Evento: 25 settembre · Pubblicato:

Commissario Consiglio d'Europa: cessate il fuoco ed evacuazione per Oleshky occupata

Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Michael O'Flaherty ha chiesto un cessate il fuoco locale immediato, l'accesso umanitario senza ostacoli e l'evacuazione sicura dei civili dalla città occupata di Oleshky, nella regione di Kherson, dove i residenti affrontano fame, mancanza di medicine, acqua ed elettricità e non ricevono aiuti alimentari dalla fine di maggio.

Punti chiave

  • Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Michael O'Flaherty ha chiesto un cessate il fuoco locale immediato, l'accesso umanitario senza ostacoli e l'evacuazione sicura dei civili da Oleshky.
  • O'Flaherty ha definito la Russia, in quanto potenza occupante, responsabile di fornire cibo e assistenza medica alla popolazione ai sensi della IV Convenzione di Ginevra.
  • A Oleshky i civili, compresi i bambini, sono senza cibo, medicine, acqua ed elettricità sufficienti; l'ultima consegna ufficiale di aiuti alimentari risale al 26 maggio.
  • L'unica strada verso Oleshky è descritta come minata e sorvegliata dai droni russi, con cadaveri ai bordi e veicoli bruciati, rendendo l'evacuazione attualmente impossibile.
  • Prima dell'invasione Oleshky contava circa 24.000 residenti; le stime sugli attuali abitanti variano tra 2.000 e oltre 6.000 secondo le fonti ucraine.
  • Il 20 settembre il Consiglio panucraino delle Chiese si è rivolto a Papa Leone XIV, all'ONU e al CICR per chiedere aiuto nell'evacuazione.
  • Il 23 settembre il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha denunciato il blocco di Oleshky al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, chiedendo corridoi umanitari.

Perché è importante

Un alto funzionario internazionale per i diritti umani ha inquadrato pubblicamente la situazione a Oleshky come una crisi umanitaria che richiede un'azione internazionale immediata, identificando formalmente la Russia come potenza occupante responsabile della popolazione ai sensi della IV Convenzione di Ginevra. I civili, tra cui bambini e anziani, sarebbero alla fame senza cibo, medicine, acqua o elettricità, mentre l'unica strada è minata e sorvegliata dai droni russi, rendendo impossibile l'evacuazione. Senza un cessate il fuoco o un corridoio umanitario le condizioni sono destinate a peggiorare con l'avvicinarsi dell'inverno.

Che cosa è successo

Il 25 settembre il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Michael O'Flaherty ha pubblicato una dichiarazione in cui esprime preoccupazione per il rapido peggioramento della crisi umanitaria nella città occupata di Oleshky, nella regione di Kherson. Secondo O'Flaherty, i civili, compresi i bambini, sono intrappolati senza cibo, medicine, assistenza medica, acqua ed elettricità sufficienti. Il Commissario ha chiesto un cessate il fuoco locale immediato nell'area di Oleshky, un accesso umanitario senza ostacoli e l'evacuazione sicura della popolazione civile, sottolineando che la Russia, in quanto potenza occupante, è obbligata dal diritto umanitario internazionale — in particolare dalla IV Convenzione di Ginevra — a fornire cibo e assistenza medica alla popolazione e a facilitare la consegna degli aiuti umanitari. L'ultima consegna ufficiale di aiuti alimentari a Oleshky risale al 26 maggio; da allora i tentativi di far entrare aiuti sarebbero stati bloccati o respinti dalle forze russe. L'unica strada verso la città è descritta come minata, sorvegliata da droni russi e costeggiata da cadaveri e veicoli bruciati, al punto da essere definita una "strada della morte". Le stime sulla popolazione attuale divergono: la capo dell'amministrazione militare di Oleshky, Tetiana Hasanenko, parla di circa 2.000 persone rimaste in città; l'ombudsman ucraino Dmytro Lubinets parla di oltre 6.000 persone, tra cui circa 200 bambini; il Commissario del Consiglio d'Europa stima tra 2.000 e 4.000 persone.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine collocano la responsabilità della crisi sulla Russia come potenza occupante e sottolineano dettagli specifici sul costo umano: residenti costretti a mangiare cani per la mancanza di cibo, soldati russi che si nascondono tra i civili e li derubano delle ultime provviste, impossibilità di evacuazione. Le testate ucraine evidenziano le risposte istituzionali ucraine, tra cui le dichiarazioni dell'ombudsman Dmytro Lubinets, l'intervento del ministro degli Esteri Andriy Sybiha al Consiglio di Sicurezza dell'ONU il 23 settembre e l'appello del 20 settembre del Consiglio panucraino delle Chiese a Papa Leone XIV, all'ONU e al CICR. La copertura ucraina sottolinea inoltre il fallimento dei negoziati umanitari con la Russia e inquadra la crisi come parte di una più ampia campagna di propaganda russa che incolpa le forze armate ucraine.

Come la raccontano le fonti internazionali

L'inquadramento internazionale del caso passa attraverso il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, che ancora la vicenda al diritto umanitario internazionale citando la IV Convenzione di Ginevra e gli obblighi di una potenza occupante. La dimensione internazionale è rappresentata anche dal reportage del quotidiano tedesco Bild del 16 settembre sul blocco umanitario e dagli appelli più ampi rivolti al Papa, all'ONU e al CICR, che collocano Oleshky come una questione umanitaria che richiede un'azione internazionale coordinata. L'enfasi internazionale si concentra sulla richiesta di cessate il fuoco locale, accesso umanitario senza ostacoli ed evacuazione dei civili, più che sulle risposte istituzionali interne ucraine.

Dove le versioni divergono

Le stime sul numero di civili ancora presenti a Oleshky divergono in modo significativo: la capo dell'amministrazione militare di Oleshky, Tetiana Hasanenko, indica circa 2.000 persone rimaste nella sola città (con 47 bambini secondo un dato precedente); l'ombudsman ucraino Dmytro Lubinets parla di oltre 6.000 persone, tra cui circa 200 bambini, tra la città e i villaggi circostanti; il Commissario del Consiglio d'Europa stima tra 2.000 e 4.000 persone.

Contesto

Oleshky è sotto occupazione russa dai primi giorni dell'invasione su larga scala del febbraio 2022 e sorge sulla riva sinistra del Dnipro, a circa 4 km dalla città di Kherson. La distruzione della diga di Kakhovka il 6 giugno 2023 ha fatto scomparire le forniture centralizzate di acqua, elettricità e gas nella città. Prima dell'invasione la città contava circa 24.000 residenti e la più ampia comunità di Oleshky circa 40.000 persone distribuite in 13 insediamenti, cinque dei quali sono stati completamente distrutti e tre danneggiati di circa l'80%. L'ultima consegna ufficiale di aiuti alimentari a Oleshky risale al 26 maggio, dopo la quale le forze russe avrebbero sparato contro i veicoli degli aiuti o li avrebbero respinti ai posti di blocco. Appelli precedenti includono il reportage del 16 settembre di Bild sul blocco umanitario, l'appello del 20 settembre del Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose a Papa Leone XIV, e l'intervento del 23 settembre al Consiglio di Sicurezza dell'ONU del ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha.