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Droni russi a reazione raggiungono Lviv e Lutsk da 820–880 km, tre feriti in Ucraina occidentale

Negli ultimi giorni la Russia ha lanciato diverse decine di droni a reazione Geran-4 dalla Crimea occupata verso l'Ucraina occidentale, percorrendo rotte di 820–880 km attraverso l'Oblast di Odessa e lungo il confine con la Moldavia. Le difese aeree ucraine hanno abbattuto due droni sull'Oblast di Leopoli il 13 ottobre, mentre detriti hanno danneggiato abitazioni, auto e il centro ricreativo Adrenalin City a Lutsk; tre persone sono rimaste ferite nel villaggio di Malekhiv.

Punti chiave

  • Diversi decine di droni a reazione Geran-4 lanciati dalla Crimea occupata verso l'Ucraina occidentale negli ultimi giorni.
  • Quattro droni hanno raggiunto Leopoli percorrendo 820 km; altri hanno raggiunto Lutsk a circa 880 km.
  • Velocità di crociera 320–380 km/h e altitudine di 5–6 km durante la rotta, secondo il consigliere presidenziale Serhiy Beskrestnov (Flash).
  • Il 13 ottobre le difese aeree hanno abbattuto due droni sull'Oblast di Leopoli; detriti hanno distrutto o danneggiato abitazioni e bruciato auto a Murovane e Malekhiv.
  • Tre feriti nell'attacco diurno a Malekhiv; detriti di un drone russo sono caduti nell'area del centro ricreativo Adrenalin City a Lutsk senza vittime.
  • Flash ha indicato che l'autonomia del Geran-4 è risultata maggiore del previsto e che la Russia sta studiando attacchi all'Ucraina occidentale da più direzioni.
  • Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che le forze ucraine abbattono circa il 55% dei droni a reazione, contro oltre il 90% degli Shahed convenzionali.

Perché è importante

I droni a reazione lanciati dalla Crimea hanno dimostrato di poter colpire città ucraine occidentali a più di 800 km, ampliando la gamma di obiettivi potenziali. Il tasso di intercettazione riportato dal presidente Zelensky — circa il 55% per i droni a reazione contro oltre il 90% per gli Shahed convenzionali — indica una capacità di contrasto più bassa contro i bersagli più veloci. L'Ucraina sta aumentando la produzione di droni intercettori in risposta a questa minaccia.

Che cosa è successo

Negli ultimi giorni la Russia ha lanciato diverse decine di droni a reazione Geran-4 dalla Crimea temporaneamente occupata verso le regioni occidentali dell'Ucraina, secondo il consigliere presidenziale ucraino Serhiy Beskrestnov, noto con il nominativo Flash. I droni hanno seguito una rotta attraverso l'Oblast di Odessa e lungo il confine con la Moldavia, volando a un'altitudine di 5–6 km e a una velocità di crociera media di 320–380 km/h. Quattro droni hanno raggiunto direttamente Leopoli, percorrendo 820 km, mentre diversi altri hanno proseguito fino a Lutsk, a circa 880 km. Beskrestnov ha osservato che l'autonomia del Geran-4 è risultata maggiore del previsto e ha ipotizzato che i russi possano aver diminuito la testata per aumentare il carburante, pur precisando che questa versione richiede conferma. La mattina del 13 ottobre le difese aeree hanno abbattuto due droni sull'Oblast di Leopoli — uno sopra la città senza conseguenze, l'altro sopra il villaggio di Murovane, dove i detriti hanno distrutto due abitazioni e danneggiato altre sette, e tre auto sono bruciate. Più tardi nella giornata, un drone danneggiato è caduto nel villaggio di Malekhiv, dove i detriti hanno parzialmente distrutto due abitazioni e un garage e distrutto tre auto; tre persone sono rimaste ferite. A Lutsk, detriti di un drone russo sono caduti nell'area del centro ricreativo Adrenalin City, senza vittime né feriti.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine differiscono sull'ortografia del villaggio in cui è caduto il secondo drone abbattuto sull'Oblast di Leopoli — alcune riportano 'Murovane', altre 'Muravane' — e sulla portata dei danni materiali nell'area. Sul dato di autonomia, un articolo sottolinea che la portata del Geran-4 è risultata maggiore del previsto, mentre altri inquadrano il fenomeno nel contesto più ampio della Russia che testa i droni a reazione contro le regioni occidentali e ricordano il record di 960 km registrato il 28 agosto.

Contesto

Ad agosto un drone russo a reazione lanciato dalla Crimea occupata raggiungeva per la prima volta la parte occidentale dell'Ucraina, su una rotta di circa 850–920 km considerando le manovre. Il 28 agosto è stato registrato un nuovo record di autonomia di 960 km dal punto di lancio. Nella notte dell'11 ottobre la Russia ha attaccato l'Ucraina con 116 droni d'attacco, di cui 95 a reazione.