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Tsikhanouskaya all'Onu: "Lukashenko pronto a dare a Putin il territorio bielorusso per attacchi dal nord"

In una dichiarazione ai margini dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, la leader dell'opposizione bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya ha affermato che Aleksandr Lukashenko è pronto a mettere a disposizione di Vladimir Putin territorio, logistica e infrastrutture bielorusse per nuovi attacchi all'Ucraina dal confine settentrionale. Tsikhanouskaya ha descritto il rapporto tra i due leader come un'«amicizia simbiotica», ha avvertito che la minaccia bielorussa si estende anche ai Paesi europei e ha denunciato il ruolo di centinaia di imprese bielorusse nel sostegno materiale alla macchina militare russa.

Punti chiave

  • Tsikhanouskaya ha parlato ai margini dell'Assemblea generale dell'Onu a New York.
  • Lukashenko, secondo Tsikhanouskaya, è pronto a offrire a Putin territorio, logistica e infrastrutture bielorusse per attacchi dal confine settentrionale.
  • Logistica e antenne per la guida dei droni bielorusse sono già usate dalla Russia.
  • Ripetitori vengono installati non solo al confine ucraino ma anche al confine bielorusso con i Paesi Ue.
  • Tsikhanouskaya ritiene impossibile separare Lukashenko da Putin a causa della loro «amicizia simbiotica».
  • 500–600 imprese bielorusse producono ottica, microchip e forniscono petroliferi alla Russia, aggirando le sanzioni.
  • Il regime bielorusso sta inoltre espandendo i magazzini del marketplace russo Wildberries.

Perché è importante

Le dichiarazioni di Tsikhanouskaya offrono una lettura dall'opposizione bielorussa del grado in cui la Bielorussia è già mobilitata nello sforzo bellico russo contro l'Ucraina e di come tale mobilitazione possa estendersi a un'eventuale minaccia verso l'Europa. L'idea di un legame «simbiotico» e inscindibile tra Lukashenko e Putin indebolisce l'ipotesi di una frattura diplomatica e spinge la questione bielorussa dentro il dibattito del Palazzo di Vetro, mentre la denuncia di centinaia di imprese coinvolte nell'aggiramento delle sanzioni indica un canale di sostegno materiale alla guerra che va oltre il semplice transito di truppe.

Che cosa è successo

Durante la settimana ad alto livello dell'Assemblea generale dell'Onu a New York, la leader dell'opposizione bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya ha rilasciato a Ukrinform una serie di dichiarazioni in cui ha sostenuto che Aleksandr Lukashenko è pronto a mettere a disposizione di Vladimir Putin territorio, logistica e infrastrutture bielorusse per eventuali attacchi all'Ucraina dal confine settentrionale.

Tsikhanouskaya ha descritto il rapporto tra i due come un'«amicizia simbiotica» e ha affermato che qualsiasi speranza di separarli è vana. Ha segnalato che logistica bielorussa e antenne per la guida di droni sono già utilizzate dalla Russia e che i ripetitori vengono installati non soltanto lungo il confine ucraino, ma anche al confine bielorusso con i Paesi dell'Unione europea, con la possibilità che escalation o provocazioni siano dirette anche contro Paesi europei.

Sul piano interno bielorusso, Tsikhanouskaya ha detto che Lukashenko agisce anche per paura di Putin — pur non giustificandone la politica — e che teme di dare un ordine di partecipazione bellica all'esercito, consapevole del malcontento che ne deriverebbe. Ha ricordato che tra i bielorussi non vi sarebbero sentimenti anti-ucraini e che Putin e Lukashenko non sono riusciti a convincerli della necessità di difendere Russia o Bielorussia.

Sul piano economico, Tsikhanouskaya ha denunciato che 500–600 imprese bielorusse producono ottica e microchip, acquistano in aggiramento delle sanzioni componenti per la macchina militare russa e forniscono prodotti petroliferi alla Russia. Ha aggiunto che il regime bielorusso sta espandendo i magazzini del marketplace russo Wildberries, e che Lukashenko starebbe «guadagnando sul sangue degli ucraini». Secondo Tsikhanouskaya, una vittoria ucraina sarebbe una catastrofe per Lukashenko, perché un Putin indebolito significherebbe meno sostegno al suo regime. Ha infine riferito che, nell'entourage di Lukashenko, si discute già di un'era post-Lukashenko e che lo stesso Lukashenko sarebbe considerato una «anatra zoppa».

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini che hanno riportato le dichiarazioni — Ukrinform, Ukrainska Pravda, NV e ZN.UA — presentano Tsikhanouskaya come fonte autorevole dell'opposizione bielorussa sul ruolo di Minsk nello sforzo bellico russo. La cornice ucraina insiste su tre elementi: la minaccia diretta all'Ucraina dal confine settentrionale, l'estensione di tale minaccia ai Paesi europei e l'inscindibilità del legame Lukashenko–Putin, con la conseguente dipendenza politica ed economica di Minsk dal Cremlino.

Contesto

Le dichiarazioni sono state rilasciate durante la settimana ad alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, a cui partecipano oltre 130 capi di Stato e di governo, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il 21 settembre, nell'ambito della stessa settimana, si era svolto un evento ministeriale intitolato «Bielorussia: complice della guerra russa contro l'Ucraina e minaccia alla sicurezza internazionale», organizzato da Lettonia e Unione Europea con la partecipazione di Ucraina e altri Paesi, al quale Tsikhanouskaya aveva preso parte. All'inizio di settembre Tsikhanouskaya aveva già sostenuto che la Russia potrebbe servirsi del territorio e delle infrastrutture militari bielorusse per provocazioni contro i Paesi Nato.