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Droni ucraini colpiscono la raffineria di Il'skij in territorio russo, fermi gli impianti

Nella notte tra il 25 e il 26 settembre 2026 droni hanno colpito la raffineria di Il'skij nel Territorio di Krasnodar, in Russia, provocando un incendio e lo stop alle operazioni. Lo Stato Maggiore ucraino rivendica l'attacco, mentre nello stesso raid è stato colpito anche lo stabilimento ottico-meccanico di Azov, nella Oblast' di Rostov.

Punti chiave

  • Nella notte tra il 25 e il 26 settembre la raffineria di Il'skij nel Territorio di Krasnodar è stata colpita da droni, con un incendio scoppiato sul sito.
  • Lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine ha rivendicato l'attacco alla raffineria.
  • Secondo la società Fire Point citata nel reporting, all'attacco hanno partecipato droni FP-1 e sono state colpite tre unità di lavorazione primaria e il parco serbatoi.
  • La raffineria, con una capacità di circa 6,6 milioni di tonnellate di petrolio l'anno, fornisce anche le forze armate russe e ha sospeso le attività dopo l'attacco.
  • Il governatore del Territorio di Krasnodar Veniamin Kondrat'ev ha riferito di tre morti e due feriti in seguito all'attacco di droni nella regione.
  • Nello stesso raid notturno è stato colpito lo stabilimento ottico-meccanico di Azov, nella Oblast' di Rostov, parte della corporazione russa «Tactical Missiles»; il governatore Jurij Sljusar' ha riferito di cinque feriti, tra cui un bambino.
  • Il presidente Volodymyr Zelens'kyj ha parlato di nuovi colpi «a lungo raggio» delle Forze armate ucraine nel Territorio di Krasnodar, nella Oblast' di Rostov e nel Mar Nero.

Perché è importante

La raffineria di Il'skij ha una capacità di circa 6,6 milioni di tonnellate di petrolio l'anno e rifornisce anche le forze armate russe, il che la rende un obiettivo di rilevanza strategica. Lo Stato Maggiore ucraino ha rivendicato pubblicamente l'attacco, inquadrandolo nell'ambito di operazioni a lungo raggio contro le infrastrutture energetiche e industriali-militari russe. L'impianto ha sospeso le attività e, secondo quanto riportato, tre unità di lavorazione primaria e il parco serbatoi sarebbero stati danneggiati. La stessa campagna notturna ha colpito anche lo stabilimento ottico-meccanico di Azov, parte della corporazione russa Tactical Missiles Corporation, estendendo la serie di attacchi oltre l'infrastruttura dei carburanti alla fabbricazione di componenti per armi.

Che cosa è successo

Nella notte tra il 25 e il 26 settembre 2026 la raffineria di Il'skij, situata nell'omonimo insediamento del distretto di Severskij a circa 50 chilometri da Krasnodar, è stata colpita da droni. Sul sito è scoppiato un incendio e le operazioni dell'impianto sono state sospese. Secondo la società Fire Point citata nel reporting, l'attacco è stato condotto con droni FP-1 e ha colpito tre unità di lavorazione primaria del petrolio e il parco serbatoi. Lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine ha rivendicato l'operazione, presentandola come parte della campagna di colpi a lungo raggio contro le infrastrutture russe. Il governatore del Territorio di Krasnodar, Veniamin Kondrat'ev, ha confermato l'attacco di droni sul distretto di Severskij e ha riferito di un'abitazione danneggiata da frammenti di drone, con incendi sul territorio di due imprese nella zona; in altre dichiarazioni ha parlato di tre morti e due feriti nell'attacco di droni nella regione.

Nello stesso raid sono stati segnalati attacchi nella Oblast' di Rostov: è stato colpito lo stabilimento ottico-meccanico di Azov, che fa parte della corporazione russa Tactical Missiles Corporation e produce sistemi ottici e radar nonché componenti elettronici per equipaggiamenti militari e missili. Il governatore della Oblast', Jurij Sljusar', ha riferito di cinque persone ferite, tra cui un bambino — un ferito a Taganrog e quattro ad Azov, tutti ricoverati — e di oltre 30 droni abbattuti dalla difesa aerea russa nella regione durante la notte. Il Ministero della difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 645 droni sulle regioni russe nella notte di sabato 26 settembre. Il presidente Volodymyr Zelens'kyj ha comunicato che le Forze armate ucraine hanno effettuato nuovi colpi a lungo raggio nel Territorio di Krasnodar, nella Oblast' di Rostov e nel Mar Nero.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine mettono in primo piano la rivendicazione formale dello Stato Maggiore e inquadrano il colpo come parte di una campagna a lungo raggio contro le infrastrutture energetiche e industriali-militari russe. La copertura sottolinea la definizione data da Zelens'kyj degli attacchi come operazioni «a lungo raggio» che hanno colpito nello stesso intervento obiettivi nel Territorio di Krasnodar, nella Oblast' di Rostov e nel Mar Nero. Il reporting insiste sul ruolo della raffineria nel rifornire le forze armate russe e sulla sua storia precedente di attacchi, presentando l'operazione come parte di una campagna in corso e non come un episodio isolato. I dati di vittime e danni civili nel Territorio di Krasnodar (tre morti, due feriti) e nella Oblast' di Rostov (cinque feriti, tra cui un bambino) sono attribuiti ai governatori russi, lasciando la narrazione dei danni sul territorio russo in larga misura dipendente dalle dichiarazioni ufficiali russe.

Dove le versioni divergono

Le fonti non attribuiscono tutte allo stesso modo l'attacco alla raffineria di Il'skij all'Ucraina: alcune riportano la rivendicazione dello Stato Maggiore ucraino per il colpo all'impianto, mentre la società Fire Point, citata nel reporting, indica che l'attacco è stato condotto con droni FP-1 e che sono state colpite tre unità di lavorazione e il parco serbatoi; le autorità regionali russe inquadrano l'episodio più genericamente come attacchi di droni sul distretto di Severskij, senza indicare l'Ucraina come responsabile.

Contesto

La raffineria di Il'skij era già stata colpita più volte prima del 26 settembre: l'8 agosto, con sei feriti secondo le autorità locali, e, secondo Astra, anche il 10 luglio, il 2 giugno, il 17 febbraio, il 1° gennaio e in vari momenti nel 2023, 2024 e 2025. Dall'inizio del 2026, secondo le risorse di monitoraggio citate nel reporting, le forze ucraine hanno colpito le raffinerie russe più di 70 volte, mettendone fuori uso diverse decine. I dati di EA Analytics, citati nel reporting, indicano che la lavorazione del petrolio in Russia è scesa al livello più basso dal 2002 a causa delle ripetute interruzioni. Il 20 settembre il presidente statunitense Donald Trump, in una telefonata con Volodymyr Zelens'kyj, avrebbe esortato l'Ucraina a interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe; Zelens'kyj ha detto che l'Ucraina è pronta a lavorare all'inizio di una de-escalation. La notte precedente (25 settembre) colpi ucraini avrebbero colpito un impianto a Ul'janovsk coinvolto nella fabbricazione di missili guidati aviotrasportati e due stabilimenti nelle oblast' di Tula e Voronež che producono propellente per missili. Il Ministero della difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 645 droni sulle regioni russe nella notte del 26 settembre.