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Attacco ucraino al data center di Yandex a Sasovo: incendi e blackout dei servizi in Russia

Nella notte tra il 7 e l'8 ottobre 2026 un attacco con droni ucraini ha colpito lo stabilimento di costruzione di macchine utensili Sasta a Sasovo, nell'oblast' di Rjazan', dove ha sede uno dei cinque data center di Yandex. L'incendio ha sospeso completamente le attività del centro, che ospita due dei tre supercomputer usati dall'azienda per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale, e ha provocato un blackout su larga scala di Yandex Cloud e di decine di servizi russi. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato l'operazione definendola una «risposta speculare» agli attacchi russi contro i data center ucraini.

Punti chiave

  • Nella notte dell'8 ottobre un incendio è scoppiato sul territorio dello stabilimento Sasta a Sasovo, nell'oblast' di Rjazan', dove si trova un data center di Yandex (LLC "Yandex DC").
  • Lo stabilimento Sasta produce macchine utensili a controllo numerico (CNC) impiegate nell'industria della difesa, aerospaziale, dei trasporti e pesante russe, ed è sotto sanzioni internazionali.
  • Yandex ha confermato un «incidente» e la sospensione completa del centro, senza fare vittime; l'azienda ha dichiarato di non poter ancora confermare la possibilità di ripristinare le apparecchiature danneggiate.
  • Le interruzioni di Yandex Cloud hanno colpito elaborazione, reti, archiviazione dati, database, Kubernetes, servizi cloud, sistemi IA e di sicurezza: su oltre 70 servizi cloud, 38 sono risultati non disponibili.
  • Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato il raid definendolo una «risposta speculare» agli attacchi russi contro i data center ucraini, in particolare a Prylyuky, Kramatorsk e Kiev.
  • Le azioni di Yandex alla Borsa di Mosca sono scese di oltre il 3% nella giornata; in Russia sono stati segnalati disservizi a banche, social network, operatori telefonici, Avito (oltre 14.000 reclami), RZD, Rostelecom e siti di media statali.

Perché è importante

Il raid ha colpito un sito a duplice uso che combina uno stabilimento di macchine utensili per la difesa russa — sotto sanzioni di otto paesi — e uno dei principali data center di Yandex, che ospita due dei tre supercomputer usati per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale dell'azienda. L'attacco ha provocato un blackout diffuso di Yandex Cloud e di decine di servizi russi dipendenti, dimostrando la vulnerabilità delle infrastrutture digitali russe di fronte ai droni ucraini a lungo raggio. La conferma pubblica del presidente Zelensky e la sua definizione dell'operazione come «risposta speculare» segnano l'affermazione esplicita di una dottrina ucraina di reciprocità nel prendere di mira le infrastrutture digitali. Yandex ha dichiarato di non poter ancora confermare se le apparecchiature danneggiate potranno essere riparate, suggerendo un dpotenzialmente duraturo a un investimento di oltre 6 miliardi di rubli.

Che cosa è successo

Nella notte tra il 7 e l'8 ottobre 2026 un incendio è scoppiato sul territorio dello stabilimento Sasta a Sasovo, nell'oblast' di Rjazan', a seguito di un attacco con droni. Sullo stesso sito si trova un data center di Yandex (LLC "Yandex DC"), uno dei cinque gestiti dall'azienda, dotato di una capacità energetica dichiarata fino a 12 MW e di infrastrutture per decine di migliaia di server. Lo stabilimento è specializzato in macchine utensili a controllo numerico (CNC) impiegate nell'industria della difesa, aerospaziale, dei trasporti e pesante russe, ed è sottoposto a sanzioni internazionali da parte di Canada, Svizzera, UE, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Giappone.

L'attacco ha causato lo spegnimento completo del data center e l'interruzione, a partire dalle 01:31, dell'elettricità nella zona di disponibilità ru-central1-b di Yandex Cloud. Su oltre 70 servizi cloud di Yandex, 38 sono diventati inaccessibili, con effetti a cascata su Yandex.Disk, Yandex.Documents, Yandex.Mail, CIAN e su numerosi servizi esterni che dipendono dalla sua infrastruttura — banche, social network, operatori telefonici, Avito (oltre 14.000 segnalazioni in un giorno), RZD, Rostelecom, siti di media russi come RBK, Vedomosti, RIA Novosti, Kommersant, Vesti e Interfax. Anche la protezione anti-DDoS fornita da Qrator Labs ha subito un guasto. Yandex ha confermato un «incidente che ha riguardato parte dell'infrastruttura» e ha dichiarato di non poter ancora confermare la possibilità di ripristinare le apparecchiature danneggiate; non si registrano vittime. Le azioni di Yandex alla Borsa di Mosca sono scese di oltre il 3%.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine pongono al centro la conferma del presidente Volodymyr Zelensky, che ha definito l'operazione una «risposta speculare» agli attacchi russi contro i data center ucraini di Prylyuky — dove a fine agosto sono state uccise 22 persone, tra cui cinque bambini —, Kramatorsk e Kiev. La notizia è stata confermata anche da Andriy Kovalenko, ex capo del Centro per il contrasto della disinformazione presso il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, mentre lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine non ha rilasciato commenti ufficiali. I media ucraini sottolineano il duplice significato del sito Sasta, sia come impianto di macchine utensili per il complesso militare-industriale russo e sotto sanzioni internazionali, sia come sede di un grande data center di Yandex, presentandolo come un legittimo bersaglio a doppio uso. Alcuni commentatori, come il riservista e analista militare Andrij Kramarov su Radio NV, sostengono che il raid non sia solo una replica speculare, richiamando l'integrazione di Yandex nel sistema di sicurezza del Cremlino.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le testate internazionali — tra cui BBC News, l'agenzia azera APA e Reuters — si concentrano sulla lotta di Yandex per mantenere i servizi dopo il raid ucraino, evidenziando l'impatto operativo e finanziario piuttosto che la cornice militare. Particolare rilievo viene dato alle dichiarazioni di Yandex, che non ha potuto confermare la possibilità di ripristinare le apparecchiature danneggiate e che la situazione non si era stabilizzata, sottolineando l'incertezza sull'entità del danno. Ampio spazio è dedicato alla cascata di disservizi che ha colpito banche, social network, operatori telefonici, marketplace e media russi e al calo di oltre il 3% del titolo Yandex alla Borsa di Mosca. Le fonti internazionali collocano inoltre il raid di Sasovo in un quadro più ampio di attacchi ucraini alle infrastrutture digitali russe, ricordando che il giorno successivo un altro data center di Yandex è stato colpito a Kaluga.

Dove le versioni divergono

Una fonte ucraina (UP) include anche gli Stati Uniti nell'elenco dei paesi che hanno sanzionato lo stabilimento Sasta, oltre a Canada, Svizzera, UE, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Giappone; altre fonti ucraine (Babel', ZN.UA) menzionano il Giappone ma non gli USA. Le altre testate ucraine e quelle internazionali si limitano a elencare il Giappone senza citare gli USA.

Contesto

Lo stabilimento Sasta di Sasovo produce macchine utensili a controllo numerico (CNC) impiegate nell'industria della difesa, aerospaziale, dei trasporti e pesante russa e in passato ha fornito attrezzature a imprese di Roscosmos. Il data center di Yandex che ospita è uno dei cinque gestiti dall'azienda, ha una capacità energetica dichiarata fino a 12 MW e contiene due dei tre supercomputer impiegati per addestrare i modelli di IA di Yandex. Lo stabilimento è sottoposto a sanzioni internazionali da parte di Canada, Svizzera, UE, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Giappone. Nel settembre 2025 i droni russi hanno colpito diversi data center a Kiev, tra cui il Parkovy KVC (colpito due volte il 23 settembre e fermato il 1° ottobre) e il Cosmonova.net (colpito il 25-26 settembre), fornendo il contesto per l'inquadramento ucraino del raid di Sasovo come risposta speculare. Nella stessa notte dell'8 ottobre i droni hanno colpito anche la raffineria Gazprom Neftekhim Salavat in Baschiria, a circa 1.400 km dal confine ucraino, dimostrando la lunga gittata degli attacchi.