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Kellogg all'Ucraina: lasciate colpire la Russia. Rottura con Trump

L'ex inviato speciale degli Stati Uniti per l'Ucraina Keith Kellogg, al Warsaw Security Forum, ha affermato che Kiev dovrebbe essere libera di colpire obiettivi sul territorio russo, in aperta opposizione alle pressioni del presidente Donald Trump perché l'Ucraina fermi gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe. Kellogg ha definito le dichiarazioni di Trump "rumore" e ha citato la propria esperienza di guerra in Vietnam per sostenere che al nemico non vadano concesse zone sicure.

Punti chiave

  • Keith Kellogg, ex inviato speciale degli USA per l'Ucraina, ha dichiarato il 13 ottobre al Warsaw Security Forum che l'Ucraina deve poter colpire obiettivi in Russia.
  • Kellogg ha rilasciato le dichiarazioni in un'intervista a Bloomberg Television.
  • Ha citato la guerra del Vietnam: «Al nemico non devono essere concesse zone sicure».
  • Le sue posizioni si contrappongono alle richieste fatte da Donald Trump nel fine settimana di interrompere gli attacchi ucraini alle raffinerie russe.
  • Kellogg ha definito le affermazioni di Trump, inclusa l'ipotesi che Zelensky lasci la presidenza, come «rumore».
  • La disputa è stata provocata da un controverso intese tra Trump e Putin sulle forniture di gasolio russo ai mercati mondiali.
  • Trump cerca di abbassare i prezzi dell'energia in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre.

Perché è importante

Un ex alto inviato degli Stati Uniti si dissocia pubblicamente dal presidente in carica su un elemento chiave della strategia americana verso l'Ucraina, proprio mentre l'amministrazione Trump ha raggiunto un'intesa con Mosca sulle forniture di gasolio russo e mentre Trump cerca di ridurre i prezzi dell'energia in vista delle midterm di novembre. Le dichiarazioni arrivano da un forum di sicurezza europeo di alto profilo, accanto a voci alleate che premono per una linea più decisa contro la Russia.

Che cosa è successo

Il 13 ottobre, a margine del Warsaw Security Forum, l'ex inviato speciale degli Stati Uniti per l'Ucraina Keith Kellogg ha dichiarato a Bloomberg Television che Kiev dovrebbe poter colpire obiettivi sul territorio russo senza restrizioni. Kellogg, generale in pensione, ha citato la propria esperienza nella guerra del Vietnam per sostenere che in un conflitto al nemico non vadano concesse zone sicure. Le sue affermazioni contraddicono le richieste avanzate dal presidente Donald Trump nel fine settimana, che aveva esortato l'Ucraina a fermare gli attacchi aerei contro le raffinerie di petrolio russe. Kellogg ha definito le esternazioni di Trump, inclusa l'idea che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky possa lasciare l'incarico, come «rumore», pur escludendo che l'attuale disputa possa escalare fino al livello dello scontro dell'Oval Office di febbraio 2025. Il generale ha aggiornato le perdite russe a 1,2-1,5 milioni di militari, definendole superiori a quelle subìto dall'Unione Sovietica nella guerra in Afghanistan, e ha detto che la Russia non sta vincendo ma solo prolungando il conflitto.

Contesto

Kellogg ha ricoperto il ruolo di inviato speciale di Trump per l'Ucraina fino alla fine del 2025; le sue dimissioni sono state collegate alla frustrazione per i colleghi dell'amministrazione che, a suo dire, cadevano nelle trappole russe. L'11 ottobre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si era detto pronto a fermare gli attacchi alle raffinerie russe se Mosca avesse cessato quelli contro le infrastrutture energetiche ucraine, ma aveva sottolineato che la de-escalation deve essere reciproca e accompagnata da garanzie reali. Il 12 ottobre, sempre al Warsaw Security Forum, il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski aveva esortato Trump a fare pressione sulla Russia e non sull'Ucraina, sostenendo aiuti europei a Kiev e sanzioni più dure contro Mosca. Nella stessa giornata l'Unione Europea ha varato un nuovo pacchetto di sanzioni contro oltre 1.600 individui e organizzazioni. La nuova disputa è stata innescata da un controverso accordo tra Trump e Putin sulle forniture di gasolio russo ai mercati mondiali.