Corte russo condanna a 15-19 anni sei membri del gruppo Bakhchysarai
Un tribunale russo ha condannato a 15-19 anni di prigione sei partecipanti al quinto gruppo di Bakhchysarai del caso Hizb ut-Tahrir. I sei accusati, tutti tatari di Crimea, avevano arrestato nel 2023 e contestano la natura terroristica e politica del caso.
Punti chiave
- Sei partecipanti sono stati condannati a pene comprese tra 15 e 19 anni.
- Gli accusati sono Remzi Nimetulaiev, Ametkhan Umierov, Ruslan Asanov, Eldar Yakubov, Seidamet Mustafaiev e Abdulmedzhit Sejtumerov.
- Ruslan Asanov ha ricevuto la pena massima: 19 anni in una colonia penale ad alta sicurezza, con 4 anni da scontare in carcere.
- Remzi Nimetulaiev è stato condannato a 18 anni.
- Seidamet Mustafaiev, Ametkhan Umierov, Eldar Yakubov e Abdulmedzhit Sejtumerov sono stati condannati a 15 anni ciascuno, di cui 4 in carcere.
- Gli accusati hanno partecipato al processo in videoconferenza.
- Cinque accusati hanno pronunciato dichiarazioni finali; Remzi Nimetulaiev si è rifiutato di farlo.
Perché è importante
La sentenza impone pesanti condanne a sei tatari di Crimea arrestati nel 2023 nell'ambito di un'operazione di sicurezza collegata a Hizb ut-Tahrir, organizzazione bandita in Russia. Gli accusati negano le accuse di terrorismo e di preparazione di una presa di potere violenta, sostenendo che il caso sia fabbricato e politicamente motivato.
Che cosa è successo
Il 24 agosto 2023 le forze di sicurezza russe fecero perquisisizioni nelle case di sei tatari di Crimea a Bakhchysarai e nel distretto circostante. Gli ufficiali dell'FSB arrestarono Remzi Nimetulaiev, Ruslan Asanov, Seidamet Mustafaiev, Ametkhan Umierov, Eldar Yakubov e Abdulmedzhit Sejtumerov, che vennero accusati di partecipare alle attività di Hizb ut-Tahrir, organizzazione bandita in Russia. Il successivo processo si è svolto con la partecipazione degli accusati in videoconferenza. Un tribunale russo li ha poi condannati a pene detentive comprese tra 15 e 19 anni.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina identifica gli accusati come tatari di Crimea e sottolinea i precedenti arresti e le perquisizioni effettuate in Crimea. I resoconti ucraini mettono in primo piano il rifiuto, da parte degli accusati, delle accuse di terrorismo e di preparazione di una presa di potere violenta.
Come la raccontano le fonti internazionali
La copertura rivolta al pubblico internazionale evidenzia la condanna e la lunghezza delle pene, oltre ai dettagli sulla colonia penale e sulla parte delle sentenze da scontare in carcere.
Contesto
Le perquisizioni nelle case di Bakhchysarai e del suo distretto precedettero l'arresto di sei tatari di Crimea. Gli accusati furono incriminati per la partecipazione a Hizb ut-Tahrir, considerata vietata in Russia. Cinque di loro hanno pronunciato dichiarazioni finali prima del verdetto; Remzi Nimetulaiev ha dichiarato di non voler farlo.