Trump annuncia un cessate il fuoco energetico tra Ucraina e Russia, ma Kiev e Mosca non confermano
Il 14 settembre Donald Trump ha scritto su Truth Social che Ucraina e Russia hanno accettato di non colpire a vicenda le infrastrutture energetiche. Né Kiev né Mosca hanno confermato l'intesa, e Zelensky ha chiarito che qualsiasi accordo è condizionato a garanzie dei partner sulla reciprocità russa.
Punti chiave
- Il 14 settembre Trump ha scritto su Truth Social: «L'Ucraina ha accettato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso!»
- Trump ha attribuito l'aumento dei prezzi globali del diesel «in gran parte» alla guerra Russia-Ucraina, non alla situazione attorno all'Iran
- Né l'Ucraina né la Russia hanno ufficialmente confermato l'esistenza dell'accordo al momento dell'annuncio
- Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a non colpire le infrastrutture energetiche russe solo se i partner garantiscono che la Russia smetta di colpire quelle ucraine
- Zelensky ha definito l'intesa possibile solo come misura «a lungo termine» e non come pausa temporanea legata alle «elezioni» russe
- Il corrispondente della Financial Times Christopher Miller ha riferito che Trump ha «anticipato» l'annuncio e che non esiste ancora un accordo finale
- Secondo fonti FT, Putin non vuole concludere un cessate il fuoco energetico prima dell'inverno per esercitare pressione su Kiev
Perché è importante
Se l'intesa fosse reale, rappresenterebbe il primo concreto passo di de-escalation tra le parti dall'inizio della guerra. Tuttavia, l'iniziativa espone una divergenza tra Washington e Kiev: Trump presenta l'accordo come fatto compiuto, Zelensky lo condiziona a garanzie di partner e a una durata che vada oltre una semplice pausa pre-elettorale russa. Il fatto che FT citi fonti secondo cui Putin vorrebbe evitare un cessate il fuoco energetico prima dell'inverno suggerisce che l'iniziativa potrebbe non tradursi in misure concrete prima della stagione fredda.
Che cosa è successo
Il 14 settembre Donald Trump ha pubblicato su Truth Social che Ucraina e Russia hanno raggiunto un accordo per cessare gli attacchi reciproci contro le infrastrutture energetiche, aggiungendo che l'aumento dei prezzi globali del diesel è in gran parte causato dalla guerra e non dalla crisi iraniana. Lo stesso giorno Zelensky ha risposto che Kiev è pronta a non colpire le infrastrutture energetiche russe a condizione che i partner garantiscano che la Russia faccia altrettanto sulle infrastrutture ucraine – energia, porti, logistica, magazzini alimentari e farmaceutici. Zelensky ha sottolineato che qualsiasi intesa deve essere di lungo periodo e non una misura temporanea legata alle «elezioni» russe, e ha espresso scetticismo sulla reale disponibilità di Mosca a rispettarla. Né il governo ucraino né quello russo hanno confermato l'esistenza dell'accordo al momento dell'annuncio. Il Financial Times ha citato fonti secondo cui Trump avrebbe «anticipato i tempi» e che non esiste ancora un'intesa finale, mentre Bloomberg, citando un funzionario ucraino, ha riferito che Mosca non ha concordato nulla. Il Cremlino, tramite il portavoce Dmitry Peskov, ha accolto l'appello di Trump affinché l'Ucraina smetta di colpire le infrastrutture economiche russe ma non ha chiarito se la Russia si asterrebbe da colpi su quelle ucraine. Una riunione Zelensky–Trump è prevista a New York intorno al 20-23 settembre, durante l'Assemblea generale dell'ONU.
Dove le versioni divergono
Trump sostiene che entrambe le parti abbiano concordato la sospensione reciproca dei colpi alle infrastrutture energetiche; Zelensky, fonti della Financial Times e un funzionario ucraino citato da Bloomberg affermano che non esiste alcun accordo finale e che qualsiasi intesa resta condizionata a garanzie di partner. Sulle cause dell'aumento dei prezzi del diesel, Trump incolpa principalmente gli attacchi ucraini alle raffinerie russe, mentre un'analisi del KSE Institute citata dalla FT attribuisce la quota maggiore delle perdite di offerta al conflitto USA-Iran e alla perturbazione del Golfo Persico (152 milioni contro 68 milioni di barili persi tra marzo e agosto). Le stesse dichiarazioni del Cremlino divergono: Peskov il 13 settembre ha accolto l'appello di Trump ma ha rifiutato di impegnare la Russia alla reciprocità, mentre il 16 settembre ha definito il cessate il fuoco energetico una «buona idea» e una «bella iniziativa».
Contesto
L'11 settembre Zelensky aveva dichiarato che l'Ucraina era pronta a un cessate il fuoco energetico reciproco se la Russia avesse smesso di colpire le infrastrutture energetiche ucraine. Il 13 settembre, durante una visita in Irlanda, Trump aveva pubblicamente invitato Zelensky a interrompere gli attacchi ai depositi di diesel russi, accusandoli di causare una carenza globale. Il Cremlino aveva accolto quell'appello ma senza impegnarsi alla reciprocità. È prevista una riunione Zelensky–Trump a New York intorno al 20-23 settembre, durante la sessione dell'Assemblea generale dell'ONU.