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L'UE sanziona 10 persone e 17 organizzazioni legate alla deportazione di bambini ucraini

Il 28 settembre il Consiglio dell'Unione europea ha adottato sanzioni contro 10 persone fisiche e 17 organizzazioni coinvolte nella deportazione sistematica e nel trasferimento forzato di bambini ucraini verso la Russia e all'interno dei territori temporaneamente occupati, nonché nella loro assimilazione forzata tramite indottrinamento ideologico ed educazione militarizzata. Tra i soggetti sanzionati figurano il presidente della Repubblica del Tatarstan Rustam Minnikhanov, funzionari dell'occupazione nei settori dell'istruzione e dello sport, campi per bambini in Russia e nei territori occupati e il campo nordcoreano Songdowon.

Punti chiave

  • Il 28 settembre il Consiglio dell'UE ha varato sanzioni contro 10 persone e 17 organizzazioni
  • Le misure mirano ai responsabili della deportazione sistematica e del trasferimento forzato di bambini ucraini in Russia e nei territori occupati
  • Tra i sanzionati il presidente del Tatarstan Rustam Minnikhanov, il «ministro dello sport e del turismo» della autoproclamata «Repubblica popolare di Donetsk», ministri e viceministri dell'Istruzione di territori occupati e direttori di campi e scuole
  • Sanzionati anche il Comitato per il turismo della città di Mosca, due aziende russe di svago e turismo per bambini e campi/sportivi in Russia e nei territori occupati
  • Incluso il campo statale nordcoreano Songdowon, accusato di programmi con la Russia per trasferire bambini dai territori occupati e diffondere narrazioni pro-Russia
  • Le persone sanzionate sono soggette a congelamento dei beni, divieto di ricevere fondi dall'UE e divieto di ingresso o transito nel territorio UE
  • Il 22 settembre il Consiglio dell'UE aveva prorogato di 36 mesi il quadro sanzionatorio, ma ha nel contempo cancellato gli oligarchi russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman

Perché è importante

Le nuove misure ampliano le sanzioni UE contro i responsabili della deportazione e dell'assimilazione forzata dei bambini ucraini e includono per la prima volta un'istituzione statale nordcoreana. Collegano esplicitamente le sanzioni non solo al trasferimento fisico ma anche all'indottrinamento ideologico e all'educazione militarizzata. Le decisioni arrivano pochi giorni dopo la proroga di 36 mesi del quadro sanzionatorio di base decisa il 22 settembre, nella quale però sono stati cancellati gli oligarchi russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman.

Che cosa è successo

Il 28 settembre il Consiglio dell'Unione europea ha adottato una decisione che aggiunge 10 persone e 17 organizzazioni all'elenco delle sanzioni per azioni che minano o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. Il pacchetto è esplicitamente rivolto contro i responsabili della deportazione illegale sistematica e del trasferimento forzato di bambini ucraini verso la Federazione Russa e all'interno dei territori temporaneamente occupati, nonché contro i responsabili della loro assimilazione forzata, compresi l'indottrinamento ideologico e l'educazione militarizzata.

Tra le persone sanzionate figurano il presidente della Repubblica del Tatarstan, Rustam Minnikhanov, per aver agevolato la deportazione illegale di bambini ucraini verso campi situati nella sua regione, il «ministro dello sport e del turismo» della autoproclamata «Repubblica popolare di Donetsk», i ministri e i viceministri dell'Istruzione e della scienza di alcuni territori occupati, e i direttori di campi per bambini e scuole in quei territori.

Tra le organizzazioni figurano il Comitato per il turismo della città di Mosca, due aziende russe che operano nel settore della ricreazione, del turismo e dell'intrattenimento per bambini e organizzano eventi dedicati alla storia russa e all'educazione militar-patriottica, campi per bambini e centri sportivi in Russia e nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina. È incluso anche il Songdowon International Children's Camp, un'istituzione statale della Repubblica Democratica Popolare di Corea, che secondo i diplomatici UE partecipa a programmi organizzati in coordinamento con la Russia per trasferire bambini ucraini dai territori occupati e diffondere narrazioni pro-russe.

Le persone sanzionate sono soggette al congelamento dei beni; ai cittadini e alle imprese dell'UE è vietato mettere a loro disposizione fondi, attività finanziarie o risorse economiche. Le persone fisiche sono inoltre soggette al divieto di ingresso o transito nel territorio dell'Unione.

Il 22 settembre il Consiglio dell'UE aveva inoltre prorogato di ulteriori 36 mesi le misure restrittive contro le persone responsabili di azioni che minano o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina, ma nella stessa decisione ha cancellato dalla lista gli oligarchi russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le testate ucraine riportano la decisione in modo uniforme, evidenziando il quadro della deportazione e della «russificazione» dei bambini e sottolineando il numero di 10 persone e 17 organizzazioni sanzionate. Il racconto ucchino aggiunge dettagli di contesto specifici, come il dato dell'Ombudsman del Parlamento ucraino Dmytro Lubinets sul numero di bambini deportati identificati e i riferimenti alla piattaforma Bring Kids Back.

Dove le versioni divergono

Le stime sul numero totale di bambini ucraini deportati dalla Russia dall'inizio dell'invasione su vasta scala divergono tra le fonti: la cifra citata dal Consiglio dell'UE e ripresa dai media ucraini è di oltre 20.500, mentre il dato della piattaforma Bring Kids Back riportato nelle fonti in lingua inglese è di oltre 20.000.

Contesto

Secondo la piattaforma Bring Kids Back, dall'inizio dell'invasione su vasta scala la Russia ha deportato più di 20.000 bambini ucraini; al settembre 2026 ne sono stati rimpatriati in Ucraina più di 2.500. Il 17 marzo 2023 la Corte penale internazionale dell'Aia ha emesso mandati d'arresto contro Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova, commissaria russa per i diritti dei bambini, con l'accusa di trasferimento illegale di bambini ucraini dai territori occupati alla Russia.