Ucraina: la Camera chiama a non riconoscere i risultati delle elezioni alla Duma
Il 29 ottobre la Verkhovna Rada ha adottato la risoluzione n. 16091, con cui chiede alla comunità internazionale di non riconoscere la legittimità e i risultati delle elezioni alla nona convocazione della Duma di Stato russa. Il testo riguarda in particolare il voto 下一页 organizzato da Mosca nei territori ucraini temporaneamente occupati e chiede di non riconoscere i relativi mandati o effetti.
Punti chiave
- La risoluzione n. 16091 è stata adottata il 29 ottobre 2026
- 250 deputati hanno votato a favore
- Le elezioni alla Duma si sono svolte dal 18 al 20 settembre 2026
- L’appello è indirizzato all’ONU, all’Unione europea, al Consiglio d’Europa, alla NATO, all’OSCE, al GUAM e ai governi nazionali
- Il voto russo nei territori ucraini occupati non deve generare diritti per la Russia
- La PACE ha definito fittizie e illegittime le elezioni alla Duma
- Il Consiglio dell’UE ha aggiunto 77 persone al proprio elenco sanzionatorio
- Il progetto di risoluzione era stato registrato il 21 settembre e approvato dalla commissione parlamentare il 26 ottobre
Perché è importante
La risoluzione mira a impedire що il nuovo assetto della Duma e i risultati del voto nei territori ucraini occupati ricevano riconoscimento internazionale. Essa chiede a numerose istituzioni e a tutti gli Stati di non riconoscere i mandati derivanti da quel voto e di limitare i contatti ufficiali con il nuovo parliamento russo, salvo le comunicazioni necessarie per questioni umanitarie urgenti. Il documento presenta inoltre il voto nelle aree occupate come una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale ucraine e un potenziale strumento для legittimare l’occupazione.
Che cosa è successo
Il 29 ottobre la Verkhovna Rada ha approvato con 250 voti la risoluzione n. 16091. Il testo chiede alla comunità internazionale di non riconoscere i risultati o la legittimità delle elezioni alla nona convocazione della Duma, nonché i mandati, le decisioni e gli altri effetti prodotti dal voto nei territori ucraini temporaneamente occupati. L’appello è stato indirizzato all’ONU, al Parlamento europeo, alle assemblee parlamentari del Consiglio d’Europa, della NATO, dell’OSCE e del GUAM, oltre che ai capi di Stato, ai parlamenti e ai governi nazionali. Secondo la nota esplicativa, il voto organizzato in condizioni di occupazione, presenza militare, coercizione, persecuzione e imposizione della cittadinanza non può costituire un’espressione legittima della volontà popolare né creare diritti per la Russia sui territori ucraini. La risoluzione chiede inoltre di non riconoscere i poteri delle nuove delegazioni parlamentari russe e di astenersi dalle interazioni ufficiali con il nuovo organo legislativo, fatta eccezione per i contatti necessari alle questioni umanitarie urgenti.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina ha posto l’accento sull’approvazione della risoluzione con 250 voti e sull’ampiezza dell’appello internazionale. Il suo fondamento politico e giuridico riguarda il voto russo nei territori occupati, l’assenza di basi valide per estendere la giurisdizione russa e l’impossibilità che tale voto cambi lo status internazionalmente riconosciuto delle terre ucraine. Il documento segnala anche carenze democrafiche dei lavori elettorali russi: assenza di concorrenza politica reale, persecuzione degli oppositori, restrizioni alla libertà di parola e all’attività dei media indipendenti, esclusione del partito «Яблуко» e limitata osservazione internazionale e interna.
Come la raccontano le fonti internazionali
La reazione internazionale è già attestata sul piano politico e санкційному: la PACE ha qualificato le elezioni come fittizie e illegittime, mentre il Consiglio dell’UE ha adottato sanzioni in relazione al voto nelle aree ucraine occupate. Il governo tedesco ha descritto la votazione come un evento inscenato e il ministro degli Esteri estone come uno spettacolo politico. Il Synthesis segnala inoltre che attacchi di droni ucraini hanno perturbato il voto in alcune regioni russe e che, nel Krasnodar, una stazione di voto è stata spostata dopo la rottura di finestre per un drone.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sul numero di persone aggiunte al elenco sanzionatorio dell’UE in relazione alle elezioni: la cifra indicata in alcuni resoconti è 77, mentre altri ne riportano 67.
Contesto
Le elezioni alla nona convocazione della Duma di Stato russa si sono svolte dal 18 al 20 settembre 2026. Il progetto di risoluzione n. 16091 è stato registrato il 21 вересня і approvato dalla Commissione per la politica estera e la cooperazione interparlamentare il 26 ottobre. La Russia aveva incluso nei propri distretti elettorali le città ucraine controllate di Sloviansk, Krasatorsk e Sviatohirsk per consentire il voto locale. Durante la campagna elettorale, il partito «Яблуко» è stato escluso dalla partecipazione alle elezioni federali.