
Che cosa è successo
Nella notte tra il 16 e il 17 settembre 2026 droni ucraini hanno colpito due regioni russe. A Rostov sul Don il governatore Jurij Sljusar ha parlato di una "massiccia incursione aerea" e ha segnalato quattro distretti senza elettricità dopo che i detriti di un drone avevano danneggiato una sottostazione elettrica; non sono state riportate vittime. Il canale Telegram ASTRA, sulla base di analisi OSINT e di immagini satellitari Google, ha riferito di un incendio nell'area di parcheggio degli aerei dell'aerodromo militare "Rostov sul Don – Centrale". Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato che la SBU ucraina ha colpito quell'aerodromo, con la distruzione accertata di un aereo da trasporto An-12, due An-26 e tre elicotteri. A Jaroslavl' il governatore Mikhail Evraev ha confermato il danneggiamento di un impianto di raffinazione e un incendio sul sito. Si trattava della raffineria Slavneft-YANOS, il cui 99,7% delle azioni è controllato da Rosneft e Gazprom. Zelensky ha spiegato che l'attacco alla raffineria è stato condotto come operazione congiunta di SBU, Forze dei sistemi senza pilota (SBS), GUR e Servizio di intelligence estero (SZR). Lo Stato Maggiore ucraino ha aggiunto che è stata colpita e incendiata l'unità di lavorazione primaria del petrolio AVT-3. In entrambe le città non sono stati registrati feriti o morti; a Jaroslavl' i detriti hanno mandato in frantumi i vetri di diversi palazzi residenziali e danneggiato automobili, e una sezione della strada M-8 in uscita verso Mosca è stata chiusa.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine aprono con la conferma del presidente Zelensky e inquadrano i colpi come operazioni riuscite, sottolineando gli aerei distrutti a Rostov e la raffineria colpita come risultati concreti sul campo. L'agenzia di stampa ucraina aggiunge il dettaglio sull'azione congiunta di SBU, SBS, GUR e SZR, presentando l'operazione come uno sforzo coordinato tra le agenzie di intelligence e le forze armate. Zelensky ha inoltre collegato gli attacchi notturni a "buoni risultati" nel Mar Nero.
Dove le versioni divergono
Una fonte ucraina descrive Slavneft-YANOS come la sesta raffineria russa per capacità, un'altra la colloca tra le prime cinque: l'informazione sulla posizione in classifica dell'impianto diverge tra le fonti.
Contesto
La raffineria Slavneft-YANOS era già stata colpita almeno otto volte nel 2026 prima di questo attacco (28 marzo, 26 aprile, 8 maggio, 22 maggio, 6 luglio, 16 luglio, 6 agosto e 28 agosto). Zelensky ha collegato l'annuncio a notizie di "buoni risultati" nel Mar Nero. I canali Telegram ASTRA ed Exilenova+ avevano riferito nelle ore precedenti di esplosioni e apparenti detonazioni secondarie a Rostov, e di un incendio alla raffineria di Jaroslavl' dopo il raid.