Finlandia: ridotta da ergastolo a 12,5 anni la pena per l'ex comandante del gruppo neonazista russo "Rusich"
La Corte d'appello di Helsinki ha ridotto da ergastolo a 12,5 anni la pena per Voislav Torden (Yan Petrovsky), cofondatore del gruppo neonazista russo "Rusich", per crimini di guerra commessi in Ucraina nel 2014. La corte ha riconosciuto che Torden fece fuoco con una mitragliatrice contro militari ucraini, ma ha ritenuto insufficienti le prove che abbia personalmente ucciso i soldati feriti o che fosse responsabile del loro omicidio in qualità di comandante. È stata inoltre archiviata come crimine di guerra l'incisione del simbolo di "Rusich" sulla guancia di un soldato ucraino.
Punti chiave
- La Corte d'appello di Helsinki ha ridotto la pena di Voislav Torden (Yan Petrovsky) dall'ergastolo a 12,5 anni di carcere
- Torden è cofondatore del gruppo neonazista russo "Rusich", che ha combattuto in Ucraina dal 2014
- Secondo le accuse, Torden e i combattenti di "Rusich" uccisero 22 soldati ucraini e ne ferirono gravemente 4 nell'autunno 2014
- Nel marzo 2025 il Tribunale distrettuale di Helsinki lo aveva condannato all'ergastolo per quattro crimini di guerra
- La Corte d'appello ha stabilito che Torden sparò con una mitragliatrice contro militari ucraini, ma non ha ritenuto provato che abbia ucciso i soldati feriti
- L'incisione del simbolo di "Rusich" sulla guancia di un soldato ucraino non è stata classificata come crimine di guerra
- L'Ucraina aveva chiesto l'estradizione di Petrovsky, ma la Corte suprema finlandese l'ha rifiutata per le condizioni carcerarie in Ucraina
Perché è importante
Il processo a Torden è una delle rare persecuzioni giudiziarie di un combattente filo-russo per crimini di guerra commessi in Ucraina e il suo esito è destinato a influenzare casi analoghi in altri Paesi terzi. La riduzione della pena, l'archiviazione di alcune accuse e la mancata classificazione come crimine di guerra dell'incisione del simbolo di "Rusich" sulla guancia di un soldato ucraino costituiscono per Kiev un passo indietro sul fronte della responsabilità per i crimini commessi nel conflitto. Il procedimento fornisce inoltre riscontri giudiziari documentati sulle attività del gruppo "Rusich", sulle sue tattiche e sui presunti legami con la compagnia militare privata Wagner.
Che cosa è successo
Il 31 agosto 2026 la Corte d'appello di Helsinki ha ridotto da ergastolo a 12,5 anni di carcere la pena inflitta a Voislav Torden, alias Yan Petrovsky, cofondatore e ex comandante del gruppo neonazista russo "Rusich". Torden era stato condannato nel marzo 2025 dal Tribunale distrettuale di Helsinki all'ergastolo per quattro crimini di guerra commessi nel 2014, tra cui l'uccisione di un soldato ucraino. La Corte d'appello ha accolto in parte la richiesta della difesa di derubricare o abbandonare le accuse, mentre la procura chiedeva una condanna per cinque crimini di guerra.
I giudici hanno stabilito che Torden sparò effettivamente con una mitragliatrice contro militari ucraini — configurando un crimine di guerra — ma hanno giudicato insufficienti le prove che fosse lui personalmente, o due altri membri di "Rusich", a sparare ai soldati ucraini già feriti durante l'imboscata del settembre 2014 al battaglione ucraino "Aidar", nella quale i russi attirarono le vittime con una bandiera ucraina. È stata esclusa anche la responsabilità di comando di Torden per quegli omicidi, pur riconoscendone una responsabilità parziale come partecipe agli eventi.
La Corte ha confermato come crimine di guerra la fotografia scattata al comandante di "Rusich" davanti al corpo gravemente bruciato di un soldato ucraino, poi diffusa sui social network, così come i messaggi online di Torden in cui "Rusich" dichiarava di non fare prigionieri. Non è stato invece considerato crimine di guerra il taglio del simbolo di "Rusich" sulla guancia di un soldato ucraino: i giudici hanno stabilito che la ferita era superficiale, senza sanguinamento, e ha provocato solo un danno breve senza sofferenza fisica o psicologica grave.
Secondo le accuse, Torden e i combattenti di "Rusich" uccisero complessivamente 22 soldati ucraini e ne ferirono gravemente quattro nell'autunno 2014. Petrovsky è soggetto a sanzioni UE e USA e ha il divieto di ingresso nell'area Schengen.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine presentano l'esito come una riduzione o "annullamento" della pena dell'ergastolo e sottolineano le decisioni del tribunale percepite come minimizzanti: il rigetto della responsabilità di comando, la mancata qualificazione come crimine di guerra dell'incisione del simbolo di "Rusich" sulla guancia di un soldato ucraino e l'archiviazione della principale accusa di omicidio personale. La copertura ucraina mette in primo piano i dettagli relativi alle vittime, tra cui l'imboscata al battaglione Aidar, l'esca della bandiera ucraina usata per attirare i soldati e la diffusione sui social delle fotografie del corpo bruciato di un soldato ucraino.
Dove le versioni divergono
Le due fonti ucraine inquadrano in modo diverso l'esito della sentenza nel tono: una sottolinea come sviluppo principale la riduzione della pena dall'ergastolo a 12,5 anni, l'altra evidenzia in particolare la decisione della corte di non classificare come crimine di guerra l'incisione del simbolo di "Rusich" sulla guancia di un soldato ucraino, motivata dalla superficialità della ferita.
Contesto
Il gruppo "Rusich" ha combattuto in Ucraina dal 2014 al fianco dei miliziani filo-russi e successivamente operando accanto all'esercito russo; l'NAZK ucraina ha dichiarato che il gruppo è collegato alla compagnia militare privata Wagner, di cui potrebbe costituire una subunità. Torden/Petrovsky viveva in Norvegia dal 2004, dove è stato attivo in organizzazioni di estrema destra in Norvegia e Svezia, prima di combattere in Ucraina nel 2014-2015. È soggetto a sanzioni UE e USA e ha il divieto di ingresso nell'intera area Schengen. Detenuto in Finlandia il 20 luglio 2023 all'aeroporto di Helsinki-Vantaa mentre stava per volare a Nizza con passaporto russo e permesso di soggiorno finlandese a nome Voislav Torden, è stato estradato richiesto dall'Ucraina ma la Corte suprema finlandese ha rifiutato la consegna, citando le "condizioni inadeguate" delle carceri ucraine. Nel 2015 mercenari di "Rusich" erano stati accusati di atrocità contro soldati ucraini morti e catturati.