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La Corea del Sud richiama l'ambasciatore dall'Ucraina per la disputa sui prigionieri nordcoreani

La Corea del Sud ha annunciato l'8 ottobre il richiamo dell'ambasciatore a Kyiv, Park Hee-chang, nel mezzo di una disputa diplomatica con l'Ucraina iniziata dopo che il presidente Volodymyr Zelensky, all'Assemblea generale dell'ONU del 23 settembre, ha rivelato pubblicamente il trasferimento di due soldati nordcoreani catturati dai soldati ucraini nella regione russa di Kursk nel gennaio 2025. Seul accusa Kyiv di aver violato un accordo di non divulgazione; l'Ucrica nega che un simile accordo esistesse. Sullo sfondo della crisi, le due parti si scambiano anche accuse riguardo a presunte forniture di carburante sudcoreano alla Russia in violazione delle sanzioni.

Punti chiave

  • L'8 ottobre il ministero degli Esteri sudcoreano ha annunciato il richiamo dell'ambasciatore Park Hee-chang dall'Ucraina; l'ambasciata resta aperta.
  • Il 23 settembre, all'Assemblea generale dell'ONU, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato il trasferimento di due prigionieri nordcoreani alla Corea del Sud, catturati nella regione russa di Kursk nel gennaio 2025.
  • Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha accusato l'Ucraina di aver violato un accordo di non divulgazione e ha chiesto spiegazioni e scuse ufficiali.
  • Il ministero degli Esteri ucraino e l'ufficio del presidente hanno negato l'esistenza di qualsiasi accordo di riservatezza sulla consegna dei prigionieri.
  • Il 6 ottobre il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun ha detto di aver ricevuto da Andriy Sybiha un messaggio di scuse, ma «al di sotto delle aspettative» di Seul; Kyiv nega che Sybiha si sia scusato e parla solo di «rammarico».
  • Il consigliere presidenziale ucraino Vladyslav Vlasiuk, citando The Guardian, ha detto che oltre 176.000 tonnellate di carburante sono state spedite dalla Corea del Sud alla Russia tra luglio e agosto su navi sotto sanzioni; Seul ha respinto le accuse come «inaccettabili» e «non vere» e ha citato statistiche commerciali ufficiali che non registrano esportazioni di diesel, benzina o carburante avio verso la Russia.

Perché è importante

Il deterioramento dei rapporti tra Kiev e Seul arriva nel momento in cui la Corea del Sud è uno dei pochi partner asiatici dell'Ucraina e ha già stanziato 445 milioni di dollari di aiuti umanitari dal 2022 (più un pacchetto da 100 milioni promesso a luglio). La disputa lega il tema sensibile della partecipazione di truppe nordcoreane alla guerra in Ucraina a una frattura bilaterale con Seul. Su tutto, la Corea del Sud ha formalmente richiamato il proprio ambasciatore, una mossa eccezionale che conferma la gravità percepita a Seul dello scontro, mentre le due parti si accusano anche su presunte forniture di carburante in violazione delle sanzioni.

Che cosa è successo

L'8 ottobre 2026 il ministero degli Esteri sudcoreano ha annunciato il richiamo dell'ambasciatore in Ucraina Park Hee-chang (Park Ki-chan), una forma di protesta diplomatica che non comporta la chiusura dell'ambasciata. La decisione è arrivata sei giorni dopo che il presidente sudcoreano Lee Jae-myung aveva minacciato «misure aggiuntive» se l'Ucraina non avesse riconosciuto la violazione di un accordo di non divulgazione e non si fosse scusata pubblicamente. Al centro della disputa c'è il discorso con cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il 23 settembre all'Assemblea generale dell'ONU, ha annunciato la consegna alla Corea del Sud di due soldati nordcoreani catturati nella regione di Kursk nel gennaio 2025, dopo che i due avevano dato il consenso scritto al trasferimento. Seul, che dal 2025 chiedeva quei prigionieri considerandoli cittadini sudcoreani ai sensi della Costituzione, sostiene che l'Ucraina avesse accettato di mantenere la riservatezza per tutelare i soldati e le loro famiglie nel Nord; l'Ufficio del presidente ucraino e il ministero degli Esteri ucraino negano l'esistenza di qualsiasi intesa di questo tipo.

Il 6 ottobre il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun ha detto di aver ricevuto dal collega ucraino Andriy Sybiha un messaggio con scuse, definendolo però «al di sotto delle aspettative» di Seul e annunciando «misure risolute». Il ministero degli Esteri ucraino respinge la lettura: Sybiha non si sarebbe scusato, avrebbe solo espresso rammarico per il fatto che la situazione sia sfociata in uno scambio pubblico di dichiarazioni critiche. Il portavoce del ministero, Heorhii Tykhyi, ha descritto la controversia come un «malinteso diplomatico» e ha detto che l'Ucraina non intendeva rendere pubblica la corrispondenza diplomatica se non fosse stato necessario per «chiarire» la posizione di Seul.

In parallelo, il consigliere presidenziale ucraino per la politica delle sanzioni Vladyslav Vlasiuk, citando un'inchiesta di The Guardian, ha accusato Seul di aver spedito tra luglio e agosto oltre 176.000 tonnellate di carburante verso la Russia su petroliere sotto sanzioni, contribuendo a mitigare la crisi dei carburanti di Mosca. La portavoce della presidenza sudcoreana Kang Yu-jeong ha respinto l'accusa come «inaccettabile» e «non corrispondente ai fatti», aggiungendo che il governo sta verificando i dati e adotterà le misure necessarie se emergessero violazioni; un funzionario dell'Ufficio per la sicurezza nazionale ha citato statistiche commerciali ufficiali (agosto 2025 – agosto 2026) secondo cui non risultano esportazioni di diesel, benzina o carburante avio dalla Corea del Sud verso la Russia, e che tali prodotti non figurano tra i 1.402 beni soggetti alle restrizioni sudcoreane verso Mosca.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini sottolineano in primo piano la linea del ministero degli Esteri di Kiev: il ministro Andriy Sybiha non si è scusato, ha solo espresso rammarico per l'escalation, e la vicenda viene descritta come un «malinteso diplomatico» nato da una diversa interpretazione delle intese sulla riservatezza. Diversi organi di stampa ucraini evidenziano che la Farnesina ucraina è disponibile a ripristinare un dialogo costruttivo anche dopo il richiamo dell'ambasciatore, e inquadrano il rientro del diplomatico come una protesta formale e non come una rottura. La consegna dei due prigionieri nordcoreani è presentata come un «gesto di buona volontà e un passo amichevole» verso Seul. Diverse testate riportano inoltre le accuse del consigliere Vlasiuk sulle presunte forniture di carburante sudcoreano verso la Russia via petroliere sotto sanzioni, come un capitolo distinto legato al rispetto delle sanzioni.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le testate internazionali (tedesche, francesi, anglofone di Hong Kong, Regno Unito e Stati Uniti) tendono ad aprire sul richiamo dell'ambasciatore e sulla più ampia crisi diplomatica, presentando le posizioni di entrambe le parti senza schierarsi. I pezzi tedeschi e francesi leggono la disputa come un pericoloso deterioramento dei rapporti Seul-Kiev, con potenziali ricadute sulla cooperazione; quelli anglofoni danno più risalto alla cornice sudcoreana delle «scuse che non hanno soddisfatto le aspettative». Diverse inchieste internazionali riportano la versione di funzionari sudcoreani secondo cui Kiev avrebbe avvisato Seul in anticipo, attraverso i canali diplomatici, della possibile diffusione della notizia, in contrasto con la linea ucraina che nega l'esistenza di un accordo di riservatezza. La copertura non ucraina dà inoltre ampio spazio alla difesa sudcoreana sulle presunte forniture di carburante e ai dati commerciali ufficiali citati da Seul in controricetta.

Dove le versioni divergono

Le fonti sono divise su quattro punti. Sul quadro normativo della consegna dei prigionieri, i media sudcoreani e internazionali riportano l'accusa di Seul di aver violato un accordo di non divulgazione, mentre fonti ucraine (Ufficio del presidente e ministero degli Esteri, consigliere Dmytro Lytvyn) negano che un'intesa di riservatezza sia mai esistita. Sul contenuto del messaggio tra i due ministri degli Esteri, Cho Hyun parla di scuse «insufficienti» mentre il portavoce Heorhii Tykhyi e il ministero ucraino respingono la parola «scuse» e parlano solo di rammarico per l'escalation pubblica. Sul preavviso della diffusione, un alto funzionario sudcoreano citato da Korea JoongAng Daily afferma che Kiev informò Seul in anticipo tramite i canali diplomatici; l'Ufficio del presidente ucraino replica che fu reso noto solo il fatto del trasferimento, senza dettagli sul processo, e che tacere del tutto sarebbe parso «strano». Sulle forniture di carburante, l'Ucraina (Vlasiuk citando The Guardian) sostiene che oltre 176.000 tonnellate sarebbero state spedite dalla Corea del Sud alla Russia su petroliere sanzionate tra luglio e agosto; la presidenza sudcoreana definisce l'accusa «inaccettabile» e «non vera», e un funzionario dell'Ufficio per la sicurezza nazionale cita statistiche ufficiali che non registrano esportazioni di diesel, benzina o carburante avio verso la Russia nello stesso periodo.

Contesto

I due soldati nordcoreani erano stati catturati dalle forze ucraine nella regione russa di Kursk nel gennaio 2025, nel quadro del dispiegamento di truppe della Corea del Nord a sostegno di Mosca. La Corea del Sud ne chiedeva la restituzione dal 2025, considerandoli propri cittadini ai sensi della Costituzione; entrambi avrebbero dato il consenso scritto al trasferimento, avvenuto in parte a metà settembre dopo un'intesa tra i capi di Stato. Sul piano dell'aiuto, Seul ha promesso a luglio un pacchetto da 100 milioni di dollari e ha erogato 445 milioni di dollari di assistenza umanitaria dal 2022, ma mantiene la politica di non fornire armi letali all'Ucraina — scelta che ha provocato una minaccia di «ritorsione» da parte del ministero degli Esteri russo se Seul dovesse cambiare linea. Il trasferimento dei prigionieri è stato ufficializzato da Zelensky all'ONU il 23 settembre, aprendo la crisi bilaterale attuale.