La Casa Bianca limita l'uso di Starshield da parte dell'Ucraina: terminali militari bloccati in volo
Secondo quanto riportato da Reuters citando fonti anonime, la Casa Bianca ha ordinato al Dipartimento della Difesa statunitense di limitare l'accesso dell'esercito ucraino al sistema satellitare militare Starshield di SpaceX. I terminali di fascia militare hanno smesso di funzionare quando montati su piattaforme in movimento ad alta velocità, compromettendo droni d'attacco e intercettori. Le restrizioni sono state parzialmente ripristinate con un tetto di 160 km/h, ma l'episodio è avvenuto mentre Washington faceva pressione su Kiev perché interrompesse gli attacchi alle raffinerie russe.
Punti chiave
- La direttiva di limitare Starshield per l'Ucraina è partita dalla Casa Bianca verso il Pentagono, secondo due funzionari Usa e uno occidentale citati da Reuters.
- I terminali militari Starlink/Starshield hanno perso connessione oltre i 160 km/h; secondo alcune fonti ucraine i problemi sono iniziati già a 110-120 km/h.
- Le restrizioni hanno colpito droni d'attacco, intercettori contro gli Shahed russi, logistica e ricognizione, con diverse missioni interrotte nella notte tra il 13 e il 14 ottobre.
- Il 14 ottobre Fedorov ha annunciato un ripristino parziale fino a 160 km/h; il 15 ottobre il Ministero della Difesa ucraino ha confermato il ritorno operativo, indagando ancora sulle cause.
- Un alto funzionario Usa ha dichiarato che Trump non ha ordinato personalmente la misura; la Casa Bianca ha parlato di 'malfunzionamento tecnico' senza chiarire chi abbia emesso la direttiva.
- L'episodio coincide con la pressione Usa su Kiev perché fermi gli attacchi alle infrastrutture petrolifere russe e con minacce, riferite da fonti anonime, di sospendere la condivisione di intelligence sui lanci missilistici russi.
- Il senatore repubblicano Tom Tillis ha annunciato un'indagine sulle attività del Pentagono legate ai problemi di Starlink in Ucraina.
Perché è importante
Starshield costituisce una dorsale di comunicazione critica per le operazioni ucraine: senza di essa i droni d'attacco e gli intercettori contro gli Shahed russi perdono il collegamento, la logistica rallenta e le missioni di ricognizione e di relay sono compromesse. La direttiva è arrivata senza preavviso, nel cuore della notte, ed è stata solo parzialmente revocata con un tetto di 160 km/h. La Casa Bianca ha negato il coinvolgimento qualificandolo come "malfunzionamento tecnico", mentre un alto funzionario Usa ha escluso un ordine personale di Trump: nessuno ha però chiarito chi abbia effettivamente emesso la direttiva. L'episodio si inserisce in una più ampia pressione di Washington su Kiev perché interrompa gli attacchi alle raffinerie russe, accompagnata da minacce, riferite da fonti anonime, di sospendere la condivisione di intelligence sui lanci missilistici russi.
Che cosa è successo
Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2026 i terminali militari Starshield di SpaceX in uso all'esercito ucraino hanno iniziato a perdere connessione quando montati su piattaforme in movimento ad alta velocità, secondo quanto riferito da Serhiy Sternenko e confermato da Serhiy Beskrestnov (Flash). Secondo Reuters, citando due funzionari Usa e un rappresentante di un Paese occidentale, la direttiva di limitare il servizio per le forze ucraine è partita dalla Casa Bianca verso il Dipartimento della Difesa. Le restrizioni hanno colpito droni d'attacco, intercettori contro gli Shahed, logistica, ricognizione e missioni relay, e diverse operazioni sono state interrotte nelle prime ore del 14 ottobre. Il 7° Corpo d'assalto aviotrasportato ucraino ha segnalato problemi di comunicazione sulla direzione di Huliaipole. La sera del 14 ottobre l'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha annunciato un ripristino parziale fino a 160 km/h; il 15 ottobre il Ministero della Difesa ucraino ha confermato la ripresa operativa, precisando che sta indagando sulle cause insieme a Usa, SpaceX e partner NATO. Un alto funzionario Usa ha dichiarato che Trump non ha effettuato tale richiesta; la Casa Bianca ha spiegato l'incidente come "malfunzionamento tecnico" senza chiarire se altri membri dell'amministrazione abbiano potuto emettere la direttiva. Elon Musk ha scritto su X che Starshield appartiene ed è controllato dal governo Usa e che ogni limite è deciso dai militari o dal presidente. Volodymyr Zelenskyy ha definito la misura un "grande errore" e una scelta politica, non tecnica. Il senatore repubblicano Tom Tillis ha annunciato un'indagine e un'istanza all'Ispettore generale del Pentagono.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sull'origine della restrizione. Reuters, citando due funzionari americani e uno occidentale anonimi, attribuisce la direttiva alla Casa Bianca verso il Dipartimento della Difesa, e un alto funzionario ucraino ha detto a Kyiv che la decisione è stata presa alla Casa Bianca. La Casa Bianca ha invece negato il proprio coinvolgimento, definendo l'episodio un "malfunzionamento tecnico", e Axios ha riportato che la Casa Bianca ha sostenuto di non controllare SpaceX. Un alto funzionario Usa ha dichiarato: "The President never made such a request," escludendo un ordine personale di Trump, ma nessuna fonte ha chiarito quale altro membro dell'amministrazione avrebbe emesso la direttiva. Alcune fonti ucraine descrivono inoltre SpaceX come l'autore unilaterale del limite introdotto nella notte. Resta inoltre aperta la questione della soglia di velocità: la maggior parte delle fonti indica 160 km/h, ma fonti ucraine del Ministero della Difesa riportano problemi già a 110-120 km/h.
Contesto
Starshield è la versione militare del servizio satellitare Starlink di SpaceX, sviluppata per clienti governativi e strutture di sicurezza nazionale, soprattutto il Dipartimento della Difesa Usa, che ne è il maggiore acquirente. Elon Musk ha dichiarato pubblicamente che i sistemi Starshield appartengono e sono controllati dal governo degli Stati Uniti e che eventuali limiti di velocità o utilizzo sono decisi dai militari Usa o dal presidente, non da SpaceX. Le nuove pressioni americane su Kiev sono coincise con l'aumento dei prezzi energetici e con le preoccupazioni dei repubblicani in vista delle elezioni di midterm di novembre. Secondo gli esperti, la causa principale della salita dei prezzi energetici sarebbe la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che ha provocato attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche e la quasi interruzione del transito nello strategico Stretto di Hormuz.