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Kharkiv, 25 civili forzatamente trasferiti dai russi: l'Ombudsman Lubinets lancia un appello internazionale

Le forze armate russe hanno forzatamente rimosso 25 civili, tra cui bambini e anziani, dalla parte temporaneamente occupata dell'Oblast di Kharkiv, portandoli in una destinazione sconosciuta con il pretesto di una "evacuazione". L'Ombudsman ucraino Dmytro Lubinets ha denunciato l'episodio e ha presentato appelli formali alla Commissaria russa per i diritti umani, al Comitato internazionale della Croce Rossa e alle Nazioni Unite.

Punti chiave

  • 25 civili, tra cui bambini, giovani e anziani, sono stati forzatamente trasferiti dai russi da una zona occupata dell'Oblast di Kharkiv
  • La destinazione e le condizioni dei 25 civili sono sconosciute
  • Nell'area da cui sono stati prelevati i civili sono in corso combattimenti attivi
  • La Russia ha definito pubblicamente l'azione come "evacuazione" o "operazione di salvataggio" sui propri canali Telegram
  • Video mostrano pressioni e intimidazioni durante il trasferimento
  • Gli occupanti hanno creato un bot Telegram per raccogliere dati personali (passaporti, indirizzi, numeri di telefono) con il pretesto dell'"evacuazione"
  • L'Ombudsman Lubinets ha chiesto alla Commissaria russa per i diritti umani di rivelare dove si trovano i 25 civili e di garantirne il ritorno in Ucraina

Perché è importante

L'episodio si aggiunge ai casi documentati di trasferimento forzato di civili ucraini dai territori occupati, una violazione della Convenzione di Ginevra già al centro di azioni legali internazionali. La presenza di bambini tra le persone prelevate ricalca il più vasto schema di deportazioni di minori ucraini, che ha portato al rilascio di mandati di cattura da parte della Corte penale internazionale e all'imposizione di sanzioni internazionali. L'Ombudsman ucraino ha formalmente coinvolto istituzioni internazionali chiedendone l'intervento per localizzare e riportare a casa le persone trasferite, mentre le prove video di pressioni e intimidazioni rafforzano la tesi di uno spostamento coercitivo piuttosto che di un'evacuazione volontaria.

Che cosa è successo

Le forze armate russe hanno forzatamente prelevato 25 civili — tra cui bambini, giovani e anziani — dalla parte temporaneamente occupata dell'Oblast di Kharkiv, trasferendoli in una direzione sconosciuta con il pretesto di una "evacuazione". Nell'area da cui sono stati portati via i civili sono in corso combattimenti attivi. Le autorità russe hanno definito pubblicamente l'operazione come un'"evacuazione" o "operazione di salvataggio" attraverso i propri canali Telegram. Materiali video disponibili mostrano che le persone sono state sottoposte a pressioni e intimidazioni durante la rimozione. Gli occupanti hanno inoltre creato un bot Telegram con il pretesto dell'"evacuazione" per raccogliere dati personali — passaporti, indirizzi, numeri di telefono, documenti — della popolazione. L'Ombudsman ucraino Dmytro Lubinets ha denunciato l'episodio via Telegram e ha presentato appelli formali alla Commissaria russa per i diritti umani (che una delle fonti identifica come Yana Lantratova), al Comitato internazionale della Croce Rossa, alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali, chiedendo la divulgazione dell'ubicazione e delle condizioni dei 25 civili e il loro ritorno in Ucraina. L'ubicazione e le condizioni attuali delle persone trasferite, e nemmeno i loro parenti sanno dove si trovino, sono attualmente sconosciute. Lubinets non ha reso noto il villaggio specifico dell'Oblast di Kharkiv da cui le persone sono state prelevate.

Contesto

Le autorità russe descrivono pubblicamente queste operazioni come "evacuazioni" o "operazioni di salvataggio" attraverso i propri canali Telegram, una terminologia contestata dalle autorità ucraine. Le autorità ucraine caratterizzano questi trasferimenti come spostamenti forzati e deportazioni vietati dall'Articolo 49 della Convenzione di Ginevra, e citano anche gli Articoli 33 e 34 riguardanti intimidazione, punizioni collettive e presa di ostaggi. Lubinets ha avvertito i residenti dei territori occupati di non trasmettere i propri dati personali o quelli dei propri figli attraverso il bot Telegram creato dagli occupanti con il pretesto dell'"evacuazione", affermando che i dati potrebbero essere usati contro di loro e i loro familiari. Il villaggio specifico dell'Oblast di Kharkiv da cui sono state prelevate non è stato reso noto dall'Ombudsman.