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UE, gli ambasciatori concordano un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia: 743 persone e 826 aziende

Il 7 ottobre gli ambasciatori dei paesi membri dell'UE hanno concordato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia descritto come il più ampio finora adottato, che colpisce 743 persone e 826 aziende legate al complesso militare-industriale russo, 77 persone "elette" alla Duma di Stato russa nei territori ucraini occupati e tre membri della Commissione elettorale centrale russa. Hanno inoltre prorogato il regime sanzionatorio UE per la proliferazione e l'uso di armi chimiche. L'approvazione formale è prevista per la riunione del Consiglio Affari esteri del 12 ottobre in Lussemburgo.

Punti chiave

  • 7 ottobre: gli ambasciatori UE hanno concordato sanzioni contro 743 persone e 826 aziende legate al complesso militare-industriale russo.
  • La bozza iniziale dell'Alto rappresentante prevedeva 744 persone e 827 entità giuridiche: la versione concordata è più corta di una persona e di un'entità.
  • Sanzioni anche contro 77 persone "elette" alla Duma russa dai territori ucraini occupati e contro 3 membri della Commissione elettorale centrale russa.
  • Tra le aziende colpite: cantieri navali militari e sottomarini, missili e spazio, aviazione, artiglieria, automotive militare, elettronica, semiconduttori, chimica e munizioni.
  • Dirigenti nominati: Mikhail Budnichenko (Sevmash), Igor Vilnit (TsKB Morskoy Tekhniki Rubin), Vladimir Dorofeyev (Malakhit), oltre ai vertici di Admiralteyskiye Verfi e Zvyozdochka.
  • Prorogato il regime UE sulle armi chimiche: 31 persone e 6 organizzazioni.
  • Le nuove sanzioni prevedono congelamento dei beni nell'UE, divieto di fornire fondi o risorse economiche e, per le persone, divieto di ingresso o transito nell'UE; l'approvazione formale è attesa al Consiglio Affari esteri del 12 ottobre in Lussemburgo.

Perché è importante

Il pacchetto è descritto come il più ampio pacchetto di sanzioni personali mai adottato dall'UE contro la Russia, colpendo dirigenti e imprese del complesso militare-industriale russo in settori chiave come costruzioni navali militari, missili e spazio, aviazione, artiglieria, elettronica, semiconduttori e munizioni. Le misure hanno un effetto economico diretto — congelamento dei beni nell'UE, divieto di fornire fondi o risorse economiche, divieto di ingresso o transito per le persone — e riaffermano il non riconoscimento da parte dell'UE delle elezioni tenutesi nei territori ucraini temporaneamente occupati, sanzionando 77 persone "elette" alla Duma da quei territori.

Che cosa è successo

Il 7 ottobre gli ambasciatori dei paesi membri dell'UE hanno raggiunto un accordo su un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. La parte principale aggiunge 743 persone e 826 aziende legate al complesso militare-industriale russo alle liste sanzionatorie UE: la bozza iniziale dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza prevedeva 744 persone e 827 entità giuridiche, ma la versione concordata è più corta di un nominativo e di un'entità. Le aziende figurano in un registro del governo russo di imprese del complesso militare-industriale idonee a ricevere sussidi statali; le persone sanzionate sono i dirigenti di queste imprese, considerati dall'UE responsabili di sostenere l'industria della difesa russa. I settori interessati comprendono costruzioni navali militari e sottomarini, industria missilistica e spaziale, strumentazione aeronautica e motori, artiglieria, automotive militare, elettronica radio, navigazione e semiconduttori, chimica e strutture collegate alle munizioni. Tra i dirigenti esplicitamente nominati nella bozza figurano Mikhail Budnichenko (Sevmash), Igor Vilnit (TsKB Morskoy Tekhniki Rubin), Vladimir Dorofeyev (Malakhit) e i vertici di Admiralteyskiye Verfi e del centro di riparazione navale Zvyozdochka, oltre ai capi della United Rocket and Space Corporation, della Russian Corporation of Rocket and Space Instrumentation and Information Systems, della Kazan Motor-Building Production Association, di Motovilikhinskiye Zavody, di strutture KAMAZ e di varie imprese elettroniche e chimiche. In parallelo, gli ambasciatori hanno concordato sanzioni contro 77 persone "elette" alla Duma di Stato russa dai territori ucraini temporaneamente occupati, nonché contro tre membri della Commissione elettorale centrale della Federazione Russa. Hanno inoltre prorogato il regime UE sulle armi chimiche, che copre 31 persone e 6 organizzazioni. Le nuove sanzioni personali prevedono congelamento dei beni nell'UE, divieto di fornire fondi o risorse economiche ai soggetti sanzionati e, per le persone, divieto di ingresso o transito nel territorio dell'UE. L'approvazione formale è attesa per la riunione del Consiglio Affari esteri del 12 ottobre in Lussemburgo.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine presentano all'unanimità l'accordo del 7 ottobre come il più ampio pacchetto sanzionatorio dell'UE contro la Russia finora adottato, sottolineando in particolare il targeting dei dirigenti e delle imprese del complesso militare-industriale russo e le sanzioni contro 77 deputati della Duma eletti nei territori occupati. Evidenziano l'approvazione formale prevista per il 12 ottobre in Lussemburgo e richiamano l'attenzione sulle specifiche aziende russe dell'industria della difesa incluse (Sevmash, Rubin, Malakhit, Admiralteyskiye Verfi, Zvyozdochka, United Rocket and Space Corporation e altre). Le fonti danno grande risalto alla rimozione dagli elenchi UE, il 22 settembre, degli oligarchi russi Mikhail Fridman e Alisher Usmanov — decisione sostenuta, secondo i media, da Slovacchia, Francia e Lussemburgo ma non coordinata con Kiev — e riportano la risposta del ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, secondo cui l'Ucraina aggiungerà venti ulteriori oligarchi russi alle proprie liste di sanzioni.

Dove le versioni divergono

Le fonti differiscono sulla formulazione: alcuni titoli descrivono il pacchetto del 7 ottobre come il più ampio pacchetto sanzionatorio dell'UE in assoluto, mentre altri lo qualificano come il più ampio pacchetto di sanzioni personali contro la Russia. Sul totale dei nuovi inserimenti, le fonti oscillano tra 1.569 (solo pacchetto MIC) e 1.646 (aggiungendo i 77 deputati della Duma e i funzionari elettorali). Un'ulteriore ambiguità riguarda il 21° pacchetto, adottato a luglio 2026: alcune fonti lo presentano come una semplice proroga di 12 mesi del tetto al prezzo del petrolio russo, mentre altre lo descrivono come l'adozione di un nuovo pacchetto.

Contesto

Il pacchetto del 7 ottobre era stato annunciato alla fine di agosto dal capo della diplomazia UE Kaja Kallas. Viene adottato nell'ambito del regime sanzionatorio UE introdotto in risposta alle azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. Il 22 settembre il Consiglio UE ha prorogato lo stesso regime per altri 36 mesi, fino al 22 settembre 2029, ma contemporaneamente ha rimosso dalle liste gli oligarchi russi Mikhail Fridman e Alisher Usmanov: il Regno Unito ha rifiutato di allinearsi, mantenendo le proprie sanzioni. Secondo Ukrainska Pravda, l'iniziativa per la rimozione sarebbe stata sostenuta da Slovacchia, Francia e Lussemburgo, non coordinata con l'Ucraina; la posizione del Lussemburgo su Fridman sarebbe legata a una controversia giudiziaria in corso, con l'oligarca che chiede almeno 16 miliardi di dollari di risarcimento al paese per i beni congelati. In risposta, il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha annunciato che l'Ucraina aggiungerà venti ulteriori oligarchi russi alle proprie liste. Il precedente (21°) pacchetto sanzionatorio dell'UE contro la Russia era stato adottato a luglio 2026 e includeva, tra le altre misure, una proroga di 12 mesi del tetto al prezzo del petrolio russo.