La Russia amplia lo stabilimento Alabuga-Volokno: capacità di droni d'attacco in crescita del 78%
Secondo documenti interni di Rosatom, lo stabilimento Alabuga-Volokno in Tatarstan prevede di produrre ulteriori 500 tonnellate annue di fibra di carbonio per uso aerospaziale entro il 2029. Gli esperti stimano che questa capacità aggiuntiva potrebbe sostenere la produzione di circa 28.000 droni d'attacco a lungo raggio in più all'anno, con un incremento potenziale del 78% rispetto alla produzione attuale russa, stimata in oltre 36.000 droni Shahed/Geran all'anno.
Punti chiave
- Alabuga-Volokno è l'unico produttore in Russia di fibra di carbonio usata per le fusoliere dei droni a lungo raggio.
- L'espansione mira a produrre ulteriori 500 tonnellate annue di fibra di carbonio di grado aerospaziale entro il 2029.
- Gli esperti stimano un aumento potenziale del 78% della capacità produttiva, pari a circa 28.000 droni d'attacco in più all'anno.
- La Russia oggi produce oltre 36.000 droni kamikaze Shahed/Geran all'anno; gli obiettivi ufficiali sono 130.000 droni/anno entro il 2030 e 350.000 entro il 2035.
- Il governo russo ha approvato i piani di Rosatom a maggio; il completamento della nuova linea è previsto per il 2027.
- Alabuga-Volokno e la sua controllante Umatex Group (Rosatom) sono sotto sanzioni di Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi occidentali.
- Documenti interni di trasporto e dogana indicano una fornitura di 46 tonnellate di precursori chimici dalla cinese Jilin Chemical Fiber Group, camuffati da materiali civili.
Perché è importante
Poiché Alabuga-Volokno è l'unica fonte russa di fibra di carbonio per le fusoliere dei droni a lungo raggio, la sua espansione agisce come moltiplicatore di forza per l'intera capacità di produzione di droni d'attacco. Un potenziale aumento del 78% rispetto agli attuali oltre 36.000 Shahed/Geran all'anno si tradurrebbe in una pressione notevolmente maggiore sulle città ucraine. Gli obiettivi industriali dichiarati da Rosatom — 130.000 droni/anno entro il 2030 e 350.000 entro il 2035 — mostrano una scalabilità pluriennale. Nonostante le sanzioni occidentali su Alabuga-Volokno e Umatex, il progetto è in fase avanzata, con approvazione governativa russa già concessa a maggio e completamento previsto per il 2027.
Che cosa è successo
Lo stabilimento Alabuga-Volokno in Tatarstan, parte della divisione materiali avanzati Umatex Group di Rosatom, sta avviando un'ampia espansione per portare la produzione di fibra di carbonio per uso aerospaziale a 500 tonnellate annue aggiuntive entro il 2029. Secondo i documenti di Rosatom raccolti dal Centro ucraino per la sicurezza e la cooperazione (UCCS), la nuova linea produrrà principalmente fibra UMT42S-3K destinata al settore aerospaziale, con costruzione mirata al completamento nel 2027 e via libera del governo russo arrivato a maggio. Immagini satellitari da maggio a luglio mostrano l'area adiacente allo stabilimento già sgombra per le nuove strutture; immagini di agosto analizzate dall'esperto David Albright indicano che le fondamenta sono in fase di preparazione. Gli esperti citati da Politico stimano che la capacità aggiuntiva di fibra di carbonio potrebbe sostenere la produzione di circa 28.000 droni d'attacco a lungo raggio in più all'anno, equivalenti a un incremento del 78% rispetto agli oltre 36.000 Shahed/Geran attualmente prodotti annualmente. I documenti interni di Rosatom indicano inoltre che la cinese Jilin Chemical Fiber Group ha consegnato ad Alabuga-Volokno 46 tonnellate di precursori chimici per fibra di carbonio, con le spedizioni camuffate da materiali civili nelle fatture. L'Ambasciata cinese a Washington ha dichiarato di non essere a conoscenza dei piani russi e ha affermato che la Cina «controlla rigorosamente le esportazioni di beni a duplice uso in conformità con la legge». Rosatom ha dichiarato che le proprie controllate operano «in piena conformità» con la legislazione vigente.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine inquadrano l'espansione come una minaccia diretta alle città ucraine, usando espressioni come «droni kamikaze» e «attacchi alle città ucraine» nei titoli e dando rilievo al ruolo istituzionale ucraino nell'esposizione dei piani: il Centro ucraino per la sicurezza e la cooperazione (UCCS) viene citato come fonte dei documenti interni di Rosatom. I titoli sottolineano la portata dell'aumento (78%, 28.000 droni aggiuntivi, «quasi l'80%») e diversi articoli presentano Alabuga soprattutto come «fabbrica di droni» anziché come impianto di fibra di carbonio. I droni sono costantemente chiamati «Shahed», con il nome ucraino, in linea con l'uso prevalente nelle fonti ucraine.
Come la raccontano le fonti internazionali
L'unica fonte internazionale rilevante, ripresa dalle testate ucraine, è il reporting di Politico, che contestualizza l'espansione nell'ambito degli obiettivi nazionali russi sui «Sistemi aerei senza pilota»: 130.000 droni/anno entro il 2030 e 350.000 entro il 2035. La sintesi internazionale dà maggiore peso ai commenti degli esperti David Albright (Institute for Science and International Security) e Stacey Pettyjohn (Center for a New American Security) e al ruolo della Cina tramite Jilin Chemical Fiber Group e la smentita dell'Ambasciata cinese a Washington — temi assenti o ridotti nelle testate ucraine. Le stime di capacità aggiuntiva (28.000 droni, +78%) provengono dagli esperti citati da Politico.
Dove le versioni divergono
Due divergenze principali emergono tra le fonti. Sulla tempistica della presunta spedizione cinese camuffata di precursori chimici verso Alabuga-Volokno, la maggior parte delle fonti (hromadske, Укрінформ, ZN.UA) la colloca «ai primi di settembre 2026», mentre una variante la data all'«inizio del 2024». Sulla denominazione dei droni, le fonti ucraine usano stabilmente «Shahed», mentre le varianti internazionali propongono «Shahed/Geran-type» o semplicemente «Geran»; alcuni titoli internazionali li definiscono più specificamente «droni d'attacco a getto», legando l'etichetta all'espansione della fibra di carbonio.
Contesto
I documenti interni di Rosatom alla base del report sono stati raccolti dal Centro ucraino per la sicurezza e la cooperazione e verificati dal governo ucraino e dalla Commissione speciale della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti sulla Cina. Le motivazioni ufficiali russe dell'espansione, secondo i documenti, sono «sostituzione delle importazioni di prodotti a duplice uso» e soddisfazione della domanda dei settori strategici russi (aviazione, industria della difesa) di fibra di carbonio. Immagini satellitari da maggio a luglio, e ancora ad agosto secondo l'esperto David Albright, mostrano l'area adiacente allo stabilimento sgombra e le fondamenta della nuova struttura in preparazione. Nel contempo, nella zona economica speciale di Alabuga sarebbero in costruzione anche impianti sotterranei per la produzione di droni d'attacco: il progetto OSINT ucraino Dnipro Osint ha citato circa 42.000 m² già realizzati. Nel settembre 2025 il CEO di UMATEX, Oleksandr Tyunin, è morto suicida nella regione di Mosca; vicino al corpo sono stati trovati un fucile da caccia e un biglietto che faceva riferimento a una depressione di lunga data.