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Droni ucraini colpiscono la raffineria di Ilyinsky nel Krasnodar, incendi e stop alle operazioni

Nella notte tra il 25 e il 26 settembre le Forze di difesa ucraine hanno colpito con droni la raffineria petrolifera di Ilyinsky (A. A. Shamar) nel territorio di Krasnodar, in Russia, provocando un rogo e danneggiando tre impianti di lavorazione primaria e il parco serbatoi. Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine e il presidente Volodymyr Zelensky hanno confermato l'operazione, attribuita agli operatori del 1° Centro separato delle Forze dei sistemi senza pilota e alla 414ª Brigata separata «Ptakhy Madyara» con droni FP-1. Lo stabilimento, che ha una capacità di circa 6,6 milioni di tonnellate di petrolio l'anno e rifornisce anche le forze armate russe, ha sospeso l'attività.

Punti chiave

  • Attacco nella notte tra 25 e 26 settembre contro la raffineria di Ilyinsky nel territorio di Krasnodar, a circa 50 km da Krasnodar e 400 km dai punti di lancio ucraini.
  • Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine e il presidente Volodymyr Zelensky hanno confermato il colpo.
  • Operazione condotta con droni FP-1 dagli operatori del 1° Centro separato delle Forze dei sistemi senza pilota e della 414ª Brigata separata «Ptakhy Madyara» insieme ad altre unità delle Forze di difesa.
  • Secondo l'azienda ucraina Fire Point, l'attacco ha colpito tre impianti di lavorazione primaria e il parco serbatoi; la raffineria ha sospeso le operazioni.
  • Lo stabilimento, intitolato ad A. A. Shamar, ha una capacità di circa 6,6 milioni di tonnellate di petrolio l'anno e produce benzina, gasolio, mazut e circa venti tipi di derivati, rifornendo anche le forze armate russe.
  • Il governatore del Krasnodar Veniamin Kondratyev ha confermato l'attacco con droni nel distretto di Seversky, segnalando edifici residenziali danneggiati e incendi in due imprese.

Perché è importante

La raffineria di Ilyinsky è uno dei principali impianti di lavorazione del petrolio nel sud della Russia, con una capacità di circa 6,6 milioni di tonnellate l'anno, e i suoi prodotti servono anche le forze armate russe: colpirla significa quindi intaccare sia la logistica militare sia le fonti di finanziamento del conflitto. L'operazione, presentata da Kiev come un'azione a lungo raggio condotta da unità di droni specifiche contro un'infrastruttura che alimenta lo sforzo bellico russo, si inserisce in una serie crescente di attacchi allo stesso sito, già colpito più volte nel 2025 e di nuovo all'inizio del 2026. Nella stessa notte l'ondata di droni ha raggiunto altre regioni russe — il ministero della Difesa russo ha rivendicato l'abbattimento di 645 droni, mentre i governatori di Krasnodar, Rostov e Belgorod hanno segnalato danni e vittime.

Che cosa è successo

Nella notte tra il 25 e il 26 settembre le Forze di difesa ucraine hanno lanciato un attacco con droni contro la raffineria petrolifera di Ilyinsky (A. A. Shamar), situata nell'omonimo villaggio nel distretto di Seversky, nel territorio di Krasnodar, circa 50 km a nord-ovest di Krasnodar e circa 400 km dai punti di lancio ucraini. L'impianto, che riceve grezzo attraverso il sistema di oleodotti Transneft ed è tra i maggiori del settore nel sud della Russia, è stato colpito da droni FP-1: sul posto è scoppiato un incendio e, secondo l'azienda ucraina Fire Point, sono stati danneggiati tre impianti di lavorazione primaria e il parco serbatoi, con la raffineria che ha sospeso le operazioni. Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine e il presidente Volodymyr Zelensky hanno confermato il colpo, attribuito agli operatori del 1° Centro separato delle Forze dei sistemi senza pilotta e della 414ª Brigata separata «Ptakhy Madyara», con il supporto di altre unità delle Forze di difesa. Il governatore del Krasnodar Veniamin Kondratyev ha confermato l'attacco con droni sul distretto di Seversky, parlando di un edificio residenziale danneggiato e di incendi in due imprese. Nella stessa ondata, in Oblast di Rostov sono stati colpiti uno stabilimento che fornisce componenti per missili e artiglieria russi e un sistema di difesa aerea Pantsir-S1; il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 645 droni ucraini nella notte su diverse regioni, tra cui Rostov, Belgorod e il territorio di Krasnodar, oltre che sulla Crimea occupata e sui mari Nero e d'Azov.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine — tra cui Ukrainska Pravda, hromadske, Novynarnia, Radio Svoboda, LIGA.net, Ukrinform, Suspilne, Babel e NV — sottolineano in primo piano la conferma dello Stato maggiore delle Forze armate e del presidente Zelensky, e citano per nome le unità che hanno eseguito il colpo: il 1° Centro separato delle Forze dei sistemi senza pilota e la 414ª Brigata separata «Ptakhy Madyara». La narrazione insiste sul ruolo della raffineria nel rifornire le forze armate russe e inquadra l'operazione come parte di una campagna in corso contro le infrastrutture che finanziano la guerra, con l'obiettivo dichiarato di spingere la Russia verso la diplomazia. Il racconto mette in evidenza i mezzi impiegati (droni FP-1), i danni specifici agli impianti di lavorazione e al parco serbatoi, la sospensione dell'attività e la natura a lungo raggio del raid. Gli altri obiettivi colpiti nella stessa ondata — lo stabilimento in Oblast di Rostov che fornisce componenti per missili e artiglieria e il sistema Pantsir — sono presentati come ulteriori successi delle operazioni di quella notte.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le due fonti non ucraine disponibili, entrambe agenzie in lingua inglese provenienti dall'Azerbaigian (APA), sono relativamente brevi e aprono sul colpo alla raffineria di Ilyinsky e su una separata conferma di Zelensky di attacchi contro obiettivi petroliferi, militari e altri. Una delle due riprende in primo piano la dichiarazione di un funzionario russo che parla di tre morti nel territorio di Krasnodar, riflettendo il framing russo dell'evento piuttosto che quello militare ucraino. Questi report non nominano le unità ucraine coinvolte, non entrano nel dettaglio delle specifiche della raffineria e non approfondiscono lo scopo strategico dei raid.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono soprattutto sulle conseguenze civili dell'attacco. Il governatore del territorio di Krasnodar è riportato aver parlato di un edificio residenziale danneggiato, di morti e di almeno un ferito, mentre il resoconto ucraino è centrato sui danni alla raffineria e alle sue strutture industriali. Le fonti divergono anche sulla portata complessiva dell'operazione: analisti OSINT hanno segnalato una possibile ulteriore incursione contro la raffineria di Afipsky, sempre nel territorio di Krasnodar, e un possibile attacco allo stabilimento ottico-meccanico di Azov, in Oblast di Rostov — nessuno dei due confermato ufficialmente.

Contesto

La raffineria di Ilyinsky, intitolata ad A. A. Shamar, si trova nell'omonimo villaggio nel distretto di Seversky, a circa 50 km da Krasnodar e a circa 400 km dai punti di lancio ucraini. Produce benzina, gasolio, mazut e circa venti tipi di derivati del petrolio e riceve il grezzo attraverso il sistema di oleodotti Transneft. Lo stabilimento era già stato colpito in precedenti occasioni dai droni ucraini, con l'attacco più recente prima di questo risalente all'8 agosto.