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Allarme a Bruxelles: i leader UE temono che Trump si schieri con Mosca

I leader europei riuniti al vertice UE di Bruxelles si preparano a uno scenario in cui il presidente USA Donald Trump si schiera di fatto con Mosca, dopo una settimana in cui ha smantellato anni di sanzioni energetiche contro la Russia, ha fatto pressione su Kiev perché fermasse gli attacchi alle raffinerie russe e ha messo in dubbio la legittimità del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. La premier danese Mette Frederiksen ha dichiarato che «l'alleanza occidentale è ora in una posizione più debole rispetto a pochi giorni fa». Zelenskyy ha detto di sentirsi tradito e ha criticato pubblicamente Trump, mentre la maggior parte dei leader europei gli consiglia di moderare i toni.

Punti chiave

  • I leader UE al vertice di Bruxelles temono uno scenario in cui Trump si schiera con Mosca, pur continuando a cercare un dialogo con lui.
  • In una settimana Trump ha di fatto azzerato anni di sanzioni energetiche contro il Cremlino e ha fatto pressione su Kiev perché fermi gli attacchi alle raffinerie russe.
  • Trump ha messo in dubbio la legittimità di Zelenskyy, riprendendo tesi attribuite alla propaganda russa; l'11 ottobre ha detto che «è ora per l'Ucraina di scegliere un nuovo presidente».
  • Zelenskyy ha dichiarato di sentirsi tradito e ha criticato pubblicamente Trump; la premier danese Mette Frederiksen ha definito l'alleanza occidentale in una posizione più debole rispetto a pochi giorni fa.
  • Il mese prossimo Vladimir Putin potrebbe incontrare Trump al vertice APEC in Cina, senza la presenza di Zelenskyy o dei leader europei.
  • Gli USA continuano a vendere armi all'Ucraina e a condividere informazioni di intelligence giudicate vitali per la difesa di Kiev.
  • I ministri degli Esteri UE hanno concordato in privato di mantenere invariata la politica europea verso l'Ucraina, collaborando con Washington quando possibile e sostenendo Kiev quando non lo è.

Che cosa è successo

Al vertice dei leader UE in corso questa settimana a Bruxelles regna un allarme crescente per l'evoluzione della posizione americana. In pochi giorni il presidente USA Donald Trump ha di fatto annullato anni di sanzioni energetiche contro Mosca, ha esercitato pressioni su Kiev affinché interrompesse gli attacchi alle raffinerie russe — una leva chiave della strategia ucraina — e ha messo in dubbio la legittimità del presidente Volodymyr Zelenskyy, ripetendo tesi attribuite alla propaganda russa. L'11 ottobre, dopo un accordo con Putin per la fornitura di petrolio russo ai mercati americano e mondiale, Trump ha dichiarato che «è ora per l'Ucraina di scegliere un nuovo presidente». Zelenskyy ha risposto affermando di sentirsi tradito e criticando pubblicamente Trump. La premier danese Mette Frederiksen ha detto ai giornalisti a Bruxelles che «l'alleanza occidentale è ora in una posizione più debole rispetto a pochi giorni fa» e ha avvertito che senza sostegno all'Ucraina l'Europa e la NATO nel suo complesso si troverebbero in una situazione molto più pericolosa. Il capo della diplomazia UE Kaja Kallas ha ribadito che l'UE ha un approccio diverso dalla guerra e che la pressione va esercitata sull'aggressore, non sulla vittima. I ministri degli Esteri UE, riuniti lunedì, hanno concordato in privato di mantenere la linea europea indipendentemente dai cambiamenti di posizione di Washington. Il mese prossimo Putin avrà l'opportunità di incontrare Trump al vertice APEC in Cina, senza la presenza di Zelenskyy né dei leader europei. Nonostante le frizioni, gli USA continuano a vendere armi all'Ucraina e a condividere informazioni di intelligence giudicate vitali per la difesa di Kiev.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini che hanno ripreso il resoconto di Bloomberg — entrambi in lingua ucraina — collocano la notizia dal punto di vista della minaccia per l'Ucraina: aprono sull'allarme europeo, sulla svolta filo-Mosca di Trump e sulla pressione su Kiev perché fermi gli attacchi alle raffinerie. Danno ampio risalto alla sensazione di tradimento espressa da Zelenskyy e alla sua critica pubblica di Trump, e sottolineano il timore che l'Ucraina venga spinta alla capitolazione. Evidenziano inoltre la preoccupazione europea di essere esclusa da qualsiasi accordo, come mostra il prossimo incontro Trump-Putin al vertice APEC in Cina senza la presenza di Zelenskyy o di leader europei.

Contesto

Le relazioni tra Trump e Zelenskyy hanno già attraversato crisi simili in passato. Lo scorso anno il loro primo incontro nell'ufficio Ovale è degenerato in un alterco, seguito da una temporanea limitazione USA nella condivisione di intelligence. Washington ha poi cercato di convincere Kiev ad accettare un piano di pace in 28 punti, giudicato in larga misura allineato agli interessi russi. Al vertice G7 in Francia il presidente Emmanuel Macron ha organizzato un breve incontro Trump-Zelenskyy durante il quale Zelenskyy ha mostrato a Trump fotografie di una cattedrale di Kiev distrutta da missili russi. L'Ucraina deve affrontare una carenza di missili intercettori Patriot americani in vista dell'inverno, mentre la Russia intensifica i bombardamenti sulle infrastrutture civili, con ripetute interruzioni di elettricità e acqua a Kiev. Le spese di guerra di Kiev generano un enorme deficit di bilancio che l'UE fa sempre più fatica a coprire. I ministri degli Esteri UE hanno concordato in privato lunedì che la politica europea verso l'Ucraina deve restare stabile indipendentemente dai cambiamenti di posizione di Washington, collaborando con gli USA quando possibile e continuando a sostenere Kiev quando non lo è. Il capo della diplomazia UE Kaja Kallas ha dichiarato che l'UE ha un approccio chiaramente diverso e che la pressione va esercitata sull'aggressore, non sulla vittima.