Attacco di droni su larga scala chiude tutti e quattro gli aeroporti di Mosca
Un attacco di droni su larga scala ha imposto di fatto una no-fly zone per l'aviazione civile sull'Europa centrale e occidentale della Russia, con la sospensione totale delle operazioni in tutti e quattro gli aeroporti moscoviti — Vnukovo, Domodedovo, Žukovskij e Šeremet'evo. Rosaviatsia ha disposto il dirottamento dei voli su altri aeroporti, mentre il sindaco di Mosca Sobyanin ha riferito di droni intercettati dalle difese aeree.
Punti chiave
- Tutti e quattro gli aeroporti di Mosca (Vnukovo, Domodedovo, Žukovskij e Šeremet'evo) hanno sospeso le operazioni.
- I dati di Flightradar24 indicano lo spazio aereo sull'Europa russa quasi completamente vuoto.
- Rosaviatsia ha disposto il dirottamento dei voli su altri aeroporti per ragioni di sicurezza.
- Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha riferito a partire dalle 23:00 di droni intercettati diretti verso la capitale.
- Secondo il conteggio di Sobyanin, le difese aeree russe avrebbero abbattuto 59 droni.
- Nell'Oblast' di Jaroslavl è stato dichiarato livello di minaccia rosso per la presenza di droni d'attacco.
- Media e residenti russi hanno segnalato esplosioni e attività di difesa aerea a Smolensk e Rjazan'.
Perché è importante
La chiusura simultanea dei quattro principali aeroporti di Mosca è un evento raro e di forte impatto simbolico, perché paralizza il principale hub aviatorio del Paese. I dati di Flightradar24 mostrano che l'aviazione civile sta evitando un'ampia porzione dello spazio aereo europeo russo, con effetti diretti sul traffico aereo domestico. Secondo il conteggio fornito da Sobyanin, le difese aeree russe avrebbero abbattuto 59 droni. L'attacco, inoltre, si è esteso oltre Mosca, con esplosioni e attività di difesa aerea segnalate a Smolensk e Rjazan' e livello di minaccia rosso nell'Oblast' di Jaroslavl.
Che cosa è successo
Un attacco di droni su larga scala ha colpito nella notte il cielo russo, provocando la sospensione totale delle operazioni nei quattro aeroporti di Mosca — Vnukovo, Domodedovo, Žukovskij e Šeremet'evo — e l'imposizione di fatto di una no-fly zone per l'aviazione civile sull'Europa centrale e occidentale della Russia. Rosaviatsia, l'agenzia federale russa per il trasporto aereo, ha disposto il dirottamento dei voli su altri aeroporti, senza specificare quando le restrizioni sarebbero state revocate. Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha riferito a più riprese, a partire dalle 23:00, di droni distrutti diretti verso Mosca, e nel suo conteggio le difese aeree avrebbero abbattuto 59 droni. Nell'Oblast' di Jaroslavl le autorità locali hanno dichiarato il livello di minaccia rosso per la presenza di droni d'attacco e i servizi di emergenza hanno segnalato la sospensione del traffico sulla strada Jaroslavl–Mosca. Media russi e residenti hanno riferito di esplosioni e di un'intensa attività di difesa aerea a Smolensk e Rjazan'. I dati di Flightradar24 mostravano uno spazio aereo quasi completamente vuoto sopra la città e sull'Europa russa, con aerei civili che evitavano l'area. Le autorità russe non hanno comunicato alle conseguenze degli attacchi sul territorio.
Come la raccontano le fonti ucraine
La fonte ucraina disponibile concentra l'attenzione sull'impatto sull'aviazione civile russa e sullo spazio aereo russo, citando i dati di Flightradar24 e le comunicazioni di Rosaviatsia per documentare l'interruzione del traffico aereo domestico in Russia. La stessa fonte evidenzia inoltre la cornice fornita dalle autorità russe, incentrata sul numero di droni intercettati, e l'assenza di informazioni ufficiali russe sulle conseguenze dell'attacco.
Contesto
Nell'Oblast' di Jaroslavl era stato dichiarato il livello di minaccia rosso per la presenza di droni d'attacco, con i servizi di emergenza che hanno segnalato la sospensione del traffico sulla strada Jaroslavl–Mosca. Immagini e video pubblicati sui social network dai residenti mostravano incendi intensi collegati all'attacco.