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Macron propone una «doppia moratoria»: stop agli attacchi alle raffinerie russe e alle ostilità nel Mar Nero

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l'intenzione di proporre una «doppia moratoria» diplomatica: la cessazione degli attacchi alle raffinerie petrolifere russe e delle ostilità nel Mar Nero, insieme a iniziative per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz e un appello al G7 per riutilizzare le riserve strategiche di petrolio. La proposta si inserisce nel dialogo in corso tra Kiev e Washington su un possibile cessate il fuoco energetico.

Punti chiave

  • Macron ha proposto una «doppia moratoria»: stop agli attacchi contro le raffinerie russe e cessazione delle ostilità nel Mar Nero.
  • La Francia lavorerà per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, cruciale per le forniture energetiche globali.
  • Parigi chiederà ai paesi del G7 di riutilizzare le riserve strategiche di petrolio per allentare la tensione sul mercato energetico.
  • Il 22 settembre Zelensky ha dichiarato che nei colloqui chiusi con Trump non è stata esercitata pressione su Kiev per fermare gli attacchi alle raffinerie.
  • Il 23 settembre il segretario di Stato USA Rubio ha riconosciuto la difficoltà di un cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina, ma ha confermato l'impegno di Washington.

Perché è importante

La proposta di Macron è un'iniziativa diplomatica concreta e pubblicamente articolata che collega la stabilità del mercato energetico globale a passi specifici di de-escalation nel conflitto tra Russia e Ucraina. Accoppia esplicitamente una moratoria sugli attacchi ucraini alle raffinerie russe con una moratoria sulle ostilità nel Mar Nero, presentandoli come un pacchetto unico. L'iniziativa è inoltre collegata a misure energetiche più ampie — ripristino della navigazione nello Stretto di Hormuz e ricorso alle riserve strategiche del G7 — che estendono l'azione di Parigi ben oltre il solo teatro russo-ucraino.

Che cosa è successo

Il presidente francese Emmanuel Macron, in un'intervista ai canali televisivi francesi ripresa da BFMTV, ha annunciato che la Francia sta compiendo ogni sforzo, anche diplomatico, per evitare una carenza di carburante. Ha quindi proposto una «doppia moratoria»: l'Ucraina dovrebbe cessare gli attacchi alle raffinerie russe, mentre la Russia dovrebbe cessare le ostilità nel Mar Nero. Macron ha citato direttamente: «Smettetela di attaccare le raffinerie russe e smettetela con le ostilità nel Mar Nero». La Francia lavorerà inoltre per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, considerato di importanza chiave per le forniture globali di petrolio. Parigi chiederà infine ai paesi del G7 di riutilizzare le riserve strategiche di petrolio per alleggerire la tensione sul mercato energetico. La proposta si inserisce nel contesto delle dichiarazioni di Zelensky del 22 settembre — che ha negato pressioni americane su Kiev per fermare gli attacchi alle raffinerie — e di Rubio del 23 settembre, che ha riconosciuto la difficoltà ma anche l'intenzione di Washington di perseguire un cessate il fuoco energetico.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le testate ucraine che hanno ripreso la notizia — Yevropeiska Pravda, Ukrainska Pravda, ZN.UA e Novynarnia — riportano in dettaglio la proposta di Macron, citando direttamente la formulazione della «doppia moratoria». Inquadrano l'annuncio all'interno dello scambio già in corso tra Zelensky e Rubio su un possibile cessate il fuoco energetico, evidenziando come la proposta francese si colleghi agli attacchi ucraini contro l'infrastruttura petrolifera russa. Gli analisti ucraini citati osservano che la moratoria proposta è «asimmetrica»: dal fermo degli attacchi alle raffinerie russe Mosca guadagnerebbe più di quanto Kiev guadagnerebbe dalla cessazione delle ostilità nel Mar Nero, dove la Russia potrebbe comunque continuare a colpire città e infrastrutture civili ed energetiche ucraine con missili e droni.

Dove le versioni divergono

Zelensky ha dichiarato che nei colloqui chiusi con Trump non è stata esercitata alcuna pressione su Kiev per interrompere gli attacchi alle raffinerie russe. Rubio, dal canto suo, ha descritto il raggiungimento di un cessate il fuoco energetico come un compito difficile — implicitando un impegno attivo di Washington sul tema — mentre alcune dichiarazioni pubbliche americane suggerivano il contrario rispetto a quanto sostenuto da Zelensky.

Contesto

Il 22 settembre il presidente Volodymyr Zelensky aveva dichiarato che i colloqui a porte chiuse con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non avevano incluso tentativi di forzare Kiev a fermare gli attacchi alle raffinerie russe, contraddicendo alcune dichiarazioni pubbliche americane. Il giorno successivo, 23 settembre, il segretario di Stato USA Marco Rubio aveva riconosciuto che raggiungere un cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina sarebbe stato difficile, ma che Washington avrebbe provato a conseguirlo.