Pubblicato: · Aggiornato:

Papa Leone XIV chiede a Putin un cessate il fuoco per l'evacuazione di Oleshky

Il 16 ottobre Papa Leone XIV ha avuto una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin, esprimendo profonda preoccupazione per la situazione umanitaria nella città occupata di Oleshky, nell'oblast di Kherson. Il Pontefice ha chiesto un cessate il fuoco per consentire la consegna di aiuti alimentari e medici e l'evacuazione volontaria e sicura dei civili. La telefonata è avvenuta dall'ospedale dove il Papa è ricoverato dopo un intervento chirurgico al polmone destro.

Punti chiave

  • Il 16 ottobre Papa Leone XIV ha parlato al telefono con Vladimir Putin.
  • Il Papa ha chiesto un cessate il fuoco per portare cibo e aiuti medici a Oleshky e per evacuare i civili.
  • La chiamata è stata fatta dall'ospedale Agostino Gemelli di Roma, dove Leone XIV era stato operato il 13 ottobre per un tumore al lobo inferiore del polmone destro.
  • Il Cremlino ha dichiarato che Putin ha sostenuto l'iniziativa umanitaria del Vaticano; le agenzie russe hanno riferito che Putin ha addossato la responsabilità della crisi all'Ucraina.
  • Oleshky è sotto occupazione russa dal febbraio 2022; a fine settembre vi restavano circa 2.000 persone, quasi 50 bambini, senza accesso stabile a cibo, elettricità e acqua.
  • L'ultimo negozio di Oleshky ha chiuso a gennaio e da maggio non entra più cibo in città, secondo dati ONU citati.
  • Dal marzo 2026 le forze ucraine riforniscono la città tramite droni; il 27 settembre hanno consegnato circa 4.000 kg di generi alimentari in 100 punti.
  • Il 30 settembre il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha portato il caso all'OSCE; in precedenza lo aveva sollevato al Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Perché è importante

Si tratta dell'appello diretto più visibile del Vaticano a Mosca su una specifica crisi umanitaria dentro il territorio ucraino occupato, arrivato mentre a Oleshky si registra un collasso umanitario documentato con civili senza accesso stabile a cibo e impossibilitati a lasciare la città. La circostanza che la richiesta sia stata fatta dal Papa mentre era ancora ricoverato dopo un'operazione al polmone segnala l'urgenza attribuita alla situazione. Le letture divergenti di Cremlino e Santa Sede su responsabilità ed esiti rendono la telefonata un test della disponibilità russa ad aprire corridoi umanitari.

Che cosa è successo

Il 16 ottobre Papa Leone XIV ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin. Nel corso della conversazione il Pontefice ha espresso profonda preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nell'oblast di Kherson, sotto occupazione russa dal febbraio 2022. Ha chiesto un cessate il fuoco per consentire la consegna di aiuti alimentari e medici alla popolazione e per permettere l'evacuazione volontaria e sicura dei civili. Al termine della chiamata il Papa ha ribadito l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace. La telefonata è stata effettuata dall'ospedale Agostino Gemelli di Roma, dove Leone XIV era stato ricoverato il 13 ottobre per un intervento chirurgico di rimozione di un tumore al lobo inferiore del polmone destro; il 15 ottobre era riferito in grado di camminare autonomamente. Le agenzie russe hanno riportato che Putin ha spostato la responsabilità della catastrofe umanitaria sull'Ucraina; la lettura del Cremlino ha invece indicato il sostegno di Putin all'iniziativa del Vaticano per la sicurezza dei residenti di Oleshky e la consegna di forniture vitali, con un'intesa di cooperazione sulla questione.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine collocano la telefonata nel contesto di una catastrofe umanitaria in atto a Oleshky, attribuendone la responsabilità alla Russia e sottolineando il ruolo di Mosca nel bloccare l'evacuazione dei civili. Evidenziano i passi diplomatici ucraini precedenti — le consegne di cibo con droni avviate a marzo, gli interventi dell'omnbudsman Dmytro Lubinets, gli appelli del ministro degli Esteri Andrii Sybiha al Consiglio di sicurezza dell'ONU e all'OSCE il 30 settembre — come cornice che ha reso rilevante l'iniziativa papale. Riconoscono inoltre l'appello del Consiglio panucraino delle Chiese al Papa, all'ONU e al CICR e la missione a Mosca del cardinale Matteo Zuppi a fine settembre, presentando il coinvolgimento vaticano come parte di uno sforzo più ampio guidato dall'Ucraina per aprire corridoi umanitari.

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale disponibile, rappresentata dai media tedeschi, incentra la storia sull'appello diretto del Papa a Putin per un cessate il fuoco, dando rilievo al ruolo mediatore del Vaticano e alla figura papale più che agli sforzi umanitari ucraini sul terreno. Sottolinea inoltre la circostanza inusuale della telefonata fatta dall'ospedale dopo l'operazione chirurgica, evidenziando il peso personale e morale dell'iniziativa.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sul numero di civili ancora presenti a Oleshky: il capo dell'amministrazione militare dell'oblast di Kherson, Oleksandr Prokudin, indica circa 2.000 persone, quasi 50 bambini, mentre un altro rapporto cita oltre 6.000 persone, circa 200 bambini. Differenze si registrano anche sulla data esatta di interruzione degli aiuti alimentari: una fonte parla genericamente di «da maggio», un'altra fissa la sospensione delle consegne di cibo alla fine di maggio 2026. Sul piano politico, la lettura del Cremlino presenta Putin come sostenitore dell'iniziativa umanitaria vaticana e addossa la responsabilità della crisi all'Ucraina, mentre la copertura ucraina indica la Russia come causa della catastrofe e come parte che blocca l'evacuazione dei civili.

Contesto

Oleshky è sotto occupazione russa dall'inizio dell'invasione su larga scala nel febbraio 2022. Prima della guerra contava circa 24.000 residenti; a fine settembre 2026 ne restavano circa 2.000, quasi 50 bambini, senza accesso stabile a cibo, elettricità e acqua. L'ultimo negozio ha chiuso a gennaio e da maggio non entra più cibo in città, secondo dati ONU. Dal marzo 2026 le forze ucraine riforniscono la città con consegne tramite droni; un'operazione del 27 settembre ha portato circa 4.000 kg di alimenti in 100 punti. L'omnbudsman Dmytro Lubinets ha denunciato il blocco russo dell'evacuazione e l'8 ottobre la segreteria del commissario per i diritti umani del parlamento ucraino ha riferito l'assenza di progressi pratici nei contatti con la parte russa. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha portato il caso al Consiglio di sicurezza dell'ONU e il 30 settembre al Consiglio permanente dell'OSCE. Il Consiglio panucraino delle Chiese si era rivolto a Papa Leone XIV, all'ONU e al CICR per chiedere l'evacuazione verso il territorio controllato dall'Ucraina. A fine settembre l'inviato vaticano cardinale Matteo Zuppi si era recato a Mosca per sollecitare miglioramenti. Papa Leone XIV, primo pontefice americano, è stato eletto l'8 maggio 2025; una precedente telefonata con Putin risale al 4 giugno 2025.