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Zelensky: l'Ucraina ha colpito quattro obiettivi in Russia e nel Mar Nero in un solo giorno

Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato il 7 ottobre che le forze ucraine hanno colpito in un solo giorno quattro obiettivi che, a suo dire, aiutano la Russia a finanziare e condurre la guerra: due impianti petroliferi e un poligono di addestramento nelle regioni di Perm, Samara e Astrakhan, e un bersaglio nel Mar Nero. Il post era accompagnato da un video di una petroliera in fiamme vicino a Sochi, il Rio, parte della flotta ombra russa e sotto sanzioni ucraine, il cui equipaggio di 23 cittadini indiani è stato tratto in salvo. Zelensky ha presentato gli attacchi come una risposta al grande raid combinato russo della notte precedente, che ha colpito Kiev, Kremenchuk, Pryluky e altre città ucraine.

Punti chiave

  • Zelensky ha annunciato il 7 ottobre, sul suo canale Telegram, quattro attacchi ucraini in un solo giorno contro obiettivi che sostengono lo sforzo bellico russo.
  • Due impianti petroliferi e un poligono di addestramento sono stati colpiti nelle regioni di Perm, Samara e Astrakhan.
  • Nel Mar Nero è stato colpito un quarto bersaglio; il video mostrato da Zelensky ritrae la petroliera Aframax Rio in fiamme vicino a Sochi.
  • Il Rio, battente bandiera liberiana e parte della flotta ombra russa sotto sanzioni ucraine, è stato colpito da droni navali la sera del 6 ottobre; i 23 membri dell'equipaggio, tutti cittadini indiani, sono stati salvati senza vittime.
  • La notte precedente la Russia ha lanciato un attacco combinato con missili balistici, missili da crociera e droni contro l'Ucraina: a Pryluky sei persone sono morte e 34 sono rimaste ferite, a Kremenchuk due morti, a Kiev due morti e danni a edifici.
  • Secondo un rapporto del Ministero della Difesa ucraino del 4 ottobre 2026, oltre il 51% della capacità di raffinazione russa sarebbe stata messa fuori uso dagli strike ucraini a lungo raggio.
  • A Sochi le autorità hanno temporaneamente limitato l'accesso a lungomari e spiagge a causa della petroliera in fiamme.

Perché è importante

Gli attacchi mostrano un allargamento della campagna ucraina contro le infrastrutture energetiche russe, ora estesa fino al Mar Nero e contro la flotta ombra che aggira le sanzioni. L'attacco alla petroliera Rio vicino a Sochi segna un'evoluzione del tipo di bersagli colpiti, mentre le autorità ucraine sostengono che oltre metà della capacità di raffinazione russa sarebbe già fuori uso. Zelensky ha esplicitamente inquadrato l'operazione come ritorsione per il grande raid combinato russo della notte precedente, che ha causato vittime civili in più città ucraine, alimentando il rischio di un'ulteriore escalation.

Che cosa è successo

Il 7 ottobre il presidente Volodymyr Zelensky ha pubblicato sul suo canale Telegram che le forze di difesa ucraine hanno colpito in un solo giorno quattro obiettivi che aiutano la Russia a finanziare e condurre la guerra. Due impianti petroliferi e un poligono di addestramento sono stati colpiti nelle regioni di Perm, Samara e Astrakhan; un quarto bersaglio si trovava nel Mar Nero, che Zelensky non ha specificato ma che il post accompagnava con un video di una petroliera in fiamme vicino a Sochi. La sera del 6 ottobre il ministro dei Trasporti russo Andrej Nikitin aveva riferito che la petroliera Aframax Rio, battente bandiera della Liberia, era stata attaccata da droni marini sulla costa del Mar Nero e che un grande incendio era scoppiato dopo l'impatto; l'equipaggio di 23 persone, tutti cittadini indiani, è stato tratto in salvo senza vittime. Le autorità di Sochi hanno temporaneamente limitato l'accesso ai lungomari e alle spiagge a causa della petroliera in fiamme. Zelensky ha presentato gli attacchi come una risposta equa ai raid russi contro la popolazione ucraina, in riferimento al grande attacco combinato russo della notte precedente, che aveva colpito con missili balistici, missili da crociera e droni diverse città ucraine provocando morti e feriti, tra cui sei persone uccise e 34 ferite a Pryluky, due morti a Kremenchuk e due morti a Kiev.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine incentrano la narrazione sull'annuncio di Zelensky e caratterizzano gli attacchi come una risposta giustificata ai raid russi. Il racconto abbina sistematicamente l'annuncio degli strike al dettaglio del precedente attacco combinato russo e al suo bilancio di civili, rafforzando la lettura della rappresaglia. Particolare attenzione è riservata al valore strategico dei bersagli: impianti petroliferi, poligono di addestramento e una nave della flotta ombra sotto sanzioni, presentati come elementi che riducono la capacità della Russia di finanziare e condurre la guerra. Un articolo lega esplicitamente la fermata della raffineria di Volgograd, di proprietà di Lukoil, alla più ampia pressione sull'approvvigionamento di carburante in Russia causata dai ripetuti attacchi ucraini al settore della raffinazione.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine differiscono su come elencare i quattro obiettivi: alcune titolano parlando di "due impianti petroliferi e un poligono di addestramento" senza menzionare esplicitamente il quarto bersaglio, mentre altre inquadrano la giornata come quattro attacchi distinti tra cui la petroliera nel Mar Nero; lo stesso post di Zelensky non identifica esplicitamente il quarto bersaglio. Le stesse fonti raggruppano inoltre le regioni di Perm, Samara e Astrakhan come luogo delle due strutture petrolifere e del poligono, senza associare ciascun attacco a una specifica regione, lasciando incerta la geografia precisa di ogni singolo bersaglio.

Contesto

Nella notte precedente l'annuncio di Zelensky la Russia ha lanciato un attacco combinato sull'Ucraina con missili balistici, missili da crociera e droni di tipo Shahed, con vittime segnalate a Kiev, Kremenchuk, Pryluky, Zaporizhzhia e Dnipro. Il 2 ottobre le Forze di difesa ucraine avevano colpito impianti petroliferi nelle regioni russe di Samara e Volgograd; la raffineria di Volgograd, di proprietà di Lukoil, avrebbe sospeso l'attività dopo un attacco di droni. Quella raffineria ha una capacità di circa 14 milioni di tonnellate di petrolio greggio all'anno (circa 280.000 barili al giorno), pari a circa il 5% della capacità totale di raffinazione russa, e aveva già subito danni significativi da attacchi di droni il 29 maggio e il 31 luglio. Un rapporto del Ministero della Difesa ucraino del 4 ottobre 2026 ha dichiarato che oltre il 51% della capacità di raffinazione russa è stata messa fuori uso dagli strike ucraini a lungo raggio. La Aframax Rio, colpita la sera del 6 ottobre, batte bandiera liberiana, è sotto sanzioni ucraine e fa parte della flotta ombra russa; il suo equipaggio di 23 persone, tutti cittadini indiani, è stato tratto in salvo.