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Il presidente finlandese Stubb chiede a Musk di estendere Starlink per colpire i lanciamissili russi

Il presidente della Finlandia Alexander Stubb ha dichiarato in un'intervista a Reuters di aver chiesto a Elon Musk, proprietario di SpaceX, di estendere la copertura internet satellitare di Starlink all'Ucraina — incluse le aree in Russia e nei territori ucraini occupati dove si trovano i lanciamissili balistici russi — in modo che Kiev possa colpire queste installazioni. Stubb ha definito la richiesta una questione strategica che, a suo dire, salverebbe vite. Ha elencato tre priorità per l'Ucraina in vista dell'inverno: difesa aerea, infrastrutture energetiche e fondi, e ha auspicato un cessate il fuoco incondizionato in linea con quanto ribadito da Donald Trump all'Assemblea generale dell'ONU.

Punti chiave

  • Il presidente finlandese Alexander Stubb ha dichiarato a Reuters di aver chiesto a Elon Musk di estendere la copertura Starlink all'Ucraina, comprese le aree in Russia e nei territori occupati dove si trovano i lanciamissili balistici russi.
  • Stubb ha motivato la richiesta come «strategica, perché salverà vite».
  • Per l'inverno, Stubb ha indicato tre necessità per l'Ucraina: difesa aerea (con Starlink che potrebbe svolgere in parte questo ruolo), infrastrutture energetiche e fondi.
  • Stubb ha detto di non vedere la fine della guerra prima dell'inverno e che gli alleati stanno preparando un pacchetto di aiuti per la stagione fredda.
  • Stubb ha accolto con favore la ripresa a agosto dei colloqui di pace russo-ucraini sotto mediazione USA, dopo le visite di inviati americani a Mosca e Kiev.
  • Stubb ha definito la soluzione più semplice un cessate il fuoco incondizionato, come ribadito da Trump all'ONU, seguito da negoziati su sicurezza, territorio, ricostruzione e compensazioni.
  • Secondo media citati, il 28 luglio Zelensky aveva chiesto a Trump di intercedere con Musk per l'uso di Starlink in territorio russo; il Financial Times ha riferito che Kiev cerca di limitare l'uso dei droni a 200 km dal confine.

Perché è importante

Starlink è una componente vitale delle comunicazioni militari ucraine, inclusa la gestione dei droni, e la geografia in cui il servizio è attivo è quindi una questione strategica. La richiesta del presidente finlandese inserisce il dibattito sull'uso di Starlink oltre i confini ucraini nell'agenda diplomatica della settimana dell'Assemblea generale ONU, dove Stubb ha rilasciato l'intervista.

Che cosa è successo

Il presidente della Finlandia Alexander Stubb ha detto a Reuters, a New York durante la settimana dell'Assemblea generale dell'ONU, di aver chiesto a Elon Musk di estendere la copertura internet satellitare di Starlink all'Ucraina in modo da poter colpire i lanciamissili balistici russi. Stubb ha precisato che la copertura dovrebbe includere le aree in Russia e nei territori ucraini occupati dove si trovano questi lanciatori, motivando la richiesta come strategica e finalizzata a salvare vite. Ha indicato tre priorità per l'Ucraina in vista dell'inverno — difesa aerea (con Starlink che potrebbe in parte servire a questo scopo), infrastrutture energetiche e fondi — e ha detto che gli alleati stanno preparando un pacchetto di aiuti invernali perché non vede la guerra finire prima dell'inverno. Ha accolto con favore la ripresa a agosto dei colloqui di pace russo-ucraini sotto mediazione USA, citando le visite di inviati americani a Mosca e Kiev, e ha definito la soluzione più semplice un cessate il fuoco incondizionato — come ribadito da Donald Trump all'ONU — seguito da negoziati su sicurezza, territorio, ricostruzione e compensazioni. Stubb ha inoltre evocato l'ipotesi di congelare il conflitto lungo la linea di contatto con una zona cuscinetto di 30 chilometri a est e ovest, o un cessate il fuoco parziale sulle infrastrutture energetiche e di esportazione di grano.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutti gli articoli forniti provengono da media e agenzie ucraine. La copertura inquadra la richiesta di Stubb in chiave solidale e focalizzata sulla sicurezza, sottolineando la carenza acuta di sistemi di difesa aerea in Ucraina in vista dell'inverno e riprendendo l'argomento di Stubb secondo cui l'estensione di Starlink «salverebbe vite». Le testate ucraine collegano l'appello al più ampio negoziato diplomatico in corso, compresi i precedenti tentativi di Zelensky di ottenere da Trump un'analoga mediazione con Musk e le trattative riferite dall'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov.

Dove le versioni divergono

Le fonti riportano in modi diversi la posizione di Musk e Trump sull'uso di Starlink oltre i confini ucraini. Una versione, attribuita a funzionari vicini all'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, riferisce che Musk non sarebbe contrario in linea di principio ma considera la decisione politica e di competenza dell'amministrazione USA. Un'altra versione, sempre citata come fonte Financial Times, riporta invece che Trump non avrebbe sostenuto la richiesta durante l'incontro di luglio e avrebbe rifiutato di sollecitare Musk. Una terza versione, basata sulle parole di Zelensky, racconta che Trump avrebbe detto a Zelensky di «parlarne con Elon» e che Trump avrebbe accusato Zelensky di averlo «ingannato» sostenendo che Musk avesse già dato il via libera.

Contesto

Starlink è stato attivato sull'Ucraina da Musk poco dopo l'inizio dell'invasione russa su larga scala nel 2022 ed è diventato un elemento cruciale per le comunicazioni militari ucraine, incluso il controllo dei droni. Il servizio non opera sul territorio russo, ma funzionari ucraini ritengono che la sua attivazione sul territorio russo per esigenze ucraine consentirebbe di colpire i lanciamissili balistici mobili situati a diverse centinaia di chilometri dal confine. All'inizio del 2025 Musk ha risposto a una richiesta dell'allora ministro della Difesa Fedorov sull'uso di Starlink sui droni d'attacco russi, e il 5 febbraio i terminali Starlink in mano ai russi hanno smesso di funzionare su larga scala. Nel marzo 2025 Musk ha dichiarato che non avrebbe mai disattivato Starlink per l'esercito ucraino, anche se non condivide la politica ucraina, dopo aver detto in precedenza che il fronte ucraino sarebbe crollato se lo avesse fatto.