Droni ucraini colpiscono la raffineria Kuibyshev nella regione di Samara, vasto incendio
Nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2026 droni ucraini hanno colpito la raffineria Kuibyshev nella regione russa di Samara, provocando un grande incendio. Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine e le Forze per i sistemi senza pilota hanno confermato l'operazione, condotta da operatori dell'1° Centro separato delle Forze senza pilota con il supporto di altre componenti della Difesa, dichiarando una distanza dal bersaglio superiore ai 1.000 km. Nella stessa notte è stato colpito anche il petrolchimico Bashneft-UNPZ di Ufa. Il governatore di Samara ha riferito dell'abbattimento di «decine di droni» senza però menzionare l'incendio alla raffineria.
Punti chiave
- Nella notte del 22 settembre droni hanno colpito la raffineria Kuibyshev (Samara), appartenente a Rosneft.
- Un vasto incendio è scoppiato nell'area dello stabilimento, visibile da lontano.
- Lo Stato maggiore ucraino ha confermato il colpo, insieme a quello sulla raffineria Bashneft-UNPZ di Ufa.
- Le Forze senza pilota ucraine indicano l'1° Centro separato come autore dell'attacco, con distanza dal bersaglio superiore a 1.000 km.
- Il governatore Fedorishchev parla di «decine di droni» abbattuti e di danni a edifici civili, senza citare l'incendio alla raffineria.
- La capacità di progetto dell'impianto è di circa 7 milioni di tonnellate di petrolio l'anno; la produzione serve anche l'esercito russo.
- L'attacco segue le dichiarazioni di Trump (20–21 settembre) che chiedeva all'Ucraina di fermare i colpi sulle raffinerie russe.
Perché è importante
La raffineria Kuibyshev è uno dei principali impianti del polo di raffinazione di Samara controllato da Rosneft, con una capacità di circa 7 milioni di tonnellate all'anno e prodotti destinati anche all'esercito russo. Colpirla indebolisce il potenziale militare-economico della Russia e si aggiunge a una serie di sospensioni dell'impianto già avvenute nel 2024, nel 2025 e nel giugno 2026. L'attacco è avvenuto poche ore dopo che Donald Trump aveva chiesto a Zelensky di interrompere i colpi contro le raffinerie russe, confermando la determinazione di Kiev a proseguire le operazioni a lungo raggio.
Che cosa è successo
Nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2026 droni ucraini hanno colpito la raffineria Kuibyshev nel distretto Kuibyshevsky di Samara, appartenente al gruppo Rosneft. Sul posto è scoppiato un incendio di vaste proporzioni con una fitta colonna di fumo, preceduto da esplosioni segnalate dai residenti. Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine ha confermato l'operazione, indicando il coinvolgimento dell'1° Centro separato delle Forze per i sistemi senza pilota insieme ad altre componenti della Difesa, con una distanza dal bersaglio superiore ai 1.000 km. La società di difesa ucraina Fire Point ha riferito dell'uso di droni FP-1 e del danneggiamento delle unità di prima lavorazione AVT-4 e AVT-5; l'OSINT Exilenova+ ha indicato come in fiamme l'unità AVT-5, e immagini satellitari del 22 settembre mostrano focolai vicino a serbatoi nella parte orientale dello stabilimento. Nella stessa notte le Forze armate ucraine hanno colpito anche la raffineria Bashneft-UNPZ di Ufa, dove è stato registrato un incendio. Il governatore della regione di Samara, Vyacheslav Fedorishchev, ha dichiarato che le difese aeree hanno abbattuto «decine di droni» e che gli apparecchi erano diretti a impianti industriali, ma non ha menzionato l'incendio alla raffineria, parlando invece di danni a edifici residenziali e auto. Rosaviatsiya ha introdotto restrizioni al volo notturne a Samara e in altre città della regione.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine danno grande rilievo alla conferma ufficiale dello Stato maggiore e delle Forze per i sistemi senza pilota, dettagliando tipo di drone (FP-1), unità coinvolte (1° Centro separato) e distanza dal bersaglio (oltre 1.000 km). La cornice strategica è esplicitamente quella di indebolire il potenziale militare-economico russo: la raffineria fornisce prodotti all'esercito e fa parte del polo di Samara insieme a Novokuibyshevsk e Syzran, anch'esse colpite in passato. L'attacco viene presentato come un'operazione coordinata a lungo raggio, insieme al colpo sul petrolchimico di Ufa. Le fonti ucraine insistono inoltre sul danno alle unità primarie AVT-4 e AVT-5 e sulle precedenti interruzioni (giugno 2026, agosto 2025, marzo 2024) per sottolineare l'impatto cumulativo.
Come la raccontano le fonti internazionali
Le fonti internazionali (in particolare l'agenzia azera APA in inglese) riprendono la dichiarazione del governatore Fedorishchev — decine di droni abbattuti, bersagli industriali, niente menzione dell'incendio — e danno rilievo al bilancio del Ministero della Difesa russo: 297 droni «intercettati e distrutti» su 14 regioni e sulla Crimea occupata durante la notte. Una testata inglese riferisce, nel titolo, di un morto e quattro feriti nella regione di Samara, dato non confermato dalle fonti ucraine. Il quadro internazionale colloca l'operazione nel contesto delle recenti pressioni di Donald Trump, che il 20 settembre, in una telefonata con Zelensky, aveva chiesto di fermare i colpi alle raffinerie russe e il giorno successivo aveva dichiarato che la Russia ha «perso il controllo» della propria industria di raffinazione a causa della guerra.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono su diversi aspetti. Sulla capacità di progetto della raffineria, la maggior parte indica circa 7 milioni di tonnellate l'anno, mentre il canale OSINT Astra riporta circa 6,7 milioni. Sulle unità in fiamme, Exilenova+ e i rapporti preliminari puntano sull'AVT-5, mentre Fire Point sostiene che siano state colpite sia AVT-4 sia AVT-5. Sulle vittime, un titolo di fonte internazionale parla di un morto e quattro feriti nella regione di Samara, mentre le altre fonti non riportano vittime dall'attacco alla raffineria e il governatore attribuisce i danni a obiettivi civili. Infine, alcune fonti datano la precedente sospensione dell'impianto a giugno 2025, altre a giugno 2026.
Contesto
La raffineria Kuibyshev fa parte del polo di raffinazione di Samara di Rosneft, che comprende anche gli impianti di Novokuibyshevsk e Syzran, tutti colpiti più volte dalle Forze armate ucraine. L'impianto aveva già sospeso l'attività dopo attacchi di droni nel giugno 2026, nell'agosto 2025 e nel marzo 2024. Nel 2024 la raffineria aveva lavorato 4,7 milioni di tonnellate di petrolio, producendo circa 800.000 tonnellate di benzina, 1,4 milioni di tonnellate di gasolio e 1,3 milioni di tonnellate di olio combustibile. Secondo il Ministero della Difesa russo, nella notte dell'attacco le difese aeree avrebbero «intercettato e distrutto» 297 droni su 14 regioni e sulla Crimea occupata; la notte precedente la cifra era 244 e la mattina di domenica ne erano stati rivendicati 1.110, un record.