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Oleshky occupata: migliaia di civili intrappolati senza cibo, medicinali e gas

La città di Oleshky, sulla riva sinistra dell'oblast di Kherson, è sotto occupazione russa dall'inizio dell'invasione su larga scala e versa in una catastrofe umanitaria. Migliaia di residenti, tra cui centinaia di bambini, sono bloccati senza cibo, acqua, medicinali e gas, mentre le forze russe impediscono l'evacuazione. L'Ucraina ha inviato circa 4 tonnellate di aiuti via drone, ma i soldati russi sequestrano le consegne. Il 28 settembre a Berlino si è svolta una marcia di solidarietà e l'Ucraina intende portare il caso all'Assemblea generale dell'ONU.

Punti chiave

  • Oleshky è sotto occupazione russa dall'inizio dell'invasione e versa in una catastrofe umanitaria con carenza di cibo, medicinali, acqua e gas.
  • Secondo le autorità ucraine, nella comunità di Oleshky restano circa 6.000 persone, tra cui circa 180-200 bambini.
  • Il capo dell'OVA di Kherson Oleksandr Prokudin ha dichiarato che i russi tengono circa 2.000 civili in ostaggio, di cui quasi 50 bambini.
  • La Missione di monitoraggio dei diritti umani dell'ONU in Ucraina ha riferito che nessun rifornimento alimentare ha raggiunto Oleshky dal 26 maggio.
  • Le forze armate ucraine hanno consegnato circa 4 tonnellate di prodotti alimentari con droni, ma i soldati russi sequestrano gli aiuti.
  • Un'inchiesta di Slidstvo.Info indica come possibili responsabili i comandanti della 126ª Brigata di difesa costiera e del 331º Reggimento paracadutisti della Guardia.
  • Il 16 settembre l'Ombudsman Dmytro Lubinets ha denunciato che la Russia non ha confermato la disponibilità a una missione umanitaria di evacuazione.
  • Il 25 settembre il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha annunciato che porterà la situazione all'Assemblea generale dell'ONU.
  • Il 25 settembre il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Michael O'Flaherty ha chiesto un cessate il fuoco locale e l'evacuazione sicura dei civili.
  • Il 28 settembre si è svolta a Berlino una marcia di solidarietà per i residenti di Oleshky.

Perché è importante

La situazione di Oleshky documenta una catastrofe umanitaria prolungata in una città ucraina occupata, dove migliaia di civili, tra cui centinaia di bambini, sono privati di beni di prima necessità mentre le forze russe bloccano l'evacuazione e sequestrano gli aiuti. L'inchiesta di Slidstvo.Info collega alla catastrofe comandanti e unità militari russe specifiche, aprendo la strada a eventuali azioni di responsabilità. Il caso ha già mobilitato l'Ombudsman ucraino, il ministero degli Esteri, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa e azioni di solidarietà a Berlino e Budapest, e sarà portato all'Assemblea generale dell'ONU.

Che cosa è successo

Oleshky, città dell'oblast di Kherson sulla riva sinistra del Dnipro, è sotto occupazione russa dall'inizio dell'invasione su larga scala nel 2022. Dopo la distruzione della diga di Kakhovka nel giugno 2023, la città ha subito inondazioni e devastazioni su larga scala. Da mesi versa in una catastrofe umanitaria: i residenti soffrono la fame, mancano cibo, medicinali, acqua e gas, e sono costretti a mangiare portulaca selvatica. Secondo le autorità ucraine legittime, nella comunità restano circa 6.000 persone, tra cui 180-200 bambini; il capo dell'OVA di Kherson Oleksandr Prokudin ha parlato di circa 2.000 persone tenute in ostaggio, di cui quasi 50 bambini. La Missione di monitoraggio dei diritti umani dell'ONU ha riferito che nessun rifornimento alimentare ha raggiunto la città dal 26 maggio. Le forze russe impediscono l'evacuazione e sequestrano gli aiuti umanitari: le forze armate ucraine sono riuscite a consegnare circa 4 tonnellate di prodotti alimentari con droni, ma i soldati russi li sottraggono ai civili. Il capo dell'amministrazione militare di Oleshky, Tetiana Hasanenko, ha descritto soldati russi che entrano nelle case dei residenti, si insediano e usano i civili come scudi umani, mentre chi tenta di fuggire deve attraversare territori minati. Il governatore occupante Volodymyr Saldo rifiuta di comunicare il numero esatto degli abitanti. Un'inchiesta di Slidstvo.Info indica come possibili responsabili i comandanti della 126ª Brigata di difesa costiera della Flotta del Mar Nero e del 331º Reggimento paracadutisti della Guardia, entrambi presenti in città. Il 16 settembre l'Ombudsman Dmytro Lubinets ha denunciato il rifiuto russo di una missione umanitaria; il 25 settembre ha annunciato che l'Ucraina era pronta a diversi scenari per salvare i civili. Lo stesso giorno il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha annunciato che avrebbe portato il caso all'Assemblea generale dell'ONU, e il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Michael O'Flaherty ha chiesto un cessate il fuoco locale e l'evacuazione sicura. Il 28 settembre a Berlino si è svolta una marcia di solidarietà; il 30 settembre ne è prevista un'altra a Budapest, organizzata dall'associazione ucraina Yednist.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti della sintesi sono ucraine e inquadrano la crisi di Oleshky come responsabilità diretta delle forze armate russe e dell'amministrazione di occupazione. La copertura si concentra sulle figure ufficiali ucraine (l'Ombudsman Lubinets, il ministro degli Esteri Sybiha, il capo dell'OVA di Kherson Prokudin, il capo dell'MVA di Oleshky Hasanenko), sulle consegne di aiuti tramite droni effettuate dai militari ucraini, sulle azioni di solidarietà ucraine a Berlino e Budapest e sull'inchiesta di Slidstvo.Info che ha identificato le unità russe implicate. Ricorrenti le denunce di soldati russi che sequestrano le case dei civili, confiscano gli aiuti umanitari e usano i residenti come scudi umani, insieme all'incapacità dell'amministrazione occupante di governare Oleshky. Vengono inoltre citate le lamentele dei soldati russi contro il comando della 126ª Brigata come prova della disfunzione del comando russo e dell'occultamento delle perdite.

Come la raccontano le fonti internazionali

La sintesi non riporta una cornice internazionale distinta da quella ucraina. Le uniche voci non ucraine sono la dichiarazione del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Michael O'Flaherty, le azioni di solidarietà a Berlino e Budapest e il rinvio della questione all'Assemblea generale dell'ONU.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sull'identità del comandante della 126ª Brigata di difesa costiera: un canale Telegram russo citato da Slidstvo.Info indica il colonnello Oleg Aleksandrov nel maggio 2025, mentre il progetto OSINT indipendente "Komandery Provalu" indica il 43enne Kostiantyn Kochetkov. Differenze anche sulla data dell'ultimo rifornimento alimentare a Oleshky: i dati della Missione di monitoraggio dei diritti umani dell'ONU citati in più articoli indicano il 26 maggio (con nessuna consegna fino al 24 giugno), mentre un articolo parla di "fine maggio 2026" come ultima consegna. Le fonti divergono inoltre sul numero di bambini presenti: le autorità ucraine legittime citano circa 180 bambini nella comunità di Oleshky, altre fonti parlano di "circa 200 bambini" in città e dintorni, mentre il capo dell'OVA di Kherson Prokudin indica "quasi 50 bambini" tra i circa 2.000 civili che definisce ostaggi.

Contesto

Oleshky si trova sulla riva sinistra dell'oblast di Kherson ed è sotto controllo di Mosca dai primi giorni dell'invasione su larga scala. Nel giugno 2023 la distruzione della diga di Kakhovka ha provocato inondazioni e distruzioni su larga scala. L'amministrazione di occupazione dell'oblast di Kherson è guidata da Volodymyr Saldo, che ha rifiutato di rendere noto il numero degli abitanti di Oleshky. La 126ª Brigata di difesa costiera della Flotta del Mar Nero è stata formata nel 2014 sulla base dell'ex 36ª Brigata di difesa costiera ucraina, con militari passati alla Russia dopo l'occupazione della Crimea; ha sede a Perevalne in Crimea e fa parte del raggruppamento russo "Dnepr". Il 331º Reggimento paracadutisti della Guardia fa parte della 98ª Divisione aviotrasportata della Guardia, ha base nell'oblast Kostoma, e nel 2014 i suoi reparti hanno sparato contro i militari ucraini in uscita da Ilovaisk attraverso il cosiddetto "corridoio verde".