Starshield in Ucraina: Hegseth nega restrizioni Usa, WSJ incolpa Musk
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha negato il 20 ottobre che Washington abbia ordinato limiti all'uso di Starshield da parte dell'Ucraina. Il Wall Street Journal ha però scritto che la restrizione della velocità è stata disposta da Elon Musk. Ucraina, Wall Street Journal, The Telegraph, Reuters e funzionari americani forniscono versioni diverse su chi abbia dato l'ordine.
Punti chiave
- Il 14 ottobre è emerso che la velocità di Starlink/Starshield era stata limitata, compromettendo diverse missioni militari ucraine.
- Il Wall Street Journal ha riportato che Elon Musk ha ordinato la restrizione di Starshield per l'Ucraina.
- Il 20 ottobre il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha affermato che Washington non ha emanato alcun ordine di restrizione e che la politica Usa verso l'Ucraina non è cambiata.
- Il 17 ottobre il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che il pacchetto militare Starshield non è attualmente disponibile in Ucraina e ha negato un coinvolgimento della Casa Bianca.
- Il 17 ottobre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto a Elon Musk di ripristinare il servizio, definendo il rallentamento «un grande errore».
- Il 19 ottobre Zelensky ha riferito che le attrezzature ucraine che usano Starlink smettono di funzionare a velocità tra 130 e 161 km/h su vari tratti del fronte.
- Il contratto Starshield è in vigore fino ad aprile 2027 ed è pagato dalla Germania.
Perché è importante
Le reti Starlink e Starshield sono usate dalle forze ucraine per le comunicazioni in prima linea e per il controllo dei droni, quindi un limite di velocità colpisce direttamente le operazioni militari. I droni intercettori più veloci cessano di funzionare una volta superata la soglia segnalata, riducendo la capacità ucraina di contrastare i droni d'attacco russi. La disputa sull'attribuzione dell'ordine di restrizione, unita alle notizie ucraine su ritardi nelle forniture militari e sull'incertezza sui trasferimenti di intercettori Patriot, indica una fase di attrito nel coordinamento tra Washington e Kyiv.
Che cosa è successo
Il 14 ottobre è diventato pubblico che la velocità di Starlink/Starshield era stata limitata in Ucraina, tanto da compromettere diverse missioni militari; una fonte del Ministero della Difesa ucraino ha riferito che il taglio scatta oltre i 160 km/h. Il Wall Street Journal ha scritto, citando funzionari americani anonimi, che Elon Musk ha ordinato la restrizione di Starshield per l'Ucraina. The Telegraph ha riferito che Musk ha proposto l'idea e che Donald Trump l'avrebbe approvata. Reuters, citando proprie fonti, ha attribuito l'ordine alla Casa Bianca. Elon Musk ha scritto su X che le restrizioni dipendono dai militari Usa e dal presidente. Trump ha detto che la decisione non è stata sua e di non credere che sia stata di Musk. Il 17 ottobre il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che il pacchetto militare Starshield non è al momento disponibile in Ucraina e ha negato un coinvolgimento della Casa Bianca. Lo stesso giorno il consigliere presidenziale ucraino Serhii Beskrestnov ha detto che l'Ucraina sta negoziando con SpaceX, il Pentagono e il governo Usa per revocare la restrizione. Il 18 ottobre Zelensky ha detto alla NBC che il segnale di limitare Starlink/Starshield è arrivato dal governo Usa. Il 19 ottobre Zelensky, citando il comandante in capo Mykhailo Drapatyi, ha scritto che i dispositivi ucraini che usano Starlink smettono di funzionare a velocità tra 130 e 161 km/h. Il 20 ottobre il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha negato che Washington abbia emanato ordini di restrizione e ha detto che la politica Usa verso l'Ucraina non è cambiata.
Come la raccontano le fonti internazionali
La stampa internazionale, soprattutto i circuiti anglofoni e tedeschi, si concentra sull'attribuzione della decisione: WSJ e The Telegraph puntano il dito contro Musk, Reuters cita fonti interne che indicano la Casa Bianca, e Musk stesso incolpa i militari Usa e il presidente. Le stesse fonti riferiscono le negazioni pubbliche di Trump, Hegseth e Rubio, che escludono un ordine del governo americano. Le testate internazionali segnalano inoltre la ricostruzione secondo cui SpaceX e la Casa Bianca hanno coordinato la comunicazione pubblica dopo la diffusione della notizia, e raccontano le dichiarazioni di Hegseth sulla scarsità di missili Patriot e sullo stop a un significativo lotto di intercettori destinati all'Ucraina.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono su chi abbia ordinato la restrizione di Starshield: WSJ e The Telegraph indicano Musk come promotore, con il possibile assenso di Trump; Reuters, citando insider, attribuisce l'ordine alla Casa Bianca; Musk stesso ha detto che la decisione spetta ai militari e al presidente Usa; Trump, Hegseth e Rubio hanno pubblicamente negato un ordine del governo americano; Zelensky ha detto che il segnale è arrivato dal governo Usa. Le fonti divergono anche sullo stato del servizio: una fonte del Ministero della Difata ucraino ha detto a Radio Svoboda che Starshield in movimento è stato ripristinato il 15 ottobre, Rubio ha detto che il sistema aveva ripreso a funzionare attorno al 17 ottobre, ma il 19 ottobre Zelensky ha riferito che i dispositivi Starlink continuano a fermarsi a 130–161 km/h.
Contesto
L'Ucraina utilizza sia il servizio civile Starlink sia quello militare Starshield per le comunicazioni di prima linea e le operazioni con i droni. Il 14 ottobre è emerso un limite di velocità sul pacchetto Starshield che ha compromesso diverse missioni. Il 15 ottobre il Wall Street Journal ha riportato che Zelensky era pronto a firmare un'intesa con gli Usa per estendere la copertura di Starlink di circa 300 km nel territorio russo in cambio di una pausa di 100 giorni agli attacchi contro le raffinerie russe, proposta avanzata dai senatori Roger Wicker e Kevin Cramer. Il contratto Starshield è in vigore fino ad aprile 2027 ed è pagato dalla Germania.