Zelensky: oltre 120 religiosi uccisi e circa 800 edifici sacri danneggiati in Ucraina
Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che le forze russe hanno ucciso circa 120 rappresentanti del clero e di organizzazioni religiose in Ucraina durante la guerra. Secondo Zelensky, circa 800 edifici religiosi sono stati distrutti o danneggiati e gli attacchi non sono stati casuali, ma mirati.
Punti chiave
- Circa 120 rappresentanti del clero e di organizzazioni religiose sono stati uccisi durante la guerra in Ucraina
- Zelensky ha descritto gli attacchi a persone e istituzioni religiose come deliberati
- Circa 800 edifici religiosi sono stati distrutti o danneggiati
- Le forze russe hanno attaccato edifici religiosi con droni, missili alati e missili balistici
- Tra gli edifici colpiti vi sono santuari vecchi di migliaia di anni
- Entro fine agosto erano stati danneggiati o distrutti 2.138 siti del patrimonio culturale, di cui 47 completamente distrutti
- Sono stati danneggiati 2.640 istituzioni culturali, di cui 569 completamente distrutte
Perché è importante
Il bilancio attribuito a Zelensky collega gli attacchi contro il clero e le istituzioni religiose al più ampio danneggiamento del patrimonio culturale e delle infrastrutture ucraine. La presentazione degli attacchi come deliberati evidenzia una dimensione della guerra che coinvolge sia persone sia luoghi di culto. Molti edifici colpiti, alcuni dei quali vecchi di migliaia di anni, non possono essere completamente recuperati mediante normali restauri.
Che cosa è successo
Volodymyr Zelensky ha riferito che le forze russe hanno ucciso circa 120 rappresentanti del clero e di organizzazioni religiose in Ucraina. Ha descritto gli attacchi come un'azione deliberata contro persone, chiese e altre istituzioni religiose, non come un effetto casuale delle operazioni militari. Circa 800 edifici religiosi sono stati distrutti o danneggiati, mentre l'esercito russo ha impiegato droni, missili alati e missili balistici. Secondo Zelensky, i danni hanno riguardato anche santuari con una storia di migliaia di anni e hanno provocato la perdita di una parte del patrimonio, della storia, dell'arte e dell'architettura ucraini.
Come la raccontano le fonti ucraine
I media ucraini mettono al centro il racconto di Zelensky su attacchi deliberati contro clero, chiese e istituzioni religiose, evidenziando le circa 120 morti e il danneggiamento o la distruzione di circa 800 edifici sacri. I resoconti sottolineano l'uso di droni, missili alati e missili balistici e presentano i danni come una perdita del patrimonio, della storia, dell'arte e dell'architettura ucraini. Le fonti ucraine forniscono inoltre i dati più ampi del Ministero della Cultura su siti del patrimonio culturale e istituzioni culturali, ricordando che la contabilità nei territori occupati è incompleta.
Contesto
Il Ministero della Cultura ucraino ha comunicato che, entro la fine di agosto, 2.138 siti del patrimonio culturale erano stati danneggiati o distrutti, di cui 47 completamente distrutti. Sono stati inoltre danneggiati 2.640 istituzioni culturali, tra cui club, biblioteche, musei, teatri e scuole d'arte; 569 sono state completamente distrutte. Il ministero ha avvertito che le dimensioni reali dei danni potrebbero essere maggiori, perché sui territori temporaneamente occupati non è possibile condurre un conteggio preciso.