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Sospettato ucraino del sabotaggio di Nord Stream chiede asilo politico in Croazia

Volodymyr Zhuravlov, cittadino ucraino ricercato dalla Germania per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream del settembre 2022, ha presentato domanda di uscita asilo politico in Croazia. Lo ha annunciato il suo avvocato, Mykola Katerynchuk, a Babelsi, precisando che la richiesta non soste automaticamente il processo di estradizione già autorizzato dal Tribunale distrettuale di Pola a settembre.

Punti chiave

  • Volodymyr Zhuravlov ha presentato domanda di uscita asilo politico in Croazia, sostenendo che non riceverebbe un processo equo in Germania
  • Il difensore Mykola Katerynchuk ha spiegato a Babelsi che la domanda di uscita asilo non blocca automaticamente l'estradizione
  • Il Tribunale distrettuale di Pola ha autorizzato l'estradizione di Zhuravlov in Germania; la difesa ha annunciato appello
  • Zhuravlov è stato arrestato a Pola il 19 agosto sulla base di un mandato d'arresto europeo emesso dalla Germania
  • Al momento dell'arresto Zhuravlov lavorava come consulente sul set del film hollywoodiano 'Snake Island', la cui trama riguarda il sabotaggio di Nord Stream

Perché è importante

La domanda di uscita asilo introduce un ulteriore ostacolo giuridico all'estradizione di Zhuravlov in Germania, dove è accusato di aver partecipato al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. La vicenda si intreccia con il caso dell'altro sospettato principale, Serhiy Kuznetsov, formalmente incriminato il 1° luglio 2026 e in attesa di processo ad Amburgo a fine ottobre, e con le precedenti decisioni della Polonia e dell'Ucraina che hanno negato il coinvolgimento di Kiev.

Che cosa è successo

Volodymyr Zhuravlov, 46 anni, istruttore e sommozzatore professionario, ricercato dalla Germania come uno dei sommozzatori che avrebbero posizionato gli esplosivi sui gasdotti Nord Stream nel settembre 2022, è stato arrestato a Pola, in Croazia, il 19 agosto sulla base di un mandato d'arresto europeo emesso dalla Corte federale di giustizia tedesca di Karlsruhe. Al momento dell'arresto era consulente sul set del film hollywoodiano 'Snake Island', dedicato proprio al sabotaggio di Nord Stream. Il Tribunale distrettuale di Pola ha successivamente autorizzato la sua estradizione verso la Germania; il suo avvocato Mykola Katerynchuk ha definito la decisione «di parte» e «politica», annunciando appello. Il 29 settembre, Katerynchuk ha reso noto a Babelsi che Zhuravlov ha presentato domanda di uscita asilo politico in Croazia, sostenendo che non otterrebbe un processo equo in Germania, pur precisando che la richiesta di uscita asilo non soste automaticamente l'estradizione. Zhuravlov respinge ogni coinvolgimento e sostiene di trovarsi in Ucraina al momento delle esplosioni.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini sottolineano la nazionalità ucraina di Zhuravlov e pongono l'accento sul ruolo del suo difensore ucraino Mykola Katerynchuk. La copertura evidenzia la definizione data dall'avvocato della decisione del tribunale di Pola come «di parte» e «politica», e inquadra la controversia sull'estradizione come un processo politicamente guidato. Vengono inoltre richiamati il precedente rifiuto polacco dell'estradizione e la posizione ufficiale dell'Ucraina, che nega qualsiasi coinvolgimento dello Stato nel sabotaggio.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sul numero complessivo di sospettati ucraini identificati o ricercati dalla Germania: la maggior parte indica sei cittadini ucraini con mandato d'arresto, una fonte ne indica cinque, mentre altre segnalano sette individui complessivamente identificati. Sul momento esatto della sentenza del Tribunale di Pola che ha autorizzato l'estradizione, una fonte la colloca al 18 settembre 2026, mentre altre la descrivono semplicemente come avvenuta «in precedenza» senza data precisa. Le fonti differiscono inoltre sulla data di inizio del processo a Kuznetsov ad Amburgo: una indica «fine ottobre», un'altra precisa «circa il 26 ottobre».

Contesto

Il 26 settembre 2022 tre delle quattro condotte dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 sono state distrutte da esplosioni sottomarine nel Mar Baltico vicino all'isola di Bornholm. Nel 2024 le autorità danesi e svedesi hanno archiviato le rispettive indagini per insufficienza di elementi. Il 26–27 agosto 2025 gli inquirenti tedeschi hanno emesso mandati d'arresto nei confronti di sei cittadini ucraini, indicando in Serhiy Kuznetsov il presunto coordinatore del gruppo, che avrebbe agito su istruzioni di organismi statali ucraini. Kuznetsov, arrestato in Italia nel agosto 2025 ed estradato in Germania nel novembre 2025, è stato formalmente incriminato il 1° luglio 2026; il suo processo è previsto ad Amburgo a fine ottobre. Zhuravlov era già stato arrestato in Polonia il 30 settembre 2025, ma nel ottobre 2025 un tribunale di Varsavia ha rifiutato l'estradizione e ne ha disposto il rilascio. La Russia ha accusato Ucraina, Stati Uniti e Regno Unito del sabotaggio, accuse respinte dai Paesi interessati. Il Wall Street Journal ha riportato, citando fonti, che l'operazione sarebbe stata pianificata da alti ufficiali militari e imprenditori ucraini ed eseguita da una normale imbarcazione a vela.