Esercito ucraino consegna 4 tonnellate di cibo ai residenti di Olešky occupata con i droni
Le forze ucraine hanno consegnato circa 4.000 kg di prodotti alimentari in 100 punti della città di Olešky, nella regione di Cherson, occupata dai russi, attraverso il Dnipro con droni. Lo ha annunciato il capo dell'amministrazione militare regionale di Cherson, Oleksandr Prokudin, definendo l'operazione una delle più vaste finora effettuate. Le consegne sistematiche via drone proseguono dal marzo 2026, dopo che gli ultimi rifornimenti via terra risalgono a fine maggio.
Punti chiave
- Circa 4.000 kg (4 tonnellate) di alimenti consegnati a 100 punti prestabiliti di Olešky con droni
- Le consegne sistematiche via drone attraversano il Dnipro dal marzo 2026
- All'operazione hanno partecipato 30° corpo della fanteria di marina, gruppo tattico «Hrim» (Tuono), 34ª brigata «Borysfen», unità «Bolharychi» dell'11ª brigata della Guardia nazionale, 34° reggimento della Guardia nazionale e 79° reparto di frontiera
- Secondo Prokudin, i russi abbattono i droni umanitari, confiscano o rivendono il cibo e arrestano i residenti che lo ricevono
- Il 23 settembre il ministro degli Esteri Andrij Sybiha ha portato il caso di Olešky al Consiglio di sicurezza dell'ONU, invocando il confronto con l'Holodomor del 1932-1933
- Le cifre sulla popolazione civile residua divergono: circa 2.000 secondo l'amministrazione regionale di Cherson, oltre 6.000 secondo il Consiglio panucraino delle Chiese
Che cosa è successo
Il 27 settembre 2026 il capo dell'amministrazione militare regionale di Cherson, Oleksandr Prokudin, ha annunciato che le forze ucraine hanno consegnato circa 4.000 kg (4 tonnellate) di prodotti alimentari a Olešky, città occupata dai russi sulla riva sinistra del Dnipro, nella regione di Cherson. La consegna è stata effettuata con droni in 100 punti prestabiliti della città e rappresenta una delle operazioni umanitarie più vaste condotte finora via drone. Le consegne sistematiche di generi alimentari con i droni attraverso il Dnipro proseguono dal marzo 2026, inizialmente con l'11ª brigata della Guardia nazionale e la 34ª brigata separata di fanteria di marina «Borysfen». All'operazione più recente hanno partecipato il 30° corpo della fanteria di marina, il gruppo tattico «Hrim» (Tuono), la 34ª brigata «Borysfen», l'unità «Bolharychi» dell'11ª brigata della Guardia nazionale, il 34° reggimento della Guardia nazionale e il 79° reparto di frontiera. I droni impiegati avevano per lo più una portata di 10-20 kg, alcuni fino a 50 kg; tra i prodotti consegnati figuravano pane, farina, lievito, vari alimenti in conserva, biscotti, grissini, burro e cereali, con il pâté come prodotto più richiesto.
Secondo Prokudin, le forze russe tentano di ostacolare le consegne abbattendo i droni, confiscando o rivendendo il cibo destinato ai civili e arrestando i residenti che ricevono i pacchi umanitari. I residenti di Olešky sono descritti come privi di accesso stabile a cibo, elettricità, gas e acqua, e impossibilitati a lasciare la città. Gli ultimi rifornimenti via terra risalgono, secondo Prokudin e il Consiglio panucraino delle Chiese, alla fine di maggio 2026.
Come la raccontano le fonti ucraine
I media ucraini hanno messo al centro dell'attenzione l'operazione di consegna con i droni, elencando le unità militari coinvolte (30° corpo della fanteria di marina, gruppo tattico «Hrim», 34ª brigata di fanteria di marina «Borysfen», unità «Bolharychi» dell'11ª brigata della Guardia nazionale, 34° reggimento della Guardia nazionale, 79° reparto di frontiera) e sottolineando le 4 tonnellate distribuite in 100 punti della città. Hanno inoltre evidenziato le presunte azioni russe volte a ostacolare gli aiuti: abbattimento dei droni, confisca o rivendita del cibo destinato a bambini e anziani, fermo e percosse dei residenti che ricevono i pacchi umanitari, e il più ampio blocco umanitario della città. Il racconto è stato collegato al paragone con l'Holodomor formulato dal ministro degli Esteri Andrij Sybiha e alle iniziative diplomatiche, tra cui l'appello al Consiglio di sicurezza dell'ONU del 23 settembre e gli appelli del Consiglio panucraino delle Chiese a Papa Leone XIV, all'ONU e al Comitato internazionale della Croce rossa per l'evacuazione dei residenti.
Come la raccontano le fonti internazionali
L'unica fonte non ucraina nel materiale raccolto, il quotidiano francese Le Monde, ha inquadrato la vicenda come un assedio umanitario più ampio: civili tagliati fuori dal mondo esterno da oltre quattro mesi, gravi carenze di cibo, elettricità, gas e medicinali, con la Russia che blocca i convogli umanitari. Le Monde riprende la descrizione di Kiev di una catastrofe umanitaria deliberata, ma non entra nel dettaglio dell'operazione di consegna con i droni, delle unità militari coinvolte né delle presunte azioni russe di intercettazione dei droni con gli aiuti, che restano temi propri della narrazione ucraina.
Dove le versioni divergono
Le stime sul numero dei civili ancora presenti a Olešky divergono nettamente: l'amministrazione militare regionale di Cherson indica circa 2.000 persone (di cui quasi 50 bambini), mentre il Consiglio panucraino delle Chiese e altri servizi parlano di oltre 6.000 persone nell'area di Olešky e del distretto circostante (di cui circa 200 bambini). Un'altra divergenza riguarda l'ortografia del gruppo tattico coinvolto: le fonti riportano sia «Hrim» sia «Grim», con la sottostante denominazione ucraina «Грім» (Tuono). Resta inoltre aperta la questione se e quando siano giunti rifornimenti via terra dopo la fine di maggio 2026: Prokudin e il Consiglio delle Chiese collocano a fine maggio l'ultima consegna nota, mentre le consegne con i droni da marzo 2026 sono descritte come il percorso alternativo tuttora in funzione.
Contesto
Olešky si trova sulla riva sinistra del Dnipro, che oggi costituisce la linea di contatto nella regione di Cherson, ed è sotto occupazione russa dai primi giorni dell'invasione su larga scala, nel febbraio 2022. Le consegne sistematiche di cibo con i droni sono gestite dall'amministrazione regionale di Cherson insieme all'11ª brigata della Guardia nazionale e alla 34ª brigata separata di fanteria di marina «Borysfen» dal marzo 2026. Prima dell'avvio delle operazioni con i droni, gli ultimi rifornimenti via terra alla città occupata risalgono alla fine di maggio 2026. Attori religiosi e per i diritti umani, tra cui il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose, hanno lanciato appelli distinti a Papa Leone XIV, all'ONU e al Comitato internazionale della Croce rossa per favorire l'evacuazione dei residenti di Olešky.