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Restrizioni Starlink/Starshield in Ucraina: il senatore Tillis chiede un'inchiesta al Pentagono, la Casa Bianca nega e Musk scarica la responsabilità sul governo Usa

Nella notte tra il 14 e il 15 ottobre SpaceX ha imposto limiti di velocità ai terminali Starlink e Starshield usati dai militari ucraini, senza preavviso, mandando in tilt diverse missioni di droni e di intercettazione. Il senatore repubblicano Tom Tillis ha annunciato una richiesta di inchiesta all'Ispettore generale del Pentagono, la Casa Bianca ha parlato di «guasto tecnico» e Elon Musk ha ribadito che Starshield è controllato dai militari e dal presidente degli Stati Uniti. Il Ministero della Difesa ucraino ha annunciato il 15 ottobre il ripristino del servizio Starshield in movimento.

Punti chiave

  • Nella notte del 14 ottobre SpaceX ha introdotto limiti di velocità per i terminali Starlink/Starshield delle Forze armate ucraine, senza preavviso; il Ministero della Difesa ucraino ha comunicato il 15 ottobre che il servizio Starshield in movimento è stato ripristinato.
  • Soglia indicata di perdita del segnale: 160 km/h secondo fonti del Ministero della Difesa ucraino e 161 km/h secondo lo stesso dicastero; una fonte ucraina citata da Politico ha riferito invece 100 km/h.
  • Il senatore repubblicano del North Carolina Tom Tillis ha annunciato che chiederà all'Ispettore generale del Dipartimento della Difesa Usa di indagare sulle restrizioni; ha detto di non aspettarsi trasparenza dal segretario alla Difesa Pete Hegseth.
  • La Casa Bianca ha negato il proprio coinvolgimento, definendo la situazione un «guasto tecnico» e affermando di non controllare SpaceX; fonti riportano l'intenzione dell'amministrazione Trump di contattare SpaceX.
  • Elon Musk ha dichiarato che Starshield è controllato dai militari e dal presidente degli Stati Uniti e che Starlink, servizio commerciale di SpaceX, è limitato all'uso civile o difensivo e non può essere impiegato per operazioni offensive.
  • Secondo Zelensky il problema non è tecnico ma «di volontà»: ha definito il rallentamento di Starlink un «grande errore» e ha detto di discuterne condivisione dei dati di intelligence e accesso a Starlink con il premier britannico Keir Starmer.
  • I militari ucraini riferiscono la perdita di diverse missioni, inclusi attacchi con droni a medio raggio e operazioni di intercettazione dei droni Shahed, con il 7° Corpo d'assalto aereo che segnala interruzioni delle comunicazioni sulla direttrice di Huljajpole.

Perché è importante

L'episodio colpisce direttamente la capacità operativa ucraina sul campo: secondo fonti militari e analisti come l'Institute for the Study of War, i limiti hanno interrotto diverse missioni di droni a medio raggio, ostacolato l'intercettazione dei droni Shahed e messo a rischio le linee logistiche, in un momento in cui le forniture di Starlink sono peraltro già rallentate. A livello politico, ha innescato uno scontro a Washington — con un senatore repubblicano che chiede un'inchiesta al Pentagono — e ha rinfocolato le tensioni fra l'amministrazione Trump e Kiev in concomitanza con la disputa sulle sanzioni al petrolio russo e sulle minacce di interrompere la condivisione di intelligence. Resta inoltre aperta la questione di fondo: chi controlla davvero Starshield, se davvero i militari e il presidente Usa o, come sostiene Musk, i suoi limiti dipendono dal governo federale, in contraddizione con la «non responsabilità» rivendicata dalla Casa Bianca.

Che cosa è successo

Nella notte tra il 14 e il 15 ottobre SpaceX ha introdotto limiti di velocità per i terminali Starlink e Starshield in uso alle Forze armate ucraine, senza preavviso. Il Ministero della Difesa ucraino, citando rapporti delle unità, ha comunicato il 15 ottobre che il servizio Starshield in movimento è stato ripristinato e che SpaceX mantiene il limite a 161 km/h, ma la qualità del collegamento è migliorata fino a 160 km/h. Le prime a segnalare il problema, la mattina del 14 ottobre, sono state il volontario ed ex consigliere del ministro della Difesa Serhiy Sternenko e il consigliere presidenziale per la tecnologia Serhiy «Flash» Beskrestnov. Il senatore repubblicano del North Carolina Tom Tillis ha annunciato su X che chiederà all'Ispettore generale del Dipartimento della Difesa Usa di indagare sulle restrizioni ai sistemi Starshield in Ucraina, affermando che non si aspetta trasparenza dal segretario alla Difesa Pete Hegseth e definendo l'accaduto «nel migliore dei casi un errore inaccettabile, nel peggiore una decisione deliberata di aprire la strada a un attacco russo». La Casa Bianca ha negato il proprio coinvolgimento, parlando di «guasto tecnico» e di non controllo su SpaceX, e fonti riportano l'intenzione dell'amministrazione Trump di contattare SpaceX per chiarire. Il CEO di SpaceX Elon Musk ha scritto su X che Starlink è un servizio commerciale di SpaceX limitato a usi civili o difensivi, non impiegabile per operazioni offensive, e che i sistemi Starshield sono controllati dai militari e dal presidente degli Stati Uniti; ha inoltre pubblicamente chiesto le dimissioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Zelensky ha definito il rallentamento un «grande errore» destinato a provocare vittime e, in un'intervista al Financial Times, ha detto che il problema non è tecnico ma «di volontà», ipotizzando un nesso con la crisi fra Usa e Ucraina legata alla revoca delle sanzioni sul petrolio russo e alle minacce americane di tagliare la condivisione di intelligence; ha annunciato che discuterà intelligence e Starlink con il premier britannico Keir Starmer. Sul piano operativo, militari ucraini hanno riferito a Politico la perdita di diverse missioni, inclusi attacchi con droni a medio raggio Hornet e operazioni di intercettazione; il 7° Corpo d'assalto aereo ha segnalato interruzioni delle comunicazioni sulla direttrice di Huljajpole; una fonte del Ministero della Difesa citata da NV ha confermato che il segnale viene perso sopra i 160 km/h.

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale — Politico, Financial Times, Axios, nonché analisi come quella dell'Institute for the Study of War — ha messo al centro lo scontro politico a Washington: un senatore repubblicano che chiede un'inchiesta dell'Ispettore generale del Pentagono, la Casa Bianca che respinge ogni responsabilità definendo la vicenda un «guasto tecnico», e le dichiarazioni di Elon Musk che attribuisce il controllo di Starshield al governo federale, in aperta contraddizione con la «non responsabilità» della Casa Bianca. Il Financial Times ha citato funzionari ucraini di alto rango secondo cui le restrizioni sono state introdotte senza preavviso nel cuore della notte, con interruzione di diverse missioni nelle prime ore del 14 ottobre, e ha riportato l'ipotesi di Zelensky che si sia trattato di un «segnale di avvertimento» da parte dell'amministrazione Trump, legato alla disputa sulle sanzioni al petrolio russo e alle presunte minacce Usa di interrompere la condivisione di intelligence. Le testate internazionali hanno inoltre raccolto le testimonianze anonime di ufficiali ucraini — uno dei quali ha paragonato l'impatto a «un bombardamento nucleare» sulle operazioni ucraine — e dato risalto alla chiamata di Musk alle dimissioni di Zelensky, alle critiche del ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski a Musk (la Polonia finanzia parte dell'accesso ucraino a Starlink) e al commento del commissario Ue alla Difesa Andrius Kubilius sull'aumento della pressione americana su Kiev. Le analisi dell'ISW segnalano che, poiché SpaceX ha geograficamente limitato l'accesso ucraino al territorio dell'Ucraina, i limiti di velocità non compromettono la capacità di colpire obiettivi profondi in Russia ma rischiano di avere conseguenze serie sull'intercettazione dei droni jet russi.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sulla soglia di velocità oltre la quale i terminali Starshield/Starlink hanno perso segnale: un ufficiale ucraino citato da Politico ha parlato di 100 km/h, mentre altre fonti ucraine e il Ministero della Difesa indicano circa 160 km/h, con il dicastero che cita un tetto mantenuto da SpaceX a 161 km/h. Una divergenza più politica riguarda l'attribuzione della responsabilità: la Casa Bianca parla di «guasto tecnico» e afferma di non controllare SpaceX, Elon Musk sostiene che Starshield è sotto il controllo dei militari e del presidente Usa, e i funzionari ucraini — insieme a Zelensky — tendono a interpretare l'episodio come un possibile «segnale di avvertimento» politico dell'amministrazione Trump piuttosto che come un malfunzionamento.

Contesto

L'Ucraina utilizza due sistemi satellitari collegati: lo Starlink commerciale di SpaceX, impiegato per comunicazioni, logistica e droni intercettori, e Starshield, il pacchetto militare che, secondo Musk, è controllato dai militari e dal presidente degli Stati Uniti. Nella notte del 14 ottobre SpaceX ha introdotto limiti di velocità per i terminali Starshield installati su piattaforme in movimento, senza preavviso alle Forze di difesa ucraine; il 15 ottobre il Ministero della Difesa ucraino ha annunciato che il servizio Starshield in movimento è stato ripristinato. L'episodio si inserisce in una più ampia disputa fra Usa e Ucraina innescata dalla decisione dell'amministrazione Trump di revocare le sanzioni sulle vendite di petrolio russo — criticata da Zelensky — e dalla successiva chiamata di Trump a eleggere un nuovo presidente ucraino. Nelle ore precedenti le restrizioni, le forze ucraine non avrebbero ricevuto il consueto preavviso americano di un attacco con missili balistici che in passato era stato fornito tramite la condivisione bilaterale di intelligence.