CEDU: l'Ucraina è responsabile per l'attacco a Kateryna Handziuk
Il 5 novembre la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato l'Ucraina responsabile, nel caso «Handziuk e altri contro Ucraina», di violazioni del diritto alla vita e della libertà di espressione. Ha riconosciuto 40.000 euro di risarcimento morale ai genitori di Kateryna Handziuk, 40.000 euro al suo partner Serhii Denysov e ha ordinato il rimborso delle spese giudiziarie.
Punti chiave
- Il 5 novembre la CEDU ha pubblicato la decisione nella causa «Handziuk e altri contro Ucraina».
- La Corte ha riconosciuto all'unanimità violazioni degli articoli 2 e 10 della Convenzione europea dei diritti umani.
- Il nesso tra l'aggressione e l'esercizio o l'abuso del potere pubblico ha fatto scattare la responsabilità materiale dello Stato.
- L'indagine nazionale è stata giudicata inefficace perché non ha verificato adeguatamente il coinvolgimento di altri funzionari.
- L'aggressione era un'operazione pianificata e finanziata per far tacere Handziuk nel suo ruolo di controllo civico.
- Ucraina deve versare 40.000 euro ai genitori Viktor e Nadiia Handziuk e 40.000 euro a Serhii Denysov.
- La Corte ha ordinato anche il pagamento delle spese giudiziarie, indicate in diverse versioni dei resoconti come 4.000 o 12.000 euro complessivi.
Perché è importante
La decisione riconosce la responsabilità dello Stato ucraino per l'aggressione letale del 2018, tanto nel merito quanto per l'insufficienza dell'indagine. Riconoscendo che l'attacco voleva silenziare una protagonista del controllo civico e anticoncorruzione, la Corte sottolinea anche l'effetto deterrente del caso sui dibattiti pubblici sulla corruzione e sull'abuso di potere. Il giudizio non determina però la responsabilità penale individuale di Vladyslav Manger e Oleksii Levin.
Che cosa è successo
Kateryna Handziuk fu aggredita con acido solforico concentrato a Kherson il 31 luglio 2018 e morì a Kyiv il 4 novembre після quasi tre mesi di cure. Nel 2019 cinque esecutori furono condannati a pene da tre a sei anni e mezzo. Nel giugno 2023 il Dnipro District Court di Kyiv inflisse dieci anni di reclusione a Vladyslav Manger per aver ordinato l'aggressione e ad Oleksii Levin per averla organizzata; entrambi hanno impugnato la sentenza, che non è quindi definitiva. Il 5 novembre 2026 la CEDU dichiarò l'Ucraina responsabile di violazioni del diritto alla vita e della libertà di espressione. Il giudizio ha previsto compensazioni per i tre richiedenti e il rimborso delle spese processuali.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina ha messo in risalto l'entità delle violazioni, il collegamento tra l'aggressione e l'abuso di potere pubblico e l'inadeguatezza dell'indagine nazionale nel verificare il possibile coinvolgimento di altri funzionari. Ha inoltre richiamato lo stato del processo penale interno e delle impugnazioni. L'avvocata della famiglia ha osservato che la decisione non risolve la questione dell'identificazione di tutti i possibili mandanti, mentre i termini di prescrizione del procedimento penale scadono nel 2028.
Dove le versioni divergono
Gli avversari sostenevano che le autorità ucraine non avessero svolto un'indagine efficace, indipendente e tempestiva e che non fossero stati individuati tutti gli organizzatori. Il governo replicava che l'indagine era stata completa e aveva portato alla condanna degli esecutori, degli intermediari e degli organizzatori. Il governo negava inoltre che l'aggressione potesse essere attribuito allo Stato, sostenendo che le azioni di Manger fossero dettate da rancore personale; la Corte ha invece ritenuto esistere prove sufficientemente chiare e concordanti di un nesso tra l'aggressione e l'esercizio o l'abuso del potere pubblico. Le fonti divergono infine sull'importo delle spese giudiziarie: alcune indicano 4.000 euro complessivi, altre 4.000 euro per ciascuno dei tre richiedenti, per un totale di 12.000 euro.
Contesto
Handziuk era una funzionaria di Kherson, deputata regionale e urbana, coordinatrice di un centro di studi politici e analisi che combatteva corruzione e ingiustizia. I suoi genitori Viktor e Nadiia Handziuk e il suo partner Serhii Denysov hanno presentato il ricorso alla CEDU. Le autorità locali avevano inizialmente qualificato l'aggressione come vandalismo, poi come lesioni gravi e, dopo le manifestazioni dell'1 agosto 2018, come tentato omicidio.