Vienna, arrestati due giornalisti ucraini che cercavano l’ex procuratore generale Kravchenko
La polizia austriaca ha arrestato a Vienna, con uso della forza, i giornalisti di «Ukrainska Pravda» Mykhailo Tkach e Yaroslav Bondarenko, accusati di spionaggio a favore dei servizi militari ucraini. I due sostenevano di essere a Vienna per una missione editoriale alla ricerca dell’ex procuratore generale Ruslan Kravchenko. Le autorità austriache hanno poi riconosciuto un errore nell’identificazione di Tkach e hanno confermato che Bondarenko non aveva legami con i militari della intelligence ucraina.
Punti chiave
- Mykhailo Tkach e Yaroslav Bondarenko sono stati arrestati a Vienna l’8 ottobre con l’accusa di spionaggio per conto dei servizi militari ucraini.
- I giornalisti affermano di cercare il luogo in cui si trovava Ruslan Kravchenko, dimissionario dal 7 settembre.
- Due militari della direzione della intelligence militare ucraina erano stati arrestati in Austria il 6 ottobre.
- Il 13 ottobre le autorità austriache hanno riconosciuto di aver scambiato Tkach con uno dei militari arrestati.
- Le stesse autorità hanno confermato che Bondarenko non aveva legami con i militari della intelligence ucraina.
- Tkach e Bondarenko sono stati liberati dopo la conferma della loro attività professionale.
- Le autorità austriache non hanno ancora fornito agli avvocati i verbali dell’arresto e del sequestro di effetti personali e dispositivi.
Perché è importante
Il caso solleva interrogativi sull’impiego delle agenzie di sicurezza e dei servizi di intelligence contro giornalisti che indagavano su un ex alto funzionario ucraino. Le autorità austriache hanno riconosciuto ufficialmente un errore di identificazione e l’assenza di legami tra Bondarenko e i militari della GUR. La liberazione dei due giornalisti dopo la conferma della loro professione costituisce un importante sviluppo procedurale, mentre la mancata consegna dei verbali lascia aperte domande sulla trasparenza dell’indagine.
Che cosa è successo
Il 6 ottobre le autorità austriache arrestarono a Vienna due militari del gruppo «Artan» sottoposto alla direzione della intelligence militare ucraina. Il commander Vіktor Torkotyiuk contattò il servizio di sicurezza austriaco, confermando che i due militari erano suoi subordinati e spiegando che erano in Austria come turisti. Il 7 settembre, Kravchenko aveva annunciato le dimissioni da procuratore generale. Il 14 settembre lasciò l’Ucraina attraverso il valico di Shehyni–Medyka, dichiarando che partiva per un viaggio ufficiale a Parigi; il suo nome, tuttavia, non comparivace nell’elenco dei partecipanti alle audizioni del Consiglio d’Europa relative ai bambini ucraini. In seguito risultò che Kravchenko si era trasferito a Vienna.
L’8 ottobre, il poliziotte speciale austriaco arrestò con uso della forza Tkach e Bondarenko nel centro di Vienna. L’accusa riguardava lo spionaggio a favore dei servizi militari ucraini, la partecipazione a un gruppo criminale e il danno causato all’Austria. I due giornalisti dichiararono durante gli interrogatori di trovarsi a Vienna per una missione editoriale finalizzata a individuare il luogo di Kravchenko. Le autorità austriache verificarono il registro delle residenze e confermarono che Kravchenko era registrato vicino all’indirizzo in cui lavorava la troupe.
La polizia aveva inoltre ricevuto, il giorno prima dell’arresto, l’ordine di effettuare videosorveglianza speciale sull’auto dei giornalisti. Contro di loro testimoniarono il concierge, il responsabile della struttura immobiliare e il guidatore di Volodymyr Galantеrnyk. Il 13 ottobre, gli investigatori riconobbero che sulla fotografia utilizzata per identificare Bondarenko era in realtà ritratto Tkach, non un militare della GUR, e confermarono che Bondarenko non aveva legami con i militari ucraini. Dopo la conferma delle pubblicazioni professionali dei due, Tkach e Bondarenko furono liberati.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina ha messo al centro il collegamento tra la permanenza di Kravchenko in Austria e l’arresto dei giornalisti. Ha anche riportato che un imprenditore di Odessa, Volodymyr Galantеrnyk, e persone a lui vicine potrebbero aver aiutato Kravchenko a sistemarsi a Vienna e aver fornito testimonianze contro la troupe. La reporteristica ucraina ha inoltre posto sotto scrutinio la base dell’ordine di sorveglianza, l’arresto e il mancato accesso degli avvocati ai verbali per tre settimane. Restano però distinte le conclusioni confermate delle autorità austriache dalle accuse e ricostruzioni basate su fonti ucraine.
Come la raccontano le fonti internazionali
La cornice internazionale disponibile deriva dai materiali del caso austriaco riassunti dalla stampa ucraina. I punti principali sono le accuse penali, l’ordine di sorveglianza, l’errore di identificazione, l’assenza di legami tra Bondarenko e la GUR e la liberazione dei giornalisti dopo la conferma del loro status professionale.
Dove le versioni divergono
Le fonti ucraine affermano che Kravchenko fu rilasciato al confine e raggiunse Vienna dopo una telefonata da Kyiv, mentre la motivazione dichiarata del suo viaggio era una missione a Parigi. I resoconti ucraini indicano inoltre Galantеrnyk e i suoi associati come possibili aiutanti di Kravchenko e come testimoni contro i giornalisti, ma queste affermazioni restano non confermate dall’indagine austriaca. Infine, la stampa ucraina parla di autorità austriache “incitate” a sorvegliare la troupe; i materiali disponibili confermano soltanto che la polizia ricevette un ordine, senza identificare chi lo avesse impartito.
Contesto
Kravchenko si dimise da procuratore generale prima di lasciare l’Ucraina per l’Austria, anziché recarsi al Paris come aveva annunciato. L’arresto dei giornalisti avvenne nell’ambito di un procedimento austriaco in cui erano accusati di spionaggio, partecipazione a un gruppo criminale e danni all’Austria. Due militari della GUR erano stati arrestati in Austria due giorni prima. I giornalisti cercavano Kravchenko, e le autorità austriache confermarono che egli risultava registrato nei pressi dell’indirizzo in cui la troupe працювала.