Direttore del Bureau investigativo ucraino affronta i giornalisti, nega i legami con il patrimonio immobiliare del fratello
Il direttore del Bureau investigativo di Stato ucraino (DBR), Oleksiy Sukhachov, ha risposto per la prima volta ai giornalisti di Slidstvo.Info che lo hanno avvicinato l'8 ottobre su un campo sportivo di Kiev. Gli ha detto che le informazioni su 143 immobili acquisiti a Kharkiv dal fratello Oleksandr «non corrispondono alla realtà» e lo ha rimandato al fratello. Durante l'incontro, uomini in abiti neri — uno dei quali si è presentato come agente delle forze dell'ordine — hanno ostacolato le riprese del giornalista Oleh Kotiuzhansky.
Punti chiave
- Il direttore del DBR Oleksiy Sukhachov ha commentato per la prima volta l'inchiesta l'8 ottobre, su un campo sportivo pubblico nel distretto Solomjanskyj di Kiev.
- Sukhachov ha dichiarato che le informazioni sugli immobili «non corrispondono alla realtà» e ha detto ai giornalisti di rivolgersi al fratello.
- L'inchiesta riguarda 143 appartamenti e locali commerciali acquistati a Kharkiv da Oleksandr Sukhachov, fratello del direttore.
- Nel luglio 2018 Oleksandr acquistò 30 appartamenti a prezzi di 24.000–49.000 grivne (circa 932–1.856 dollari al cambio dell'epoca), ben al di sotto del mercato.
- Il 6 luglio il tribunale del distretto di Pechersk, con il giudice Serhiy Vovk, ha vietato la pubblicazione dell'inchiesta a Slidstvo.Info e al Centro anti-corruzione (TsPK).
- Il 16–17 luglio otto testate ucraine hanno pubblicato il materiale nell'ambito della solidarietà «Iniziativa 143», totalizzando circa 4 milioni di visualizzazioni in tre giorni.
- Il 23 settembre la Corte d'appello di Kiev ha annullato il divieto di pubblicazione, dopo che Reporter senza frontiere e l'International Press Institute avevano condannato la decisione.
Perché è importante
Il direttore di una delle principali agenzie investigative ucraine è intervenuto di persona su un'inchiesta che riguarda ben 143 immobili intestati a suo fratello, un imprenditore di Kharkiv, acquistati a prezzi di bilancio ben inferiori a quelli di mercato da una società poi finita sotto la lente del DBR senza che venissero formulate accuse. Un divieto giudiziario preliminare alla pubblicazione ha provocato una mobilitazione senza precedenti di testate ucraine e condanne internazionali, mentre l'incontro con i giornalisti è stato fisicamente ostacolato da uomini non identificati che si sono presentati come forze dell'ordine. Il caso solleva interrogativi concreti su conflitti d'interesse ai vertici del DBR e sulla tenuta del diritto di cronaca in Ucraina.
Che cosa è successo
Il direttore del Bureau investigativo di Stato ucraino (DBR), Oleksiy Sukhachov, ha risposto per la prima volta all'inchiesta congiunta di Slidstvo.Info e del Centro anti-corruzione (TsPK) l'8 ottobre mattina, mentre si allenava su un campo sportivo pubblico nel distretto Solomjanskyj di Kiev. Avvicinato dal giornalista Oleh Kotiuzhansky, Sukhachov ha dichiarato che le informazioni pubblicate «non corrispondono alla realtà» e ha invitato i giornalisti a contattare il fratello Oleksandr, un imprenditore di Kharkiv titolare — secondo l'inchiesta — di 143 appartamenti e locali commerciali acquistati dalla società Parkovyi-2 a prezzi di bilancio, in alcuni casi intorno alle 24.000–49.000 grivne per appartamento. Durante il colloquio un gruppo di uomini in abiti neri ha circondato Sukhachov e impedito al giornalista di filmare: uno di loro si è qualificato come dipendente delle forze dell'ordine, ha bloccato la strada, ordinato di riporre il telefono e spinto via il cronista.
L'inchiesta era stata bloccata preventivamente il 6 luglio dal tribunale distrettuale di Pechersk di Kiev, con il giudice Serhiy Vovk, che ha vietato a Slidstvo.Info e al TsPK di pubblicare il materiale proprio il giorno in cui ne era prevista l'uscita. La causa era stata intentata il 13 luglio da Parkovyi-2. Il 16–17 luglio otto testate ucraine hanno reagito pubblicando simultaneamente il materiale con il titolo «Apartments for the price of a smartphone», nell'ambito della solidarietà «Iniziativa 143»: secondo i dati raccolti, l'inchiesta ha raggiunto circa 4 milioni di visualizzazioni in tre giorni. Il 22 luglio il giudice Vovk ha respinto le richieste di revoca del divieto, ma il 23 settembre la Corte d'appello di Kiev ha annullato il provvedimento. Reporter senza frontiere e l'International Press Institute hanno criticato la decisione, e il Media Movement ucraino ha parlato di segnali di pressione sistemica sui giornalisti investigativi da parte delle strutture di polizia.
Come la raccontano le fonti ucraine
I media ucraini — tra cui NV, ZN.UA e Detektor Media — hanno costruito il racconto attorno all'incontro dal vivo tra Slidstvo.Info e il direttore del DBR, sottolineando il tono liquidatorio delle sue risposte e l'ostruzione fisica operata dagli uomini in nero, uno dei quali si è presentato come funzionario delle forze dell'ordine. Le testate ucraine hanno dato ampio rilievo al divieto preventivo del tribunale di Pechersk firmato dal giudice Serhiy Vovk, alla pubblicazione solidale «Iniziativa 143» e alle prese di posizione del Media Movement e di altre organizzazioni della società civile, che hanno denunciato segnali di pressione sistemica sui giornalisti investigativi. Molti titoli si sono soffermati sulle parole di Sukhachov — «mi avete rovinato l'allenamento e l'umore» — per metterne in evidenza il distacco dalle domande dei cronisti. La direttrice esecutiva del TsPK Daria Kaleniuk ha definito la decisione del tribunale un precedente pericoloso e una restrizione diretta della libertà di espressione, sostenendo che il procedimento mirava di fatto a impedire ai giornalisti di rivelare casi di corruzione.
Dove le versioni divergono
Le fonti ucraine differiscono su due dettagli. Sui prezzi degli appartamenti acquistati da Oleksandr Sukhachov nel 2018: una fonte indica 25.000–50.000 grivne (circa 932–1.856 dollari), altre 24.000–49.000 grivne (con la stessa forbice in dollari). Sul numero di testate unite alla solidarietà «Iniziativa 143»: una fonte ne indica 17, un'altra 8 iniziali, e un'altra ancora 19 in aggiunta alle prime 8.
Contesto
Nel luglio 2018 Oleksandr Sukhachov acquistò 30 appartamenti in un unico complesso residenziale di Kharkiv a prezzi di 24.000–49.000 grivne per unità (circa 932–1.856 dollari al cambio dell'epoca), ben al di sotto dei valori di mercato. L'inchiesta collega quegli acquisti alla società Parkovyi-2, che avrebbe realizzato complessi senza le dovute autorizzazioni ricorrendo a uno schema di ristrutturazione di edifici non residenziali, e che in seguito sarebbe finita sotto la lente del DBR senza che venissero comunicati sospetti. Il 6 luglio il giudice Serhiy Vovk del tribunale di Pechersk ha vietato a Slidstvo.Info e al TsPK di pubblicare l'inchiesta, il giorno stesso in cui i giornalisti la preparavano per la pubblicazione. Il 16–17 luglio otto testate ucraine hanno pubblicato simultaneamente il materiale con «Iniziativa 143», raggiungendo circa 4 milioni di visualizzazioni in tre giorni, finché il 23 settembre la Corte d'appello di Kiev non ha annullato il divieto.