Zelensky firma decreto: sanzioni contro 44 persone coinvolte nelle "elezioni" russe della Duma nei territori occupati
Il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato il 26 settembre un decreto che attua una decisione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale ucraino (RNBO) imponendo sanzioni a 44 persone coinvolte nell'organizzazione e nello svolgimento delle "elezioni" russe della Duma di Stato nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina. Il voto si era svolto il 18-20 settembre in modo illegale anche nei distretti elettorali istituiti da Mosca nelle oblast di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, in Crimea e a Sebastopoli.
Punti chiave
- Zelensky ha firmato il 26 settembre un decreto che sanziona 44 persone coinvolte nelle "elezioni" della Duma russa nei territori occupati
- 38 dei 44 soggetti sanzionati hanno sia la cittadinanza ucraina che quella russa
- Tra i nominati figurano la propagandista russa Irina Kuksenkova e l'ex deputato ucraino Yuriy Onyshchuk, che dopo l'occupazione di Melitopol ha iniziato a collaborare con i russi
- L'elenco colpisce persone che agiscono negli interessi della Russia e contribuiscono all'occupazione delle oblast di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, oltre che di Crimea e Sebastopoli
- L'Ucraina definirà le "elezioni" illegittime e considera privi di ogni valore giuridico i risultati e i documenti prodotti
- L'Ucraina intende trasmettere le informazioni sui soggetti sanzionati ai partner internazionali per sincronizzare le sanzioni nelle loro giurisdizioni
- Le "elezioni" russe si sono svolte il 18-20 settembre: le prime elezioni parlamentari in Russia dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina
Perché è importante
Il decreto rappresenta una risposta legale concreta dell'Ucraina all'estensione del voto parlamentare russo nei territori occupati e colpisce persone — propagandisti ed ex funzionari ucraini — considerate responsabili di legittimare o facilitare l'occupazione. Si inserisce nello sforzo dichiarato da Kyiv di sincronizzare le sanzioni con i partner internazionali — UE, Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Australia, Canada e Nuova Zelanda — che hanno condannato il voto. Rafforza inoltre la posizione di Kyiv secondo cui il voto sui territori occupati è illegittimo e i suoi risultati sono privi di valore giuridico.
Che cosa è successo
Il 26 settembre il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto che attua una decisione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale imponendo sanzioni a 44 individui coinvolti nell'organizzazione e nello svolgimento delle "elezioni" della Duma di Stato russa nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina. Il pacchetto di sanzioni colpisce persone che agiscono negli interessi della Russia e contribuiscono all'occupazione temporanea delle oblast di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, oltre che della Crimea e di Sebastopoli. Tra i soggetti sanzionati figurano la propagandista russa Irina Kuksenkova e l'ex deputato ucraino Yuriy Onyshchuk, che dopo l'occupazione di Melitopol ha iniziato a collaborare con i russi. 38 dei 44 soggetti sanzionati possiedono sia la cittadinanza ucraina che quella russa, e alcuni di essi erano già stati "eletti" come deputati di consigli locali creati illegalmente nei territori occupati. L'Ucraina ha dichiarato le "elezioni" illegittime e ha affermato che i loro risultati e tutti i documenti prodotti nel processo sono privi di valore giuridico. Secondo la parte ucraina, il voto è stato accompagnato da falsificazioni di massa, voti forzati e dati di affluenza prefabbricati. L'Ucraina intende trasmettere le informazioni sui soggetti sanzionati ai partner internazionali per sincronizzare le sanzioni nelle loro giurisdizioni.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte le fonti fornite sono ucraine e inquadrano il voto come "elezioni" illegali (virgolettate) nei territori temporaneamente occupati. La copertura si concentra sul decreto di Zelensky, sul ruolo dell'RNBO nella compilazione dell'elenco, sulla doppia cittadinanza ucraina-russa di 38 dei 44 soggetti sanzionati e sui nomi di Iryna Kuksenkova e Yuriy Onyshchuk. Le fonti sottolineano la posizione giuridica ucraina: l'occupazione non conferisce alcuna sovranità, le Convenzioni dell'Aia e di Ginevra sono violate e le risoluzioni dell'Assemblea generale dell'ONU sostengono l'integrità territoriale dell'Ucraina. Viene evidenziato il sostegno internazionale: la condanna del voto da parte di UE, Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Australia, Canada e Nuova Zelanda, e l'intenzione ucraina di condividere con i partner le informazioni sulle sanzioni per la sincronizzazione.
Come la raccontano le fonti internazionali
UE, Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Australia, Canada e Nuova Zelanda hanno condannato lo svolgimento delle "elezioni" russe nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina e non le riconoscono. L'Ucraina ha dichiarato che intende trasmettere le informazioni sui soggetti sanzionati a questi partner internazionali per sincronizzare le sanzioni nelle loro giurisdizioni.
Contesto
La Russia ha tenuto le elezioni della Duma di Stato il 18-20 settembre, le prime elezioni parlamentari russe dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina. Nei territori occupati delle oblast di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, in Crimea e a Sebastopoli, la Russia ha formato illegalmente 11 collegi elettorali uninominali; il cosiddetto voto "anticipato" nei territori occupati era iniziato il 29 agosto. Il 25 settembre la Commissione elettorale centrale russa ha annunciato i risultati ufficiali, attribuendo a Russia Unita 349 dei 450 mandati. Tra gli eletti dai territori occupati figurano il politologo ed ex leader della "DPR" Oleksandr Borodai e la giornalista filobellicista Iryna Kuksenkova. Il ministero degli Affari Esteri ucraino ha definito il voto una "farsa dello Stato occupante"; UE, Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Australia, Canada e Nuova Zelanda hanno condannato lo svolgimento del voto nei territori occupati. L'Assemblea generale dell'ONU aveva adottato una risoluzione nel 2014 sulla Crimea e una nel 2022 in cui 143 Stati hanno condannato il tentativo di annessione illegale delle oblast di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, riconoscendolo come invalido.