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Kerson, l'Ucraina propone una tregua per evacuare Oleshky: Mosca rifiuta

L'Ucraina ha proposto alla Russia di sospendere temporaneamente le ostilità nell'area di Oleshky, nella regione di Kherson occupata, per evacuare i civili, ma la Russia ha rifiutato sia il cessate il fuoco locale sia i corridoi umanitari. Secondo l'ufficio dell'Ombudsman ucraino, a metà estate circa 6.000 civili, tra cui circa 200 bambini, erano ancora bloccati nella città e in cinque insediamenti vicini, senza ricevere viveri dalla fine di maggio. Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha chiesto all'ONU, al CICR e ad altri attori internazionali di garantire l'accesso umanitario e un'evacuazione sicura, attribuendo a Mosca la piena responsabilità della catastrofe.

Punti chiave

  • L'Ucraina ha proposto una tregua temporanea per evacuare i civili da Oleshky; la Russia ha rifiutato sia il cessate il fuoco sia i corridoi umanitari
  • L'Ombudsman Dmytro Lubinets ha dichiarato che l'Ucraina è pronta a completare l'evacuazione via terra in un solo giorno
  • A metà estate circa 6.000 civili, tra cui circa 200 bambini, si trovavano ancora a Oleshky e in cinque insediamenti vicini
  • Secondo la missione ONU e l'amministrazione militare cittadina, nessun rifornimento alimentare raggiunge Oleshky dal 26 maggio 2026
  • Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha chiesto all'ONU, al CICR e ad altri attori internazionali di garantire accesso umanitario ed evacuazione sicura
  • Il Consiglio delle Chiese ucraine si è rivolto a Papa Leone XIV, all'ONU e al CICR per chiedere aiuto nell'evacuazione dei residenti

Che cosa è successo

L'Ucraina ha proposto alla Russia di interrompere temporaneamente le ostilità nella zona di Oleshky, città della regione di Kherson sulla riva sinistra del Dnipro occupata dalla Russia dopo il 2022, per permettere l'evacuazione dei civili intrappolati. La Russia ha respinto sia la proposta di cessate il fuoco locale ("regime di silenzio") sia i corridoi di evacuazione. Nel corso dei negoziati erano stati designati referenti da entrambe le parti per mantenere il regime di silenzio, ma Mosca non ha confermato gli accordi. L'Ombudsman ucraino Dmytro Lubinets ha reso noto che l'Ucraina è pronta a completare l'evacuazione dei civili tramite un corridoio terrestre nell'arco di un solo giorno. Secondo i suoi dati, a metà estate circa 6.000 civili, di cui circa 200 bambini, si trovavano ancora a Oleshky e in cinque insediamenti vicini; il capo dell'amministrazione militare regionale di Kherson, Oleksandr Prokudin, parla invece di circa 2.000 ucraini, tra cui quasi 50 bambini, nella sola Oleshky. La missione di monitoraggio dei diritti umani dell'ONU in Ucraina e l'amministrazione militare cittadina indicano che nessun rifornimento alimentare ha raggiunto Oleshky dal 26 maggio 2026. Il capo dell'amministrazione militare di Oleshky, Tetiana Hasanenko, ha segnalato che strade, campi e accessi al fiume sono minati, la città è sotto sorveglianza costante di droni e colpi d'artiglieria, e i corpi dei defatti sono conservati nel seminterrato dell'ospedale perché l'obitorio è distrutto e manca l'elettricità da quattro anni. Il giornalista Oleh Baturin, citando residenti appena evacuati, ha riferito di casi di morte per fame, mentre i residenti da lui intervistati non hanno confermato le voci diffuse dai media secondo cui la gente mangerebbe cani o ratti. Da marzo le forze armate ucraine, tra cui la 34ª Brigata Marina "Borysfen" e l'11ª Brigata della Guardia Nazionale, consegnano viveri a Oleshky tramite droni attraversando il Dnipro; Prokudin ha denunciato che i soldati russi abbattono i droni, sequestrano o rivendono gli aiuti destinati a bambini e anziani, e detengono e picchiano i residenti che cercano di ricevere i pacchi. Il 19 settembre il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose ha denunciato il rischio di catastrofe umanitaria e si è rivolto a Papa Leone XIV, all'ONU e al CICR chiedendo aiuto per evacuare gli abitanti. Il 20 settembre il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha annunciato che l'Ucraina sta portando la situazione di Oleshky e di altre comunità occupate della regione di Kherson all'Assemblea generale dell'ONU; il 26 settembre ha chiesto alla comunità internazionale di mobilitare tutte le risorse per raggiungere la popolazione, consegnare aiuti e organizzare un'evacuazione sicura, attribuendo a Mosca la piena responsabilità della catastrofe.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine descrivono Oleshky come una catastrofe umanitaria direttamente causata dall'occupazione illegale russa, con l'Ucraina nel ruolo di parte attivamente impegnata a evacuare i civili e a consegnare aiuti tramite droni nonostante l'intercettazione russa. Il resoconto si concentra sulle dichiarazioni di funzionari ucraini – l'Ombudsman Lubinets, il ministro degli Esteri Sybiha, il capo dell'oblast di Kherson Prokudin e la responsabile cittadina Hasanenko – e sulle testimonianze di residenti evacuati che parlano di morti per fame e di persone costrette a mangiare erbe. Le testate ucraine criticano quella che Lubinets definisce la "completa inefficacia" delle organizzazioni internazionali e invocano un'azione dell'ONU, del CICR e del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Michael O'Flaherty, oltre all'appello del Consiglio delle Chiese a Papa Leone XIV.

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale è limitata a un'unica fonte citata, il quotidiano tedesco Bild, che il 16 settembre ha definito Oleshky sottoposta a un blocco umanitario, riferendo che i residenti hanno trascorso l'estate nutrendosi degli ortaggi dei propri giardini e ora affrontano la minaccia della fame. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Michael O'Flaherty ha chiesto un cessate il fuoco locale immediato, un accesso umanitario senza ostacoli e un'evacuazione sicura dei civili da Oleshky occupata.

Dove le versioni divergono

Le stime sul numero di civili ancora presenti a Oleshky divergono: l'ufficio dell'Ombudsman indica circa 6.000 persone con circa 200 bambini considerando Oleshky e cinque insediamenti vicini, mentre il capo dell'amministrazione regionale di Kherson Oleksandr Prokudin parla di circa 2.000 ucraini, tra cui quasi 50 bambini, nella sola Oleshky, una cifra vicina ai "almeno 45 bambini" riportati dalla responsabile cittadina Tetiana Hasanenko. Resta inoltre controversa la questione se i residenti siano costretti a mangiare cani: l'amministrazione militare e alcuni media lo riferiscono, ma i residenti intervistati dal giornalista Oleg Baturin affermano di non averne avuto notizia e di non poter confermare nemmeno le voci sulla cattura e il consumo di ratti. Sulla data dell'ultimo rifornimento alimentare alcune fonti indicano genericamente "fine maggio", mentre altre specificano il 26 maggio citando l'amministrazione cittadina o la missione ONU per i diritti umani. Infine, sul modo in cui i civili rischiano la vita lasciando Oleshky, Lubinets insiste sui rischi di mine e di essere uccisi dai soldati russi, pur menzionando le detenzioni da parte delle autorità di occupazione, mentre Prokudin sottolinea in particolare le detenzioni e le percosse di chi cerca di ricevere gli aiuti umanitari.

Contesto

Oleshky è una città dell'oblast di Kherson sulla riva sinistra (meridionale) del Dnipro, occupata dalla Russia dopo il 2022. Secondo la missione di monitoraggio dei diritti umani dell'ONU in Ucraina e l'amministrazione militare cittadina, nessun rifornimento alimentare vi è arrivato dal 26 maggio, e da allora l'accesso umanitario è rimasto di fatto interrotto. L'Ucraina ha continuato a tentare di rifornire la città tramite droni che attraversano il Dnipro, ma le forze russe intercettano i velivoli, sequestrano gli aiuti e fermano i residenti che cercano di riceverli. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha chiesto pubblicamente un cessate il fuoco immediato e un'evacuazione sicura, conferendo peso istituzionale internazionale agli appelli ucraini.