Pubblicato: · Aggiornato:

L'UE approva il 22° pacchetto di sanzioni contro la Russia: 1.600 nuove designazioni, il pacchetto più ampio dall'inizio della guerra

Il 12 ottobre, in Lussemburgo, i ministri degli Esteri dell'UE hanno approvato un'ampliamento dell'elenco delle sanzioni contro la Russia di quasi 1.600 nuove voci, descritto come il più grande ampliamento dall'inizio della guerra su vasta scala. Più della metà delle designazioni riguarda la catena di produzione dei missili balistici. L'alto rappresentante Kaja Kallas ha annunciato il pacchetto, che porta il totale delle sanzioni UE dall'inizio del conflitto da 3.000 a 4.600 voci. Sono state inoltre sanzionate 77 persone — tra cui 74 candidati e 3 membri della commissione elettorale russa — per il loro ruolo nelle «elezioni» della Duma di Stato tenutesi nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina.

Punti chiave

  • Il 12 ottobre i ministri degli Esteri dell'UE hanno approvato quasi 1.600 nuove designazioni contro il complesso militare-industriale russo.
  • Si tratta del più grande ampliamento dell'elenco delle sanzioni UE dall'inizio della guerra su vasta scala.
  • Più della metà delle nuove designazioni è collegata alla catena di produzione di missili balistici.
  • Il totale delle designazioni UE dall'inizio della guerra sale da circa 3.000 a 4.600.
  • Il pacchetto include 743 individui e 826 organizzazioni accusati di sostenere l'invasione russa.
  • Sono state sanzionate altre 77 persone — 74 candidati e 3 membri della commissione elettorale russa — per le «elezioni» della Duma di Stato nei territori occupati dell'Ucraina a settembre 2026.
  • Gli ambasciatori UE avevano concordato l'elenco il 7 ottobre, prima dell'approvazione formale dei ministri il 12 ottobre.

Perché è importante

Si tratta del più ampio pacchetto di sanzioni dell'UE contro la Russia dall'inizio dell'invasione su vasta scala, che porta il totale cumulativo delle designazioni da circa 3.000 a 4.600. Colpisce direttamente il complesso militare-industriale russo, in particolare la catena di produzione dei missili balistici, con l'obiettivo dichiarato di rendere la produzione di armi più difficile, più lenta e più costosa. Il pacchetto è anche un segnale politico: i funzionari europei lo presentano come prova che l'UE non allenterà la pressione sulla Russia nonostante i paralleli passi degli Stati Uniti per ridurre le sanzioni sul diesel russo. Inoltre, sanzionando 77 persone legate alle «elezioni» della Duma nei territori occupati, l'UE riafferma la sua posizione sulla sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina.

Che cosa è successo

Il 12 ottobre, a Lussemburgo, i ministri degli Esteri dell'UE hanno approvato formalmente un ampliamento dell'elenco delle sanzioni contro la Russia di quasi 1.600 nuove voci. L'alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas lo ha descritto come il più grande ampliamento dall'inizio della guerra su vasta scala. Più della metà delle designazioni riguarda la catena di produzione dei missili balistici; l'elenco include 743 individui e 826 organizzazioni accusati di sostenere l'invasione russa. Con queste aggiunte, il totale delle voci negli elenchi di sanzioni UE dall'inizio della guerra sale da circa 3.000 a 4.600. Il pacchetto è il 22° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Gli ambasciatori UE avevano già concordato l'elenco il 7 ottobre. Separatamente, il Consiglio dell'UE ha aggiunto 77 persone all'elenco delle sanzioni in relazione alle «elezioni» della Duma di Stato russa tenutesi nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina a settembre 2026: 74 candidati che si sono presentati nelle cosiddette «Repubblica popolare di Doneck», «Repubblica popolare di Lugansk», nelle oblast di Zaporizhzhia e Kherson, nonché nella «Repubblica di Crimea e città di Sebastopoli», e 3 membri della commissione elettorale centrale della Federazione russa. Queste 77 persone sono soggette al divieto di ingresso e transito nell'UE, al congelamento dei beni e al divieto per cittadini e imprese dell'UE di mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche. Gli atti giuridici pertinenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. L'UE ha condannato senza ambiguità l'organizzazione di queste «elezioni» come violazione del diritto ucraino e internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti fornite sono ucraine, quindi la copertura è uniformemente incentrata sugli interessi ucraini: le sanzioni vengono presentate come pressione diretta sulla capacità della Russia di finanziare e armare la sua guerra contro l'Ucraina, con particolare enfasi sulle designazioni collegate alle armi, ai missili balistici e ai droni usati contro i civili ucraini. Gli articoli in lingua ucraina evidenziano il pacchetto sulle «elezioni» della Duma di Stato tenutesi sul territorio ucraino occupato come una violazione della sovranità ucraina e del diritto internazionale. La copertura sottolinea inoltre il contrasto tra la continua pressione dell'UE e l'allentamento delle sanzioni americane sul diesel russo, riportando le critiche di Zelensky e la reazione dei ministri europei.

Dove le versioni divergono

Le diverse formulazioni della stessa dichiarazione di Kallas sull'effetto finanziario cumulativo delle sanzioni e sul ruolo delle sanzioni americane compaiono negli articoli senza contraddirsi numericamente: alcune fonti ucraine sottolineano la cifra di un trilione di euro e l'appello per una «legge Graham» americana, mentre altre evidenziano l'azione contro la flotta ombra e l'allineamento del Regno Unito.

Contesto

Il 9 ottobre, in seguito a una telefonata con Vladimir Putin, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un accordo sulle forniture di diesel russo ai mercati statunitense e mondiale, insieme a una licenza generale del Tesoro americano che consente le relative transazioni fino al 7 aprile 2027; il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato l'iniziativa come segno di debolezza. Il Consiglio del 12 ottobre ha anche discusso possibili restrizioni alla circolazione dei diplomatici russi tra gli Stati membri dell'UE e il lavoro in corso sulle restrizioni ai visti per chi ha combattuto a fianco della Russia in Ucraina. Il 22 settembre il Consiglio dell'UE ha prorogato il quadro sanzionatorio contro le persone che minacciano l'integrità territoriale dell'Ucraina per 36 mesi, ma nella stessa decisione ha rimosso dall'elenco gli imprenditori russi Mikhail Fridman e Alisher Usmanov. Il precedente 21° pacchetto, adottato a luglio, era stato il più ampio dei quattro anni precedenti, aggiungendo 48 individui e 170 aziende.