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Sikorski: carenza di carburante a Mosca, dubbi sull'accordo Usa-Russia sul diesel

Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha segnalato, tramite il suo account X, che l'ambasciata polacca a Mosca sta registrando una carenza di carburante nella stessa capitale russa. La dichiarazione arriva il 10 ottobre, un giorno dopo l'annuncio dell'intesa tra il presidente statunitense Trump e il leader russo Putin per la fornitura di centinaia di migliaia di tonnellate di gasolio russo ai mercati mondiali, e solleva dubli sulla reale capacità della Russia di disporre di eccedenze esportabili.

Punti chiave

  • L'ambasciata polacca a Mosca segnala una carenza di carburante anche nella capitale russa, normalmente prioritaria nelle forniture.
  • Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha diffuso la dichiarazione il 10 ottobre sul social network X.
  • Sikorski ha chiesto da dove potranno venire le eccedenze di diesel russo all'esportazione, dati i danni alla capacità di raffinazione.
  • Fonti definite "serie" da Sikorski indicano che l'Ucraina ha già danneggiato circa il 50% della capacità di raffinazione russa.
  • Il 9 ottobre Trump ha annunciato un accordo con Putin per la fornitura di centinaia di migliaia di tonnellate di diesel russo ai mercati mondiali.
  • Il Dipartimento del Tesoro Usa ha rilasciato una licenza che autorizza le operazioni con diesel russo fino al 7 aprile 2027.
  • Zelensky ha definito la decisione Usa debole, affermando che la sua squadra negoziale era negli Stati Uniti al momento dell'annuncio.

Perché è importante

L'osservazione di Sikorski mette in luce una carenza di carburante nel cuore della Russia, minando la premessa delle cospicue esportazioni di diesel russo annunciate dall'accordo Trump-Putin. Il permesso del Tesoro Usa fino ad aprile 2027 rappresenta una significativa concessione legata alle sanzioni. La reazione di Zelensky segnala una frizione nel partenariato tra Stati Uniti e Ucraina proprio mentre le squadre negoziali dei due paesi erano in contatto.

Che cosa è successo

Il 10 ottobre il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha scritto sul social network X che l'ambasciata polacca a Mosca sta rilevando una carenza di carburante anche nella capitale russa, normalmente prioritaria. Citando fonti che ha definito "serie", Sikorski ha affermato che l'Ucraina ha già danneggiato circa il 50% della capacità di raffinazione del petrolio russo e ha chiesto da dove potranno provenire le eccedenze di diesel russo destinate all'esportazione. Il post è arrivato un giorno dopo che il presidente statunitense Trump aveva annunciato un'intesa con Vladimir Putin per la fornitura di centinaia di migliaia di tonnellate di gasolio russo ai mercati americano e mondiale. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha nel frattempo emesso una licenza che consente le operazioni con diesel russo fino al 7 aprile 2027. Il presidente Volodymyr Zelensky ha criticato la decisione americana come debole, sottolineando che è stata presa mentre la delegazione negoziale ucraina si trovava negli Stati Uniti e affermando che la sua squadra è stata usata come copertura.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine inquadrano l'episodio principalmente attraverso la lente dell'accordo sul diesel tra Stati Uniti e Russia, ponendo in primo piano la critica di Zelensky alla decisione americana e la tensione nel partenariato tra Washington e Kiev. L'uscita evidenzia che la concessione è arrivata mentre una squadra negoziale ucraina era negli Stati Uniti, dando al momento un peso centrale nella narrazione.

Dove le versioni divergono

Le stime della quota di capacità di raffinazione petrolifera russa danneggiata variano a seconda della fonte e del momento: il 23 settembre Zelensky aveva indicato circa il 45%, mentre il post di Sikorski del 10 ottobre, citando fonti «serie», parla di circa il 50%. Il Ministero della Difesa ucraino, in una datazione del 4 ottobre, ha riportato una quota del 51% fuori uso, vicina ma non identica alle altre cifre.

Contesto

Da mesi l'Ucraina colpisce le infrastrutture russe di raffinazione del petrolio; il 23 settembre Zelensky aveva dichiarato che circa il 45% della capacità di raffinazione russa era stato distrutto, provocando una carenza di diesel. Nello stesso periodo, secondo quanto riportato, Trump aveva sollecitato Zelensky a interrompere quegli attacchi durante una telefonata, con il diesel come tema ricorrente. Il post di Sikorski, basato su fonti che ha definito «serie», ha portato la quota di capacità di raffinazione danneggiata a circa il 50%.