Giornalisti di Ukrainska Pravda arrestati a Vienna: feriti, operati in manette, poi rilasciati
Il 8 ottobre 2026 il giornalista investigativo Mykhailo Tkach, caporedattore delle inchieste di Ukrainska Pravda, e il cameraman Yaroslav Bondarenko sono stati fermati con la forza a Vienna da unità speciali austriache, sospettati di spionaggio. Bondarenko è rimasto ferito, è stato operato al volto sotto l'occhio per rimuovere schegge di vetro mentre era ammanettato dietro la schiena, e ha pubblicato il suo racconto su Facebook il 10 ottobre. Il ministro dell'Interno austriaco Gerhard Karner ha parlato di sospetto spionaggio, ma la procura ha poi dichiarato che il sospetto non è stato confermato. Entrambi i giornalisti sono stati rilasciati.
Punti chiave
- Fermati l'8 ottobre a Vienna Tkach e Bondarenko di Ukrainska Pravda, in servizio su un'inchiesta legata all'ex procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko.
- Le unità speciali austriache hanno sfondato i finestrini dell'auto a noleggio fermata a un semaforo e trascinato i due giornalisti a terra.
- Bondarenko è stato premuto faccia a terra sul vetro rotto: tagli al viso e al braccio destro, tre schegge di vetro estratte sotto l'occhio.
- Portato in ospedale alle 21:30 ammanettato dietro la schiena e operato senza che gli togliessero le manette, scortato da due poliziotti tra i civili.
- Accuse riferite: spionaggio, lavoro per i servizi di un altro Stato e danno allo Stato austriaco; il sospetto di spionaggio non è stato confermato dalla procura.
- Il 9 ottobre il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino Heorhii Tykhyi ha annunciato la liberazione di Tkach; Bondarenko è stato rilasciato in serata su istanza dell'avvocato.
- Organizzazioni internazionali per la libertà di stampa (CPJ, IPI) e il Media Movement ucraino hanno chiesto un'indagine sulle forze dell'ordine austriache.
Perché è importante
Un servizio giornalistico transfrontaliero di una testata ucraina si è concluso con un fermo violento in pieno giorno da parte delle forze speciali di un paese dell'UE, con un giornalista ferito, operato in manette e trattenuto per ore senza notifica dei diritti né spiegazioni. Il caso ha provocato una frattura istituzionale in pienaustria: il ministro dell'Interno ha invocato pubblicamente lo spionaggio, mentre la procura ha detto che quel sospetto non è stato confermato. Organismi internazionali per la libertà di stampa e organizzazioni della società civile ucraina hanno chiesto un'indagine, sollevando interrogativi sul trattamento riservato ai giornalisti e sul confine tra attività di intelligence e lavoro d'inchiesta.
Che cosa è successo
L'8 ottobre, intorno alle 15:00, Tkach e Bondarenko di Ukrainska Pravda erano a Vienna per un incarico redazionale legato al presunto ex procuratore generale ucraino in fuga Ruslan Kravchenko. Mentre si spostavano in un'auto a noleggio, ferma a un semaforo, le unità speciali austriache hanno sfondato entrambi i finestrini e li hanno tirati fuori dal veicolo. Bondarenko è stato spinto a faccia in giù sull'asfalto e premuto con tutto il peso del corpo nel vetro rotto: ha riportato tagli al viso e al braccio destro, tre schegge di vetro conficcate sotto l'occhio, e gli è stata torta con violenza il braccio sinistro fino a fargli temere una frattura. Le manette al polso sinistro erano così strette che ci sono voluti 15-20 minuti prima che la polizia le allentasse. I due sono stati separati senza possibilità di contatto e a Bondarenko non è stato comunicato alcun diritto né spiegato il motivo del fermo. Tutti gli effetti personali sono stati sequestrati — tra cui un premio internazionale per la libertà di stampa e il miglior giornalista investigativo appena ricevuto in Norvegia — ed è stato portato in un centro di detenzione preventiva (SIZO). Alle 21:30 è stato condotto in ospedale, ammanettato dietro la schiena e scortato da due agenti attraverso i corridoi tra i civili, tra cui bambini spaventati; l'operazione per rimuovere il vetro dal viso e i punti di sutura sono stati eseguiti senza togliergli le manette, nonostante le sue ripetute richieste e l'osservazione di un medico. Durante l'interrogatorio della polizia giudiziaria gli sono state contestate le ipotesi di spionaggio, lavoro per i servizi di intelligence di un altro Stato e danno allo Stato austriaco. In serata, su richiesta dell'avvocato, Bondarenko è stato rilasciato come persona che non rappresenta una minaccia. Il 9 ottobre il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino Heorhii Tykhyi ha comunicato che anche Tkach era stato rilasciato; Tkach ha poi riferito di essere stati fermati "come terroristi". Il ministro dell'Interno austriaco Gerhard Karner ha dichiarato che il fermo era avvenuto con il sospetto di spionaggio; la procura austriaca ha successivamente affermato che il sospetto non è stato confermato. Bondarenko ha pubblicato il suo resoconto dettagliato sulla sua pagina Facebook sabato 10 ottobre.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte le fonti in lingua fornite sono testate ucraine, con al centro Ukrainska Pravda stessa. Il racconto attribuisce grande rilievo alla versione in prima persona di Bondarenko — ferite, manette durante l'operazione, mancata notifica dei diritti, premio norvegese per la libertà di stampa tra gli effetti sequestrati — e insiste sul fatto che i due stavano lavorando a un'inchiesta su un ex procuratore generale descritto come «in fuga». Le testate ucraine sottolineano le risposte istituzionali del paese: la presa di posizione del portavoce del Ministero degli Esteri Tykhyi sulla liberazione di Tkach, le dichiarazioni della direttrice di Ukrainska Pravda Sevhil Musaieva sulle ferite di Bondarenko, la visita di un console ucraino di nome Yurii a Bondarenko nel SIZO e l'appello del Media Movement e di altre organizzazioni della società civile a un'indagine austriaca. Particolare enfasi è data alla frase di Tkach, secondo cui sarebbero stati trattati "come terroristi", e al contrasto tra la cornice di spionaggio del ministro dell'Interno e la smentita della procura.
Dove le versioni divergono
Due divergenze attraversano le fonti. La prima riguarda la natura del fermo: il ministro dell'Interno austriaco Gerhard Karner ha dichiarato che i due giornalisti sono stati fermati con il sospetto di spionaggio, ma la procura austriaca ha successivamente detto che quel sospetto non è stato confermato — un disaccordo istituzionale interno all'Austria. La seconda riguarda il numero delle persone coinvolte: Karner ha detto che, oltre a Tkach e Bondarenko, altre due persone ucraine sono state fermate nell'ambito dello stesso caso, mentre le fonti ucraine e il racconto dettagliato di Bondarenko si concentrano solo sui due giornalisti e non menzionano altri ucraini trattenuti.
Contesto
Mykhailo Tkach è il caporedattore delle inchieste di Ukrainska Pravda e Yaroslav Bondarenko è cameraman della stessa redazione. I due si trovavano a Vienna per un incarito redazionale connesso al tracciamento di Ruslan Kravchenko, descritto da Ukrainska Pravda come un ex procuratore generale dell'Ucraina in fuga. Il fermo e le accuse di spionaggio sono stati inquadrati dai giornalisti e dalla loro testata come avvenuti nel contesto del loro lavoro d'inchiesta.