Droni ucraini colpiscono la raffineria YANOS a Jaroslavl': ferma la lavorazione del greggio
Un attacco di droni ucraini ha danneggiato l'unità di lavorazione primaria AVT-3 della raffineria Slavneft-Jaroslavnefteorgsintez (YANOS), costringendo l'impianto a sospendere la lavorazione del greggio giovedì 17 settembre. L'unità AVT-3 rappresenta circa il 40% della capacità di lavorazione del petrolio, mentre un'altra unità, AVT-4, era già ferma per riparazioni dopo un precedente attacco di droni del 28 agosto.
Punti chiave
- La raffineria YANOS ha sospeso la lavorazione del greggio giovedì 17 settembre dopo un attacco di droni ucraini.
- L'unità AVT-3, con una capacità di 17.140 tonnellate al giorno (circa il 40% della capacità totale), è stata danneggiata.
- L'unità AVT-4 (14.300 tonnellate/giorno, 33% della capacità) era già in riparazione dopo un precedente attacco di droni del 28 agosto.
- Lo stesso giorno, il carburante prodotto dalla raffineria di Jaroslavl' non è stato più offerto in vendita sulla borsa merci interna russa.
- YANOS è di proprietà di Slavneft, controllata congiuntamente da Rosneft e Gazprom Neft.
- La capacità totale dell'impianto è di 15 milioni di tonnellate di greggio all'anno (300.000 barili al giorno).
- Il presidente Volodimir Zelensky ha pubblicato filmati dei droni che colpiscono il sito industriale di YANOS e diversi aerei in un aerodromo a Rostov nella notte tra il 16 e il 17 settembre.
Perché è importante
L'unità AVT-3 danneggiata rappresenta circa il 40% della capacità di lavorazione della raffineria, una perdita significativa per uno dei più grandi impianti petroliferi della Russia. Una seconda unità primaria, AVT-4, era già ferma a causa di un attacco precedente, aggravando l'interruzione. Il carburante dell'impianto è scomparso dalla borsa merci interna russa lo stesso giorno, indicando un effetto immediato sull'offerta. YANOS è controllata congiuntamente da Rosneft e Gazprom Neft, quindi l'attacco colpisce due delle più grandi aziende energetiche legate allo Stato russo. Le fonti ucraine, tra cui lo Stato Maggiore e il presidente, hanno rivendicato pubblicamente l'attacco, inquadrandolo come parte di una serie di colpi contro le infrastrutture energetiche e militari russe.
Che cosa è successo
La raffineria russa Slavneft-Jaroslavnefteorgsintez (YANOS) ha sospeso la lavorazione del greggio giovedì 17 settembre in seguito a un attacco di droni ucraini. L'attacco ha danneggiato l'unità di lavorazione primaria AVT-3, che ha una capacità di 17.140 tonnellate al giorno, pari a circa il 40% della capacità totale dell'impianto. Una terza unità, AVT-4, era già fuori servizio per riparazioni dopo essere stata danneggiata da un precedente attacco di droni il 28 agosto. Lo stesso giorno, il carburante prodotto dalla raffineria di Jaroslavl' non è stato più offerto in vendita sulla borsa merci interna russa, secondo quanto riportato dagli operatori di mercato. La YANOS è il sesto impianto di raffinazione del petrolio più grande della Russia per capacità, con 15 milioni di tonnellate di greggio all'anno. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha pubblicato filmati video dei droni che colpiscono il sito industriale di YANOS e diversi aerei presso un aerodromo a Rostov durante la notte tra il 16 e il 17 settembre. Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha comunicato che nella notte tra il 16 e il 17 settembre le Forze di Difesa hanno colpito la Slavneft-Jaroslavnefteorgsintez, registrando un incendio sull'unità AVT-3 nel territorio della raffineria.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte e tre le fonti fornite sono ucraine e presentano la sospensione della YANOS come conseguenza diretta di un attacco di droni ucraini, citando Reuters. I titoli puntano sulla localizzazione dell'obiettivo all'interno del territorio russo piuttosto che sui dettagli dei danni, sottolineando che l'attacco ha raggiunto un impianto situato in profondità nel territorio russo. Le fonti ucraine inquadrano l'evento come un attacco a lungo raggio riuscito contro un'importante infrastruttura energetica russa, e due di esse riportano filmati o conferme attribuiti al presidente ucraino.
Contesto
La YANOS è il sesto impianto di raffinazione del petrolio più grande della Russia per capacità, avendo lavorato 14,9 milioni di tonnellate di greggio nel 2024 e producendo 2,6 milioni di tonnellate di benzina, 4,0 milioni di tonnellate di gasolio e 4,7 milioni di tonnellate di olio combustibile. L'impianto si trova a circa 250 chilometri a nord-est di Mosca. La raffineria di Jaroslavl' è di proprietà di Slavneft, controllata congiuntamente da Rosneft e Gazprom Neft.