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Amburgo respinge la richiesta di chiudere il processo per l’attacco ai gasdottti Nord Stream

Il 27 ottobre l’Alto Tribunale di Amburgo ha respinto la richiesta degli avvocati di Sergej Kuznecov di chiudere il procedimento relativo agli scoppi che danneggiarono i gasdottti Nord Stream nel 2022. Il tribunale ha deciso di proseguire il processo secondo il calendario previsto, affermando che il diritto di Kucnecov di difendersi e di testimoniare in Germania non è limitato dalle regole sul segreto militare applicate in un altro Stato.

Punti chiave

  • Il 27 ottobre si è tenuto il secondo processo di Sergej Kuznecov, 50 anni, iniziato il 14 ottobre.
  • Il tribunale di Amburgo ha respinto la richiesta degli avvocati di chiudere il procedimento.
  • Kuznecov è accusato di aver causato gli esplosioni, danneggiato beni, disturbato servizi pubblici e partecipato a crimini di guerra.
  • Il tribunale ha affermato che il diritto di difendersi e di testimoniare in Germania non è limitato dal segreto militare di un altro Paese.
  • Secondo l’accusa, Kuznecov avrebbe guidato un gruppo di sei persone che installò gli ordigni esplosivi.
  • Gli esplosioni del 26 settembre 2022 danneggiarono tre delle quattro linee dei gasdottti Nord Stream-1 e Nord Stream-2.
  • Gli avvocati affermano che non esistono testimoni che abbiano visto Kuznecov sulla yacht e che il suo DNA non vi è stato rinvenuto.

Perché è importante

La decisione mantiene attivo il processo tedesco sull’attacco che nel 2022 danneggiò i gasdottti Nord Stream e fa avanzare il procedimento relativo al ruolo di Kuznecov. Il caso solleva anche questioni sulla responsabilità statale nella sabotaggio: la procura federale sostiene che gli imputati agirono per conto delle autorità ucraine, mentre il presidente Volodymyr Zelensky ha negato qualsiasi coinvolgimento dell’Ucraina. Un’altra contestazione riguarda l’assenza di prove dirette addotte come legame tra Kuznecov, la yacht e gli attacchi. Le condizioni di detenzione hanno також виuto gli accuse dell’ombudsman ucraino, che ha parlato di possibile tortura.

Che cosa è successo

L’Alto Tribunale di Amburgo ha tenuto il 27 ottobre il secondo udienza nel caso di Sergej Kuznecov, militare ucraino di 50 anni accusato in relazione agli scoppi sottomarini del 26 settembre 2022. Il tribunale ha respinto l’istanza degli avvocati volta a chiudere il procedimento e ha deciso di continuare il dibattito secondo il calendario previsto. Secondo la versione dell’accusa, Kuznecov avrebbe guidato un gruppo di sei persone che affittò una yacht a Rostock e si diresse verso Bornholm, dove furono installati almeno quattro ordigni esplosivi del peso di 14-27 chilogrammi ciascuno, a 70-80 metri di profondità. I suoi difensori negano che esistano prove dirette contro di lui, sostenendo che nessun testimone lo vide sulla yacht e che il suo DNA non vi è stato trovato. In aula sono stati letti lettere dei colonnelli Roman Červynskyj e Jurij Semeniuk, secondo cui nell’estate e nell’autunno 2022 Kuznecov era direttamente subordinate a Červynskyj nelle forze per operazioni speciali. Il tribunale ha precisato che, secondo il diritto tedesco, l’imputato non è limitato nella propria difesa e la libertà di testimoniare in Germania non è vincolata dalle regole di servizio militare di un altro Stato.

Come la raccontano le fonti ucraine

I resoconti ucraini pongono al centro la prosecuzione del processo, питання legali relative al segreto militare, alla testimonianza e alla difesa di Kuznecov. Particolare attenzione è riservata alle lettere dei militari ucraini, alla negazione di coinvolgimento da parte dell’Ucraina, all’offerta di assistenza all’indagine e alle preoccupazioni dell’ombudsman sulle condizioni di detenzione. Ampia è anche l’attenzione alla tesi dei difensori secondo cui l’indagine non avrebbe prove dirette che colleghino Kuznecov alla yacht o alla sabotaggio.

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale si concentra sulla decisione processuale del tribunale di Amburgo e sulla prosecuzione del processo contro il precedente ufficiale ucraino. Viene messa in evidenza la posizione della corte secondo cui il diritto tedesco non limita la possibilità di Kuznecov di testimoniare o difendersi, insieme alle accuse e all’assenza di un legame probatorio diretto sostenuto dai suoi avvocati. La cronologia ricorda inoltre l’arresto di Kuznecov in Italia e il suo successivo trasferimento in Germania.

Dove le versioni divergono

Il principale disaccordo riguarda lo stato militare e il segreto di Stato: gli avvocati sostengono che Kuznecov era in servizio attivo, vincolato al segreto e quindi non poteva consultarli o testimoniare, mentre il tribunale e il pm affermano che il diritto tedesco non limita la sua difesa né la libertà di testimoniare. Un’altra divergenza riguarda le prove: l’accusa sostiene che Kuznecov guidò il gruppo che installò gli ordigni, mentre i difensori negano l’ин-existence di prove dirette, вказуючи на відсутність свідків, які бачили його на яхті, і відсутність його ДНК на ній. Прокуратура федеральна Німеччини вважає, що Кузнєцов та інші учасники діяли від імені влади України, тоді як Володимир Зеленський заперечує будь-який зв’язок України з диверсією. Finally, the supplied accounts disagree on the formal filing date of the charges, placing it either at the end of June 2026 or on 1 July 2026.

Contesto

Gli esplosioni sottomarini del 26 settembre 2022 hanno danneggiato tre delle quattro linee dei gasdottti Nord Stream-1 e Nord Stream-2 nel Mar Baltico. Prima di agosto 2022, il Nord Stream-1 era una delle principali rotte di fornitura del gas naturale russo alla Germania; il Nord Stream-2 non era entrato in funzione perché la Germania ne aveva sospeso la certificazione poco prima dell’invasione su larga scala della Russia in Ucraina. Kuznecov è stato arrestato in Italia nel 2025 e trasferito in Germania quello stesso anno. L’indagine tedesca tratta l’attacco come sabotaggio e sospetta almeno due ucraini: Sergej Kuznecov e Volodymyr Žuravljov, quest’ultimo arrestato in Croazia.