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Kupiansk, le forze russe colpiscono una colonna di civili durante una finta "evacuazione": almeno un morto

Il 13 ottobre le forze russe hanno colpito un gruppo di civili che venivano condotti fuori da Kupiansk, nell'oblast' di Kharkiv, verso il gasdotto Shebelinka-Ostrohozk, nel quadro di una cosiddetta "evacuazione" organizzata dalla Russia. Secondo il 2º Corpo della Guardia nazionale "Khartiia", il gruppo — composto da due donne, un bambino e diversi uomini — è stato ripetutamente preso di mira con fuoco di mortaio e artiglieria durante il tragito. Le forze ucraine sostengono di non aver aperto il fuoco e indicano come origine del tiro la sponda orientale del fiume Oskil, controllata dai russi. Il bilancio delle vittime è ancora in fase di verifica; il canale propagandistico russo Shot parla di circa dieci persone nel gruppo.

Punti chiave

  • 13 ottobre: le forze russe colpiscono civili in uscita da Kupiansk durante una finta "evacuazione"
  • Secondo "Khartiia", il gruppo era composto da due donne, un bambino e diversi uomini
  • Durante il tragito verso il gasdotto Shebelinka-Ostrohozk il gruppo è stato colpito con mortai e artiglieria
  • Le forze ucraine affermano di non aver aperto il fuoco e indicano la sponda orientale del fiume Oskil come origine del tiro
  • I droni di "Khartiia" mostrano vittime tra i civili; il canale russo Shot parla di circa 10 persone, un morto e due feriti
  • Le Forze congiunte definiscono l'azione "una nuova pagina dei crimini di guerra russi nell'area di Kupiansk"
  • I materiali documentati saranno trasmessi per un'indagine sui crimini di guerra

Perché è importante

L'episodio segna un'evoluzione rispetto alle precedenti "evacuazioni" russe da Kupiansk, nelle quali i civili venivano usati come scudo umano per coprire il ritiro delle truppe russe: questa volta, secondo il 2º Corpo della Guardia nazionale "Khartiia", i russi hanno condotto i civili verso il gasdotto Shebelinka-Ostrohozk e poi li hanno diretti colpiti con mortai e artiglieria. Le fonti ucraine leggono l'azione come una provocazione deliberata, pensata per essere sfruttata dalla propaganda russa per attribuire la responsabilità all'Ucraina. La documentazione video viene raccolta per un'indagine sui crimini di guerra.

Che cosa è successo

Il 13 ottobre le forze russe hanno condotto un gruppo di civili — due donne, un bambino e diversi uomini — fuori da Kupiansk, nell'oblast' di Kharkiv, nell'ambito di una cosiddetta "evacuazione", portandoli verso il gasdotto Shebelinka-Ostrohozk, attraverso il villaggio di Holubivka. Lungo il tragito il gruppo è stato preso di mira più volte con fuoco di mortaio e artiglieria. Il 2º Corpo della Guardia nazionale "Khartiia" ha pubblicato filmati da drone che mostrano vittime tra i civili. Il Comando delle Forze congiunte (UOS) ha registrato il raid e ha comunicato che il numero delle vittime era ancora in fase di verifica. Il portavoce delle Forze congiunte Viktor Trehubov ha dichiarato in via preliminare che la colonna sarebbe stata colpita con un drone e ha definito "evacuazione" l'operazione come di fatto una deportazione forzata. Le Forze congiunte hanno descritto l'evento come "una nuova pagina dei crimini di guerra russi nell'area di Kupiansk".

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine divergono sul mezzo d'attacco: il portavoce delle Forze congiunte Viktor Trehubov ha detto in via preliminare che si sarebbe trattato di un drone (UAV), mentre "Khartiia" sostiene che il gruppo sia stato colpito da mortai e artiglieria provenienti dalla sponda orientale del fiume Oskil, in mano russa. Sul numero delle vittime, le fonti ucraine iniziali indicavano il dato come ancora da verificare; il canale Telegram di propaganda russa Shot ha scritto che nel gruppo c'erano circa dieci persone, con un morto e due feriti, e fonti ucraine successive hanno riferito di un uomo ucciso e una donna ferita, portata dagli occupanti verso la Russia. Sulle cause, le fonti ucraine affermano che il fuoco è partito da posizioni russe sulla sponda orientale dell'Oskil e che le forze ucraine non hanno aperto il fuoco; i canali propagandistici russi attribuiscono la responsabilità all'Ucraina, presentano l'operazione come un'evacuazione russa di civili e non forniscono prove.

Contesto

Il 27 settembre i droni da ricognizione del 2º Corpo della Guardia nazionale "Khartiia" avevano filmato le forze russe mentre conducevano nove civili — tra cui bambini, anziani e una persona con le stampelle — fuori da Kupiansk attraverso il villaggio di Holubivka verso il gasdotto Shebelinka-Ostrohozk, con uomini in abiti civili (valutati dall'Ucraina come probabili militari russi senza uniforme) che camminavano accanto a loro come copertura. Lo stesso gasdotto era stato in precedenza utilizzato dai russi per introdurre nascostamente truppe d'assalto in città; con le azioni di controffensiva di "Khartiia", è diventato una via di uscita per le forze russe, con i civili usati come scudo umano. Nelle settimane precedenti si erano svolte diverse "evacuazioni" simili. Il portavoce delle Forze congiunte Viktor Trehubov ha confermato la presenza di truppe russe a Kupiansk, anche nei quartieri settentrionali, e ha descritto un'intensificazione dell'attività russa sull'asse di Kupiansk, con tentativi di avanzare verso Polohy e Kupiansk-Vuzlovyj e di ripristinare le posizioni sulla sponda occidentale del fiume Oskil.