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Ucraina colpisce il «Combinato Kamenskij»: quattro capannoni danneggiati

Nella notte del 31 ottobre le forze ucraine hanno attaccato l'impresa industriale-militare russa «Combinato Kamenskij» a Kamensk-Shakhtynski, nella regione di Rostov. Il raid, effettuato con droni d'attacco e missili «Neptune», ha danneggiato quattro capannoni produttivi e provocato un incendio in un magazzino di prodotti finiti.

Punti chiave

  • Il 31 ottobre l'Ucraina ha colpito il «Combinato Kamenskij» nella regione di Rostov.
  • L'attacco ha utilizzato droni d'attacco e complessi missilistici costieri «Neptune» della Marina ucraina.
  • Quattro capannoni produttivi sono stati danneggiati.
  • Nel magazzino di prodotti finiti si è sviluppato un incendio.
  • L'impresa produce propellente solido per i lanciarazzi multipli «Uragan», «Smerč» e «Tornado-S».
  • Le forze ucraine hanno dichiarato di aver colpito anche quattro depositi logistici dell'esercito russo.
  • Minsudefa russo ha dichiarato la distruzione di 433 droni ucraini, senza confermare il danno al combinato.

Perché è importante

Il «Combinato Kamenskij» produce propellente solido per i sistemi lanciarazzi multipli «Uragan», «Smerč» e «Tornado-S», oltre che per altri missili e armamenti aeronautici. Lo Stato Maggiore ucraino sostiene che colpire questa capacità riduce la possibilità per la Russia di usare tali sistemi contro gli insediamenti ucraini. I danni a quattro capannoni produttivi e l'incendio nel magazzino di prodotti finiti можrebbero compromettere temporaneamente la produzione, sebbene la portata dell'effetto non sia stata quantificata.

Che cosa è successo

Nella notte del 31 ottobre le forze ucraine hanno colpito il «Combinato Kamenskij» a Kamensk-Shakhtynski, nella regione di Rostov, usando droni d'attacco e missili «Neptune». Dopo l'attacco quattro capannoni produttivi risultavano danneggiati e sul magazzino di prodotti finiti si è sviluppato un incendio. Увечері le forze ucraine hanno inoltre dichiarato di aver colpito quattro depositi di materiali e attrezzature dell'esercito russo nei distretti di Khartsyzsk e Dokuchaievsk nella regione di Donetsk, a Novovasylivka nella regione di Zaporizhzhia e a Novoaidar nella regione di Luhansk.

Come la raccontano le fonti ucraine

La narrazione ucraina mette al centro il ruolo militare del combinato e sostiene che l'attacco faccia parte di una serie di azioni sistematiche contro об'єкți che incidono sul potenziale militare-economico russo. I rapporti ucraini sottolineano i mezzi impiegati, i danni ai quattro capannoni, l'incendio del magazzino e la fornitura di propellente per i lanciarazzi multipli utilizzati contro gli insediamenti ucraini. La cornice di legittimità fa riferimento al diritto ucraino alla difesa, garantito dall'articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le informazioni disponibili indicano che la conferma dei danni si basa sulle dichiarazioni ucraine. La Russia non ha comunicato nelle fonti riportate né l'uccisione del combinato né i danni ai quattro depositi logistici. Il ministero della Difesa russo ha invece dichiarato di aver abbattuto 433 droni ucraini, compresi quelli sopra la regione di Rostov, senza confermare nel materiale fornito i danni al combinato.

Dove le versioni divergono

La principale divergenza riguarda la portata degli attacchi e dei relativi danni. Lo Stato Maggiore ucraino повідомляє про чотири пошкоджені виробничі цехи, пожежу на складі готової продукції та чотири уражені склади матеріально-технічних засобів. L'informazione disponibile indica che la parte russa non ha comunicato про questi danni. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato la distruzione di 433 droni ucraini, mentre il Generale Staff ha descritto l'uso di droni d'attacco e missili «Neptune» per colpire il combinato.

Contesto

L'attacco è avvenuto nella notte del 31 ottobre con droni d'attacco e missili «Neptune». Nello stesso periodo sono stati segnalati attacchi al petrolchimico «Bašneft-Novoil» a Ufa e al petrolchimico di Novokuibyshevsk nella regione di Samara. Lo Stato Maggiore ucraino ha descritto gli attacchi a obiettivi industriali-militari ed energetici russi come parte di un'azione sistematica sul potenziale militare-economico della Russia, fondata sul diritto all'autodifesa previsto dall'articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite.