Russia tiene le elezioni della Duma di Stato nei territori occupati dell'Ucraina per la prima volta dal 2022
La Russia ha tenuto le elezioni della Duma di Stato dal 18 al 20 settembre 2026, per la prima volta includendo i territori ucraini occupati che Mosca ha dichiarato annessi dopo l'invasione su larga scala. Il voto si è svolto in parti occupate delle oblast di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, nonché in Crimea e Sebastopoli. Ucraina e Unione Europea hanno condannato la procedura come illegale, mentre organizzazioni per i diritti umani e media ucraini hanno riportato pressioni sui residenti e presenza di militari armati ai seggi.
Punti chiave
- Le elezioni della Duma di Stato si sono svolte dal 18 al 20 settembre 2026, comprese le parti occupate delle oblast di Donetsk, Luhansk, Kherson, Zaporizhzhia, oltre a Crimea e Sebastopoli.
- Nei territori occupati le procedure di voto sono iniziate già a fine agosto 2026; le autorità russe indicano oltre 3,5 milioni di elettori registrati in queste aree.
- In una sezione elettorale occupata dell'oblast di Donetsk, gli elettori hanno votato in presenza di un militare russo armato.
- Secondo la CEC russa, dopo lo spoglio del 95,18% dei protocolli, Russia Unita ha ottenuto il 57,83% dei voti.
- L'Ucraina ha definito illegali le elezioni e ha avvertito che l'organizzazione del voto è punibile con fino a 10 anni di reclusione e confisca dei beni ai sensi dell'articolo 111-1, parte 5, del codice penale ucraino.
- La portavoce della Commissione europea Christian Wigand ha definito il voto un'ulteriore grave violazione del diritto internazionale e ha affermato che l'UE non lo riconosce né riconoscerà mai.
- Una coalizione di nove organizzazioni ucraine per i diritti umani ha invitato i residenti a non recarsi ai seggi.
- Secondo l'organizzazione 'Donbas SOS', membri delle commissioni elettorali locali hanno effettuato visite porta a porta accompagnati da militari e forze di sicurezza russe, costringendo i residenti a votare.
Perché è importante
L'estensione del processo elettorale parlamentare russo ai territori ucraini occupati è vista da Kiev e Bruxelles come un tentativo di legittimare l'annessione dichiarata nel settembre 2022. L'iniziativa mira a creare una rappresentanza formale dei territori occupati nella Duma, da utilizzare come leva nei futuri negoziati sullo status di queste aree. Le segnalazioni di coercizione sui residenti, dal voto sotto la sorveglianza di militari armati alle minacce di licenziamento per i dipendenti pubblici, sollevano gravi preoccupazioni sui diritti della popolazione civile.
Che cosa è successo
La Russia ha tenuto le elezioni della Duma di Stato dal 18 al 20 settembre 2026. Per la prima volta dall'inizio dell'invasione su larga scala, le procedure di voto si sono svolte nei territori ucraini occupati che Mosca ha dichiarato annessi: le parti occupate delle oblast di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, nonché la Crimea e Sebastopoli, annessi dal 2014. Sulle aree occupate il voto era iniziato già a fine agosto; le autorità russe indicano oltre 3,5 milioni di elettori registrati in queste zone. In una sezione elettorale dell'oblast di Donetsk gli elettori hanno votato alla presenza di un militare russo armato, e secondo l'organizzazione 'Donbas SOS' le commissioni elettorali locali hanno condotto visite porta a porta accompagnate da militari e forze di sicurezza, con pressioni sui residenti. Secondo i dati della CEC russa, dopo lo spoglio del 95,18% dei protocolli, il partito Russia Unita ha ottenuto il 57,83% dei voti. Vladimir Putin ha sottolineato l'importanza del voto nei territori occupati, definendolo il primo dopo la cosiddetta 'riunificazione con la Russia'. L'Ucraina e l'Unione Europea hanno condannato la procedura come illegittima; la Commissione elettorale centrale ucraina ha adottato una risoluzione che dichiara illegittime le elezioni, e il SBU ha avvertito che l'organizzazione del voto è punibile con fino a 10 anni di reclusione e confisca dei beni.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine descrivono il voto con termini come 'pseudo-elezioni' ed 'elezioni illegali', presentandole fin dall'inizio come illegittime. Vengono messe al centro le pratiche coercitive: militari russi armati ai seggi, visite porta a porta delle commissioni con personale militare e di sicurezza, minacce di licenziamento per i dipendenti del settore pubblico, e il rischio per pensionati e persone con disabilità di essere inseriti in liste 'disloyal' con conseguente perdita di sussidi. Particolare rilievo è dato alle risposte istituzionali ucraine: la risoluzione della Commissione elettorale centrale, l'avvertimento del SBU sulle responsabilità penali, la nota del ministero degli Esteri che definisce la procedura una 'farsa'. I media ucraini sottolineano inoltre la debolezza stessa della campagna elettorale, con scarsa agitazione di strada e copertura ridotta nei media di occupazione rispetto alle precedenti elezioni russe.
Dove le versioni divergono
Le fonti riportano cifre diverse sull'affluenza nel cosiddetto 'DNR': il 75% annunciato dopo il cosiddetto voto anticipato contro l'80,88% indicato dal capo della 'commissione elettorale repubblicana' Volodymyr Vysotsky alla sera del secondo giorno di voto principale. Anche le osservazioni sull'affluenza effettiva divergono per area: mentre le fonti ufficiali del 'DNR' citano un'affluenza elevata, il giornalista Oleh Baturin riporta che nell'oblast di Kherson occupata ai seggi si presentavano solo singole persone. Sul risultato di Russia Unita, i dati della CEC russa dopo il 95,18% dei protocolli indicano il 57,83%, mentre altri exit poll diffusi dai media russi citano circa il 50%.
Contesto
Nel settembre 2022 la Russia ha dichiarato l'annessione delle oblast di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson; l'annessione non ha ricevuto riconoscimento internazionale e la Russia non controlla interamente questi territori. La Crimea era stata annessa nel 2014. In precedenza, nel settembre 2022 Mosca aveva organizzato pseudo-referendum e nel 2023 pseudo-elezioni per gli organi regionali nei territori occupati. Nel giugno 2026 la Commissione elettorale centrale russa aveva adottato le decisioni per organizzare il processo elettorale sui territori occupati, creando illegalmente 11 collegi elettorali uninominali.