Undici bambini, tra cui un neonato, riportati a casa dall'occupazione russa nella regione di Kherson
Undici bambini — sette maschi e quattro femmine, di età compresa tra 1 anno e 4 mesi e 17 anni — sono stati riportati dalla parte temporaneamente occupata della regione di Kherson al territorio controllato dall'Ucraina. Lo ha annunciato il capo dell'amministrazione militare regionale di Kherson, Oleksandr Prokudin. L'operazione è stata condotta con il supporto dell'organizzazione benefica Save Ukraine nell'ambito dell'iniziativa presidenziale Bring Kids Back UA. Dall'inizio del 2026, 219 bambini sono stati riportati dalla sola regione di Kherson.
Punti chiave
- 11 bambini riportati dall'occupazione a Kherson, tra cui 7 maschi e 4 femmine, di età tra 1 anno e 4 mesi e 17 anni.
- Operazione condotta con la ong Save Ukraine nell'ambito dell'iniziativa presidenziale Bring Kids Back UA.
- Annuncio del capo dell'amministrazione militare regionale di Kherson, Oleksandr Prokudin.
- Tutti i 11 bambini sono ora in territorio controllato dall'Ucraina, al sicuro e sotto assistenza.
- Dall'inizio del 2026 sono 219 i bambini riportati dalla sola regione di Kherson.
- Un ragazzo di 16 anni ha riferito di essere sopravvissuto a un attacco armato di militari russi nella propria casa.
- Nella scuola di occupazione i bambini erano costretti a imparare l'uso delle armi e dei droni da combattimento e a realizzare cartoline per i soldati russi.
Perché è importante
Il ritorno di questi undici bambini si inserisce in uno sforzo più ampio dell'Ucraina per riportare a casa i minori che, secondo Kyiv e organismi internazionali, sarebbero stati deportati o soggetti a indottrinamento e militarizzazione in territorio occupato. Le testimonianze raccolte durante l'operazione — bambini costretti all'addestramento militare, un 17enne messo sotto registro militare, una famiglia minacciata con il trasferimento di una bambina di otto anni in un orfanotrofio — descrivono un sistema di pressioni sistematiche che va oltre la semplice istruzione. Si tratta di accuse al centro di un mandato di arresto della Corte penale internazionale emesso nel marzo 2023 contro Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova, e di recenti sanzioni britanniche e americane.
Che cosa è successo
L'11 ottobre il capo dell'amministrazione militare regionale di Kherson, Oleksandr Prokudin, ha annunciato il ritorno di undici bambini dalla parte temporaneamente occupata della regione al territorio controllato dall'Ucraina. Il gruppo comprende sette maschi e quattro femmine, con un'età che va da 1 anno e 4 mesi a 17 anni. L'operazione è stata realizzata con il supporto dell'organizzazione benefica Save Ukraine nell'ambito dell'iniziativa presidenziale Bring Kids Back UA. Tutti i bambini si trovano ora in territorio controllato da Kyiv, in condizioni di sicurezza e stanno ricevendo l'assistenza necessaria, compreso il supporto psicologico e il ripristino dei documenti. Tra le testimonianze raccolte: un ragazzo di 16 anni ha raccontato di essere sopravvissuto a un attacco armato di soldati russi nella propria casa e di essere stato costretto, insieme ad altri bambini, a imparare l'uso delle armi e dei droni da combattimento nella scuola di occupazione; un 17enne è stato obbligato sotto minaccia a frequentare la scuola russa ed è poi stato iscritto al registro militare, mentre la sua famiglia ha subito perquisizioni armate regolari; la famiglia di una bambina di otto anni è stata minacciata con il suo trasferimento in un orfanotrofio se non avesse studiato secondo il programma russo. Nella scuola i bambini venivano anche coinvolti in attività propagandistiche, come la realizzazione di cartoline di auguri per i militari russi. Dall'inizio del 2026, sono 219 i bambini riportati dalla sola regione di Kherson.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte le fonti che hanno riportato la notizia sono ucraine e inquadrano l'evento come un'operazione di riportare a casa bambini sottratti all'occupazione russa. Le testate sottolineano la cornice istituzionale — il coinvolgimento della ong Save Ukraine e dell'iniziativa presidenziale Bring Kids Back UA — e pongono l'accento sui più piccoli, a partire dal neonato di 1 anno e 4 mesi, per dare misura umana al ritorno. Ampio spazio è dato alle testimonianze dei minori su violenze, indottrinamento e militarizzazione subiti nelle scuole di occupazione, presentate come prova del sistema di pressione sistematico esercitato dalla Russia sui bambini ucraini.
Dove le versioni divergono
Le stime sul numero totale di bambini ucraini deportati dalla Russia divergono: la piattaforma Bring Kids Back cita oltre 20.000 bambini deportati dall'inizio dell'invasione su larga scala, mentre dati ufficiali ucraini riportati da un articolo parlano di oltre 200.000 bambini deportati in Russia dal 24 febbraio 2022. Anche il numero di bambini già tornati varia leggermente tra le fonti: oltre 2.500 a settembre 2026, più di 2.600 attraverso l'iniziativa Bring Kids Back UA, e 2.665 secondo i dati verificati ucraini all'8 ottobre. La cifra russa di circa 700.000 bambini ucraini "registrati in Russia", alcuni dei quali dati in adozione a famiglie russe, non è confermata dalle fonti ucraine e si pone in netta contrapposizione con le stime di Kyiv.
Contesto
Nel marzo 2023 la Corte penale internazionale dell'Aia ha emesso un mandato d'arresto contro Vladimir Putin e la commissaria russa per i diritti dei bambini Maria Lvova-Belova con l'accusa di deportazione illegale di bambini ucraini. Nel luglio 2023 l'Ufficio del procuratore generale ucraino ha aperto un'indagine sul ruolo della Croce Rossa bielorussa nelle deportazioni. Nel maggio 2026 il Regno Unito ha sanzionato 85 cittadini russi, 29 dei quali coinvolti nella deportazione forzata, nell'indottrinamento ideologico e nella militarizzazione dei bambini ucraini, insieme al campo "Songdowon" in Corea del Nord. Nel settembre 2026 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato una legge che amplia le sanzioni americane legate alla deportazione forzata di bambini ucraini.